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Goteborg no global

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Göteborg (Svezia), durante la riunione del Consiglio Europeo, si svolge anche un vertice tra Unione Europea e Stati Uniti. La città diventa teatro di aspri scontri tra polizia e manifestanti che contestano i contenuti del vertice. La polizia spara lacrimogeni ad altezza d’uomo. Un ragazzo di 19 anni, Hannes Westberg, resta gravemente ferito dai colpi di pistola di un poliziotto. Il timore di analoghi scontri inducono la Banca Mondiale ad annullare la riunione prevista a Barcellona dal 25 al 27 giugno.

Accade la sera del 15 giugno nella zona dell’Università. La zona dell’incidente si trovava un paio di chilometri dal Palazzo dei congressi dove si era appena concluso il primo giorno di lavori del summit. Un centinaio di poliziotti in assetto antisommossa presente nei dintorni si trovarono a fronteggiare 2000 attivisti che partecipavano a una manifestazione e un agente avrebbe perso la testa, estraendo dalla fondina la pistola e sparando ad altezza d’uomo ; dopo l’episodio dello sparo gli scontri sono diventati violentissimi con assalti ai furgoni della polizia, di cui ben sette sono stati dati alle fiamme.. L’atteggiamento degli oltre 20mila agenti svedesi impiegati era stato comunque chiaro fin dal mattino con violente cariche a cavallo e a suon di manganellate e gas lacrimogeni per impedire ai black bloc e agli altri spezzoni anticapitalisti di irrompere nella zona proibita accanto al centro congressi. Almeno 20 mila manifestanti forse anche di più, avevano partecipato alla grande manifestazione del pomeriggio. Al mattino migliaia di manifestanti avevano cercato di sfondare la zona rossa fortificata che era stata costruita per difendere i potenti della terra dando battaglia alla polizia. A fine giornata almeno quaranta furono i feriti, due gravi. Seicento gli arrestati.

In seguito ai fatti di Göteborg, “Si accende sulla stampa italiana un dibattito sull’opportunità di trasferire il summit del G8 previsto a Genova su una nave. Il Capo di Stato Maggiore della Marina dichiara che le marine alleate sono in grado di garantire questo spostamento e l’incolumità dei capi di Stato e di Governo che parteciperanno al G8. Questa prospettiva, tra l’altro avanzata dallo stesso presidente Berlusconi alcuni mesi prima, viene improvvisamente scartata per la levata di scudi di alcuni settori della maggioranza che non vogliono cedere alle pressioni di quella che spregiativamente viene definita “la piazza”. Si svolgono comunque una serie di incontri ambigui che denotano l’intendimento del governo stesso di avviare un confronto “morbido” e depotenziante con i movimenti antiglobalizzazione. Tra questi si ricordano gli incontri del 20 e 21 giugno al Viminale tra il ministro Ruggero, il ministro Scajola, Bertinotti ed una delegazione di politicanti liguri che esprimevano apprezzamento per la linea di dialogo intrapresa dal nuovo esecutivo: disponibilità al dialogo che trova ulteriore conferma attraverso l’approntamento di strutture di accoglienza e la garanzia per i manifestanti di poter raggiungere Genova attraverso treni, pullman e altri mezzi di trasporto.

Da Göteborg Berlusconi dichiarava: “Sono preoccupato per Genova. Sono già arrivate dichiarazioni quasi di guerra”. Dal canto suo un militante dei Black Bloc dichiarava: “Questo è niente. Vedrete a Genova”.

Guarda “Direktsändning EU-toppmötet, Göteborg (SVT 2001-06-15)“:

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