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Il tempo del riscatto

da Quarticciolo Ribelle

Con le nostre auto, ormai esenti da bollo, siamo obbligati a guardare un enorme schermo pubblicitario installato su viale Togliatti che mostra Meloni invitata al convegno di Gioventù Nazionale con lo slogan “il 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰”.

Ci vuole molto coraggio, in effetti, a parlare alla Nazione raccontando di quanto è difficile fare il Presidente del Consiglio. Perché, dal canto nostro, ogni mattina cerchiamo il coraggio di abitare a Quarticciolo, a Rozzano, a Tor Sapienza e, come noi, in tutte quelle periferie del paese abbandonate da decenni.

Perché ci vuole coraggio a camminare per le strade avendo paura di essere aggrediti. Ci vuole coraggio a svegliarsi con le grida di chi è stato accoltellato o peggio gambizzato. Ci vuole coraggio ad andare a scuola tutte le mattine alla Verga o alla Pirotta. Ci vuole coraggio a vivere in case dove ti crolla il soffitto alla prima pioggia. Ci vuole coraggio a non abbandonarle e trasferirsi lontano. Ci vuole coraggio a decidere, nonostante tutto, di restare.

Ci vuole coraggio a crederci ogni giorno, che il cambiamento può avvenire. A non scoraggiarsi quando Del Mastro, un ministro della 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, siede allo stesso tavolo con chi permette che i nostri quartieri siano il centro commerciale del disagio. Ci vuole coraggio a non credere che chiunque occupi le poltrone del Parlamento si dimentichi delle condizioni in cui siamo costretti a vivere.

Ci vuole coraggio a credere e ad affermare che in questo paese possa crescere 𝘶𝘯𝘢 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘯𝘧𝘪𝘨𝘨𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘧𝘶𝘵𝘶𝘳𝘰. Il popolo, come ci chiama Meloni, non ha opportunità perché in questi luoghi non c’è niente se non quello che a fatica tentiamo di costruire.

Molti di questi quartieri sono stati commissariati dal dl Caivano bis e oggi, sono passati due interi anni, di quei 180 milioni di euro stanziati complessivamente in tutta Italia, non c’è niente di concreto.

Gli abitanti di Quarticciolo nel 2025 erano riusciti a fare approvare un piano periferie adatto ai bisogni di chi ci vive proprio perché siamo 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢𝘥𝘪𝘯𝘪 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘵𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 è 𝘨𝘪𝘶𝘴𝘵𝘰.

Le risorse stanziate serviranno, prima o poi, per rendere gli spazi abbandonati fruibili con servizi e attività economiche? Serviranno per rendere le nostre case più sicure? Serviranno per assegnare le centinaia di case vuote del nostro quartiere?

Ma mentre Meloni racconta del suo di coraggio, la sicurezza è un tema sempre più importante: aggressioni, rapine, pestaggi, incendi. Basta chiedere a chi abita a Rozzano se il DL emergenze ha migliorato la sicurezza.  Perché nessuno sta facendo niente con le risorse stanziate? E che nessuno dica che sono stati impediti interventi con la forza pubblica. Sono arrivati con i passamontagna, gli elicotteri, i blindati, hanno chiuso strade, perquisito scantinati, arrestato gente in mezzo alla strada. Nulla è cambiato.

Meloni, Presidente del Consiglio, è questo il coraggio di cui si sente orgogliosa?

Ci dispiace che ha bisogno di coraggio per fare il presidente, ma non è il nostro mestiere. Basterebbe dare seguito agli annunci che lei ha fatto, alle promesse della Regione Lazio, dell’Ater e del Comune di Roma.

Noi facciamo quello che possiamo ed è l’unica cosa che esiste: a 10 anni dall’occupazione della Palestra Popolare nasce un Campo da Calcio gestito dalla squadra popolare Borgata Gordiani. Tutto riqualificato con le risorse derivate dall’alleanza tra due quartieri.

Non è tanto, ma è un altro spazio di questo quartiere, tra Quarticciolo e Tor Sapienza, sottratto al degrado, presidiato da chi si allena, reso sicuro da chi lo attraversa.

Noi non abbiamo scelto di 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘪𝘳𝘦 𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦 ad un quartiere, di attraversare queste strade, di rischiare di sbagliare, di ricevere critiche e a volte sostegno. E questo richiede tanto coraggio. Il coraggio di tentare di sottrarre al tempo della politica il tempo del riscatto.

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