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Il rapimento Moro nel disegno di Mario Moretti

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Il disegno, consegnato dallo storico Marco Clementi durante la sua audizione davanti alla nuova commissione d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro, risale al 2006.

Partendo dal basso, che poi è l’alto di via Fani, segnato con il numero 1 è indicata la posizione della militante delle Br incaricata di segnalare l’arrivo del convoglio del presidente della Democrazia Cristiana. La donna con un mazzo di fiori compie un gesto e attraversa la strada all’arrivo delle vetture di Moro.

La 128 giardinetta con Moretti alla guida si mette in moto e appena il convoglio passa, la 128 indicata con il numero 2 forma il cancelletto superiore.

All’altezza dello stop Moretti rallenta. Rallenta il convoglio e cominciano gli spari, a quanto stabilito dal Servizio centrale antiterrorismo di recente, mentre le macchine sono ancora in leggero movimento. Le quattro persone del gruppo di fuoco sono suddivise in due sotto-nuclei: i primi due vicini all’incrocio con via Stresa sparano sulla 130 di Moro colpendo l’autista e il caposcorta; gli altri due attaccano l’Alfetta con i tre uomini della scorta.

Con il numero 3 è indicata l’auto condotta da Moretti, con il 4 la 130 di Moro e il 5 l’Alfetta di scorta. Con il 6 e il 7 i due sotto-nuclei brigatisti.

Più avanti, di fronte alla macchina di Moretti, col numero 8 è indicato il cancelletto inferiore, composto da una sola persona, che controlla via Stresa e via Fani.

Con il numero 9 invece è raffigurata la 132 blu guidata da un altro brigatista che da via Stresa compie una retromarcia e si avvicina alla 130 per far salire Moro. Poi segue la freccia e scappa per via Stresa.

Alcune precisazioni in ordine alle ultime evidenze uscite dall’audizione della dottoressa Tintisona, audizione per certi versi decisiva, che riconferma un impianto noto da tempo in alcuni punti non di seconda importanza.

Spari da destra.

Morucci affermò a suo tempo che ci furono dei colpi sparati da destra; siamo nel 1985.

ACS, Ministero Interno Gabinetto Speciale, busta 20: “E’ certo – afferma Morucci nella sua memoria difensiva – che le due persone che hanno sparato sugli uomini dell’alfetta ed hanno ucciso Iozzino, si sono subito dopo portati sulla destra dell’auto esplodendo degli altri colpi, dall’alto in basso, come risulta dalla perizia. Ma su questo nessuno mi ha rivolto domande”.

Tamponamento.

Sempre in ACS MIGS, busta 24, troviamo una informativa del 16 settembre 1993 in cui si dice: “Nello stesso momento la 128 di Moretti giunta all’incrocio si arresta costringendo a una brusca frenata la vettura di Moro che NON tampona la 128”.

Guarda “Le Brigate rosse 13 (Mario Moretti)“:

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pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

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