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Bobby Sands muore

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Il 5 maggio 1981, Bobby Sands morì nella prigione di Maze, a pochi chilometri da Belfast. Aveva 27 anni, un terzo dei quali passati in prigione, e morì a causa dello sciopero della fame che aveva iniziato per protestare contro l’abolizione dello status di “categoria speciale”. Lo Special Category Status (SCS) veniva garantito a partire dal 1972 a tutte le persone che venivano arrestate per cause legate al movimento separatista dell’Irlanda del Nord. La sua abolizione era vista dal movimento come una misura per “criminalizzarlo” e allontanare la questione dell’Irlanda del Nord dal piano politico per renderla solo un problema di ordine pubblico.

Bobby Sands stava scontando una condanna a 14 anni per possesso di arma da fuoco. A Maze, chiamata anche “H-blocks” perché viste dall’alto le costruzioni della prigione erano a forma di H, erano detenuti diversi altri appartenenti al movimento solitamente imprigionati per possesso di armi e attività paramilitari. A partire dalla metà degli anni Settanta le proteste dei detenuti erano continue, e includevano il rifiuto di indossare l’uniforme della prigione e di chiamare le guardie “signore”, oppure la cosiddetta “protesta sporca”, che consisteva nel ridurre gli ambienti del carcere in condizioni igieniche terribile imbrattando i muri e rifiutando di lavarsi. Da parte sua, l’amministrazione carceraria rispondeva con l’isolamento e i pestaggi. Il primo ministro britannico Margaret Thatcher negava ogni dialogo dicendo che i carcerati non rappresentavano nessuno e non avevano dunque alcun diritto ad essere ascoltati.

Bobby Sands iniziò lo sciopero della fame il primo marzo 1981, chiedendo che ai detenuti nordirlandesi venisse riconosciuto lo status di prigionieri politici o di guerra e non quello di criminali comuni. Sands decise che altri detenuti avrebbero potuto seguirlo, ma preferibilmente a distanza di qualche settimana, in modo da guadagnare più attenzione da parte dei mezzi di comunicazione. Sands fu il primo a morire, dopo 66 giorni. Venticinque giorni prima, mentre portava avanti lo sciopero, fu eletto alla Camera dei Comuni britannica nella circoscrizione di Fermanagh and South Tyrone: il fatto diede notorietà internazionale alla protesta della prigione di Maze, a cui parteciparono altri ventidue detenuti. Nove di questi lo portarono avanti fino alla morte. Lo sciopero venne sospeso solo il 3 ottobre.

Margaret Thatcher parlò della protesta come dell’”ultima carta dell’IRA”, ma la previsione si rivelò essere clamorosamente sbagliata. Il supporto al movimento repubblicano aumentò notevolmente e il partito politico legato all’IRA, il Sinn Féin, crebbe fino a diventare il maggior partito dell’Irlanda del Nord.

Guarda “Remembering Bobby Sands and the 1981 hunger strikers“:

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