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Il ritorno in nero di Avanguardia Nazionale

Sciolta nel giugno del 1976 sulla base della legge Scelba, Avanguardia nazionale rispunta oggi proponendosi di aprire sedi a cercare militanti. Stesso simbolo e stessi dirigenti guidati, oggi come allora, da Mario Merlino, l’agente provocatore infiltrato tra gli anarchici. E’ la terza volta che l’organizzazione fascista si rifonda e prova a ritagliarsi un ruolo nella politica italiana. In attesa che il Viminale decida di andare a vedere chi sono e cosa fa il nuovo estremismo nero

Si è formalmente ricostituita Avanguardia nazionale, l’organizzazione neofascista e golpista sciolta d’autorità nel giugno del 1976 dopo una sentenza del Tribunale di Roma che condannò, in base alla legge Scelba, trentuno dei suoi aderenti per ricostituzione del partito fascista.

Per la cronaca era ormai da qualche anno che i suoi affiliati si rivedevano con gli stessi simboli, ora per celebrare la morte del boia delle Fosse Ardeatine Eric Priebke, ora per presentare l’autobiografia del suo fondatore Stefano Delle Chiaie (L’Aquila e il Condor), ora in convegni e meeting, sempre dalle parti di Roma. Ad Anzio nel 2014 intervenne anche l’europarlamentare leghista Mario Borghezio.

Lo «stratagemma tattico»
In verità questa è la terza volta che Avanguardia nazionale si rifonda. L’atto di nascita fu nel 1957, quando un gruppo di giovani guidato da Stefano Delle Chiaie si distaccò da Ordine nuovo per dar vita ai Gruppi di azione rivoluzionaria, che il 25 aprile del 1960 si trasformarono in Avanguardia nazionale giovanile.

Il gruppo si differenziò da quello di Pino Rauti per diversi aspetti, tra gli altri, l’estrazione sociale più modesta dei suoi dirigenti e la scarsissima elaborazione teorico-politica, compensata da una spiccata propensione squadrista. Fu proprio per le ripetute violenze, che fruttarono da subito una grandinata di procedimenti giudiziari, che alla fine del 1965 Delle Chiaie decise di scioglierla. Uno «stratagemma tattico», come venne definito negli stessi ambienti dell’organizzazione. Alcuni dei dirigenti rientrarono formalmente nell’Msi. Altri, dal canto loro, continuarono invece a distinguersi nelle aggressioni durante le mobilitazioni studentesche della seconda metà degli anni Sessanta. Un fatto, in particolare di estrema gravità, il 27 aprile del 1966, suscitò forte allarme nell’opinione pubblica, quando, nel corso di una violenta aggressione, uno studente universitario socialista, Paolo Rossi, morì precipitando da un muro spintonato da numerosi fascisti anche di Avanguardia nazionale, come immortalato da diverse fotografie.

La scelta dell’Odal
In Ang, le personalità di maggior rilievo furono, insieme a Delle Chiaie, Sergio Pace (il primo presidente che risultò poi legato a una loggia massonica), i fratelli Bruno e Serafino Di Luia, Adriano Tilgher, Flavio Campo e Saverio Ghiacci. Come organo di stampa venne utilizzato per qualche tempo «Avanguardia – periodico di lotta alla partitocrazia». Sul primo numero del 1° gennaio 1963 venne anche pubblicato lo statuto del gruppo, in cui si stabiliva che al «Capo Nazionale», cioè direttamente a Delle Chiaie, veniva «affidata ogni decisione all’interno dell’organizzazione», compresa la nomina di tutti i dirigenti.

Grazie a finanziamenti, anche consistenti, provenienti dal mondo imprenditoriale, il gruppo aprì, sempre in quegli anni, diverse sezioni a Roma, in Via Michele Amari, Via del Pantheon, Via delle Muratte, Via Gallia e al Quadraro, dove si installò il covo principale.

Inserita nel partito del golpe
Il simbolo scelto fu l’Odal, una lettera dell’alfabeto runico, a forma di rombo con i lati inferiori incrociati, espressione della continuità della stirpe, utilizzata come emblema, durante il secondo conflitto mondiale, anche da una divisione delle Waffen-SS.

Avanguardia Nazionale, fra il 1960 e il 1966 ebbe contatti con l’Oas, con funzionari del Ministero dell’Interno (in particolare dell’Ufficio Affari Riservati) e degli apparati di sicurezza, come testimoniato da diversi suoi aderenti, partecipando a corsi di guerriglia, di fabbricazione e uso di esplosivi. Di fatto An si trasformò in un’organizzazione segreta dedita ad attività paramilitari, inserita a pieno titolo nella rete in costruzione del partito golpista in Italia. Emblematico un episodio del 1963 quando a Roma, nel corso delle cariche della Polizia contro le manifestazioni della sinistra organizzate per protestare contro l’arrivo di Ciombè, l’assassino di Patrice Lumumba, a fianco dei poliziotti e delle squadre speciali degli agenti in borghese, intervennero i fascisti di Avanguardia nazionale armati con gli stessi manganelli. Alcune decine di attentati, infine, fra il 1962 e il 1967, portarono solo a qualche mite condanna, a dimostrazione della considerazione e della «benevolenza» di cui godeva An.

An incarnò un ruolo di punta all’interno dei meccanismi di provocazione messi in atto dalla strategia della tensione. Stefano Delle Chiaie partecipò al convegno, dal 3 al 5 maggio 1965, a Roma all’Hotel Parco dei Principi, promosso dall’Istituto di studi militari Alberto Pollio, legato allo Stato Maggiore della Difesa, in cui si tracciarono le linee di intervento che portarono alla stagione delle stragi.

An, in questo contesto, si incaricò in particolare della penetrazione fra i movimenti di opposta collocazione politica. Già dal 1967 avviò un’opera di sistematica infiltrazione sia in ambienti comunisti filo-cinesi che in gruppi anarchici dopo un “viaggio di studi” nell’aprile del 1968 in Grecia, per imparare alcune tecniche già sperimentate in quel paese dai colonnelli protagonisti del colpo di Stato.

Nel gennaio del 1970 Delle Chiaie decise la ricostituzione del suo gruppo, meglio, di tornare a rendere pubblica la sua esistenza, mantenendo tuttavia un doppio livello organizzativo. Non più di qualche centinaio gli aderenti. Quando Guido Paglia, già presidente di Avanguardia nazionale, ricostruì nel 1972 in un memoriale per il Sid la struttura interna dell’organizzazione, parlò dell’esistenza di un apparato clandestino con tanto di «commandos terroristici» guidati da Flavio Campo.

La “nuova” Avanguardia Nazionale segnò un considerevole successo politico durante la rivolta di Reggio Calabria (estate 1970) nella quale alcuni suoi esponenti, come Felice Genoese Zerbi, assunsero un ruolo di primo piano. Contemporaneamente il gruppo avviò una stretta alleanza con il Fronte Nazionale di Junio Valerio Borghese.

Nella stessa estate del 1970, l’autorità giudiziaria spiccò mandato di cattura contro Delle Chiaie nel quadro dell’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana. Iniziava in questo modo la lunga latitanza del leader di An che si protrarrà per ben diciassette anni.

An, dopo il coinvolgimento nel “golpe Borghese”, in cui gli avanguardisti occuparono effettivamente per qualche ora il Ministero dell’Interno, continuò ad agire sino al 1976, anno in cui sarà sciolta.

Le operazioni «killer»
La storia di Avanguardia nazionale non si esaurì solo in Italia.
Numerose furono, infatti, le «operazioni» che videro i suoi aderenti nella veste di killer per conto delle dittature sudamericane, dei franchisti spagnoli e della Dina, il servizio segreto di Pinochet, che su suggerimento della stessa An adottò come simbolo uno stemma delle SS.

Stefano Delle Chiaie operò nel 1974 in Costa Rica contro la guerriglia comunista, altri di An intervennero a più riprese in Spagna contro l’Eta, sia per assassinare loro dirigenti sia per imbastire provocazioni. Stefano Delle Chiaie, Augusto Cauchi, Piero Carmassi, Mario Ricci, Giuseppe Calzona e Carlo Cicuttini, il 9 maggio 1976, parteciparono in Spagna, insieme con altri neofascisti, all’assassinio a colpi di pistola di due giovani democratici a Montejurra nel corso di una manifestazione organizzata dal partito Carlista di Carlos Hugo.

Nessuno in Spagna ne rispose anche se un servizio fotografico su El Pais immortalò gli aggressori in azione.

I camerati di Pinochet
Ma fu il tentato assassinio di Bernardo Leighton (l’ex-vice presidente del Cile) e di sua moglie, a Roma il 6 ottobre 1975 (rimasero entrambi gravemente feriti), che vedrà tutta An, con il contributo di elementi già di Ordine nuovo, impegnarsi a realizzare l’attentato mettendo a disposizione uomini e sedi. Lo stesso Pierluigi Concutelli dirà molti anni dopo al giudice Guido Salvini, il 17 maggio 2002, che l’assassinio era stato «Organizzato da Pinochet. Lo seppi da Delle Chiaie che affermava che Pinochet si stava ‘togliendo i sassolini dalle scarpe’».

Nel processo, tenutosi a Roma nel 1987, Delle Chiaie e Concutelli furono assolti per insufficienza di prove. Qualche anno dopo per gli stessi fatti, sempre davanti alla Corte d’Assise di Roma, Michael Townley, un cileno-americano reclutato dalla Dina, venne condannato a quindici anni, dopo aver confessato il suo ruolo di intermediario presso Avanguardia nazionale, spostandosi a Roma nel luglio del 1975 per preparare l’attentato a Bernardo Leighton.

In Bolivia delle Chiaie partecipò anche, nel luglio 1980, al cosiddetto «golpe della cocaina», portando al potere Luis Garcia Meza Tejada, con l’aiuto di neonazisti di vari paesi (tra loro anche il criminale di guerra Klaus Barbie) e dei gruppi paramilitari conosciuti come Los novios de la muerte (I fidanzati della morte), che si occuparono di eliminare i piccoli narcotrafficanti per giungere al controllo totale del mercato.

Ora vorrebbero tornare. Se lo son detti a Roma lo scorso 25 e 26 giugno. Il simbolo è lo stesso, pure i dirigenti. Tra loro anche Mario Merlino, l’«agente provocatore» che si infiltrò tra gli anarchici. L’intenzione è di aprire sedi. Allo stato sono ancora fuorilegge. Chissà se dalle parti del Ministero dell’Interno se ne ricordano?

Saverio Ferrari da il manifesto

 
QUESTE SONO LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI PRESENTATE RECENTEMENTE SU AVANGUARDIA NAZIONALE, LA PRIMA E’ DEL  MOVIMENTO 5 STELLE  L’ALTRA è DEL PD. PUBBLICHIAMO PURE L’INOPINATA RISPOSTA DEL MINISTRO DEGLI INTERNI ALFANO .
 
 
Interrogazione a risposta scritta 4-13594

presentato da

GRILLO Giulia

testo di

Venerdì 24 giugno 2016, seduta n. 641

GRILLO e MASSIMILIANO BERNINI. — Al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
nel giugno 1976 l’organizzazione neofascista Avanguardia nazionale fu disciolta dal Ministro dell’interno a seguito di numerosissime informative e segnalazioni delle forze dell’ordine e della magistratura per la sua pericolosità per l’ordinamento democratico della Repubblica italiana;
si apprende dagli organi di stampa che a Roma si terrà il 25 e 26 giugno 2016 un raduno commemorativo di Avanguardia nazionale ad opera di una rediviva Avanguardia nazionale;
in particolare, il blog Fascinazione, vicino agli ambienti delle estreme destre, scrive così il 18 giugno 2016: «In occasione del cinquantaseiesimo anniversario Avanguardia nazionale ha organizzato, a Roma, presso la sala convegni del ristorante La Fraschetta nel Campo, sita in via Tiburtina 949 una due giorni di dibattiti, incontri e conferenze. All’evento saranno presenti delegazioni di ex militanti di Avanguardia nazionale da tutta Italia, da Trieste alla Calabria» –:
se il Ministro interrogato sia informato dell’evento di cui in premessa;
quali elementi abbia acquisito o intenda acquisire al riguardo, posto che detto evento, a giudizio degli interroganti, pare assumere una connotazione di esaltazione di una organizzazione neofascista posta fuorilegge da anni in connessione con la sigla Avanguardia nazionale che sembra rediviva malgrado sia stata disciolta. (4-1359

 
FIANO, TULLO, FIORIO, FERRARI, FERRO, ALBINI, BARGERO, BAZOLI, BLAZINA, BOLOGNESI, CARELLA, CARRA, CARROZZA, CIMBRO, COPPOLA, COVA, FEDI, GARAVINI, GHIZZONI, GRIBAUDO, IACONO, LA MARCA, LENZI, LODOLINI, PATRIZIA MAESTRI, MALISANI, MALPEZZI, MARCHI, MASSA, MINNUCCI, MONTRONI, NACCARATO, ROMANINI, SANI, SCHIRÒ, SCUVERA e SGAMBATO. — Al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
da notizie a mezzo stampa si è appreso che il 25 e il 26 giugno 2016 a Roma, i fascisti di Avanguardia Nazionale hanno tenuto un raduno commemorativo, ufficialmente per il cinquantaseiesimo anniversario dalla loro fondazione, presso la sala convegni del ristorante La Fraschetta nel Campo, sita in via Tiburtina 949, che ha sancito di fatto la ripresa dell’attività politica e la ricostituzione della formazione un tempo capeggiata da Stefano Delle Chiaie;
sempre da notizie a mezzo stampa sembrerebbe che al raduno neofascista fossero presenti delegazioni di ex militanti di Avanguardia Nazionale provenienti da tutta Italia, da Trieste alla Calabria, mentre risulterebbe esservi stata la presenza di capi fascisti storici di Avanguardia Nazionale come Bruno Di Luia, l’infiltrato Mario Merlino, il fascista pugliese Vincenzo Nardulli, e, lo stesso Stefano Delle Chiaie, forse il più noto dirigente di Avanguardia Nazionale;
come è noto nel giugno del 1976 il tribunale di Roma condannò gran parte dei dirigenti e degli attivisti di Avanguardia Nazionale per ricostituzione del disciolto partito fascista e pochi giorni dopo il Ministero dell’interno pose fuori legge il movimento in quanto ritenuta pericoloso per l’ordinamento democratico della Repubblica italiana;
trascorsi quarant’anni, in mancanza di nuove disposizioni da parte del Ministero dell’interno, non si comprende neppure se tale raduno organizzato dalla medesima sigla posta all’epoca fuori legge, sia dunque da ritenersi giuridicamente legittimo;
proprio recentemente l’Osservatorio democratico sulle nuove destre ha diffuso il documento del memoriale che Guido Paglia, ex presidente di Avanguardia, consegnò nel 1972 al Sid, il servizio segreto italiano dal 1966 al 1977, nel quale l’organizzazione interna del movimento viene descritta come un’organizzazione che «annovera nelle sue fila anche “commandos terroristici”»;
tali notizie hanno destato viva preoccupazione e allarme sociale, alla luce non solo dei numerosi e spesso oscuri episodi sanguinosi attribuiti storicamente ad esponenti di Avanguardia Nazionale, ma anche di alcune dichiarazioni apparse sulla stampa che manifesterebbero la volontà degli organizzatori di dar vita ad un vero e proprio movimento politico –:
quale sia l’orientamento del Governo sui fatti riportati in premessa, con particolare riguardo alla legittimità sul piano dell’ordinamento giuridico di un raduno organizzato da un movimento che si avvale di una sigla già posta fuori legge per ricostituzione del disciolto partito fascista, nonché quali iniziative urgenti, per quanto di competenza, intenda adottare al fine di scongiurare la ricostituzione di organizzazioni fasciste, che vedono la partecipazione di persone già note e spesso coinvolte in indagini sull’eversione nera e sulla strage di piazza Fontana. (5-09074)
 
risposta
 
CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 6 luglio 2016
669.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni (I)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-09074 Fiano e altri: Sul raduno commemorativo della fondazione dell’organizzazione Avanguardia nazionale.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

Signor Presidente, onorevoli deputati,
con l’interrogazione all’ordine del giorno l’onorevole Fiano ed altri, prendendo spunto da un raduno organizzato di recente a Roma per commemorare la fondazione di Avanguardia nazionale, chiedono l’adozione di iniziative urgenti per scongiurare la ricostituzione di organizzazioni fasciste.
Effettivamente il 25 e 26 giugno scorsi presso la sala convegni del ristorante romano «La Fraschetta nel Parco», si è svolto un raduno-incontro di ex militanti di Avanguardia Nazionale in occasione del 56 o anniversario della fondazione del movimento.
Al raduno, che si è svolto in forma privata e a cui sono stati ammessi solo gli invitati, hanno partecipato complessivamente 50 persone, molte delle quali in età avanzata, tra le quali quelle menzionate nell’interrogazione.
Lo svolgimento dell’iniziativa, grazie anche al sito scelto, non ha determinato turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Per le descritte modalità di svolgimento, il raduno non ha richiesto l’obbligo di preavviso all’Autorità provinciale di pubblica sicurezza, in quanto tenutosi in un’area privata circoscritta non aperta al pubblico. Ciò alla luce delle pronunce della Corte costituzionale che hanno dichiarato illegittima la parte dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza che considerava pubblica anche una riunione che, sebbene indetta in forma privata, presentasse alcune caratteristiche proprie di riunioni non private, tra le quali in particolare il numero dei partecipanti.
Ciò premesso, posso rassicurare gli onorevoli interroganti che le Autorità provinciali di pubblica sicurezza e le Forze di polizia dedicano la massima, costante attenzione alle attività di tutti i gruppi politici estremisti monitorandone costantemente le iniziative, al fine di cogliere il minimo segnale di turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica e ogni ipotesi di deviazione dalle regole del diritto e della pacifica convivenza.
Tornando specificamente ad Avanguardia nazionale, si ha notizia di alcune riunioni effettuate da ex militanti del movimento in occasione dei vari anniversari della costituzione del sodalizio, alle quali hanno partecipato alcune decine di persone provenienti da diverse regioni.
Segnalo anche che, secondo quanto acquisito nell’ambito dell’attività informativa, già nel corso dell’incontro svoltosi a Roma nel giugno 2015, in occasione del 55 o Anniversario della costituzione del sodalizio, un noto esponente dell’estrema destra capitolina avrebbe manifestato il proposito di costituire una nuova formazione politica ispirata ad alcuni principi dell’esperienza di Avanguardia Nazionale, attraverso l’apertura di «punti di riferimento» nella Capitale ed in altre province.
Le DIGOS delle Questure italiane, opportunamente sensibilizzate dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione Pag. 29del Dipartimento della pubblica sicurezza, non hanno finora rilevato elementi di riscontro di tale progettualità.
Sono, comunque, in corso mirate attività di approfondimento anche in relazione all’evento commemorativo oggetto dell’interrogazione, il cui esito, qualora dovessero emergere elementi di rilevanza penale, verrà comunicato all’Autorità giudiziaria.

da: osservatoriorepressione.info

 

 

 

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