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Pisa: Rivendicazioni della Sapienza Occupata. “Noi la guerra non la paghiamo”

Ripubblichiamo il comunicato del Collettivo Universitario Autonomo di Pisa in merito alle rivendicazioni dell’occupazione avvenuta a conclusione del corteo del 30 ottobre in occasione dello sciopero generale.

Ieri 30 ottobre 2026 siamo scese in piazza per lo sciopero generale chiamato da USB e molti sindacati di base, uno sciopero internazionale contro il carovita e la guerra: più di 100 porti sono stati bloccati per interrompere i flussi della guerra e la sua logistica. Le piazze gremite in tutta Italia hanno detto una cosa molto chiara: noi la guerra non la paghiamo.

Investire sulla guerra è una scelta politica, non solo di questo governo ma di tutta l’oligarchia globale.

La guerra non è solo un’ipotesi futura, la guerra occupa già il nostro presente: la paghiamo con il rincaro dei prezzi al supermercato, sui trasporti, sul carburante, sulle bollette. La paghiamo quando il nostro diritto allo studio viene eroso di giorno in giorno, e quando le nostre università, spolpate di fondi e definanziate, devono convertire la propria ricerca agli interessi delle aziende e dell’industria bellica.

Le tante voci alzatesi in corteo oggi nella nostra città si sono unite nella decisione di occupare il palazzo della Sapienza, sede storica dell’università di Pisa, sempre meno a disposizione dellə studentə e sempre più rifunzionalizzata per essere vetrina dell’istituzione. La Sapienza, però, è anche il luogo dove si sono prodotte nel 1967 le Tesi, documento programmatico del movimento studentesco che avrebbe trasformato l’università negli anni successivi. Nelle Tesi della Sapienza dellə studentə in lotta di sessant’anni fa si legge che “l’università appartiene alla base universitaria”. Siamo qui oggi per gridarlo di nuovo a gran voce.

L’università è di chi ci studia e di chi ci lavora. Chiediamo condizioni dignitose per chi le nostre università le tiene aperte, le pulisce e le vive. V ogliamo ribellarci al futuro che ci viene prospettato fatto di precarietà e di saperi svenduti alla guerra e alla devastazione del territorio. Università e conoscenza sono beni pubblici, di cui dobbiamo prenderci cura. L’università deve essere un luogo accessibile a tuttə, che rispetti il nostro tempo e i nostri bisogni, in cui crescere insieme, costruire un futuro collettivo, dove custodire i saperi e metterli a disposizione di un territorio da tutelare.

Immaginiamo un’università che non sia un’autostrada da percorrere per la propria carriera, ma una piazza dove condividere il nostro desiderio di conoscenza e di trasformazione. In tutto il mondo le persone riempiono le strade e dalle università ai porti tutto si può bloccare: l’occupazione della Sapienza è solo una prima pietra lanciata nella nostra città nella nuova ondata di rabbia e desiderio di riscatto che sta animando tutto il Mediterraneo.

Con questa occupazione vogliamo avanzare pretese rivolte al Governo, al Ministero dell’Università e della Ricerca, all’Università di Pisa e all’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio (DSU Toscana).

Al governo – contro la finanziaria di guerra, contro il carovita

Chiediamo:

1. Il reinvestimento in istruzione, ricerca e sanità di tutti i fondi aggiuntivi previsti per la difesa nella nuova legge di bilancio del 2027.

2. Il ripristino del taglio delle accise sui carburanti di 24,4 centesimi complessivi.

3. La modifica del Codice degli appalti, affinché ci sia una progressiva internalizzazione dellə lavoratorə, a partire dalle università.

4. Un aumento di 5 miliardi di euro del Fondo di Finanziamento Universitario.

Al Ministero – contro la privatizzazione degli studentati, contro l’università trattata come fosse un’azienda

1. Che il 96% dei 33mila posti letto negli studentati costruiti coi fondi PNRR, attualmente in mano ai privati, vengano posti sotto l’ente pubblico, uscendo dal circuito del mercato immobiliare. Chiediamo inoltre che vengano resi disponibili gli altri 27 mila posti letto promessi dal PNRR e non ancora realizzati.

2. La modifica dei criteri di premialità nella distribuzione dei finanziamenti all’Università.

All’Università di Pisa – per un’università che risponda ai bisogni dellə studenti

1. Indennità e rimborso spese per i tirocini curriculari. I tirocini non sono lavoro gratuito e le spese per sostenerli non possono gravare sullə singolə.

2. Flessibilità e tutela del percorso di studi: ampliamento degli appelli ed estensione delle sessioni straordinarie per borsistə. La nostra vita universitaria deve seguire il ritmo dei nostri bisogni, senza ricatti.

3. Accesso aperto alla conoscenza e agli strumenti di studio. Chiediamo il ripristino e il potenziamento di tutti gli abbonamenti universitari alle risorse bibliografiche, banche dati e riviste digitali, unitamente alla fornitura di licenze software gratuite per tutti i programmi informatici specialistici richiesti dai vari corsi di laurea.

4. Spazi universitari accessibili e vivibili. I poli didattici e le biblioteche devono estendere i propri orari di apertura, garantendo l’accesso continuo anche nelle fasce serali, nei fine settimana, rendendo la città universitaria in un luogo diffuso di studio, confronto e socialità.

5. Diritto alla mobilità e sostenibilità. Chiediamo uno stanziamento economico dedicato al trasporto pubblico su gomma e su ferro per garantire la gratuità o comunque una forte agevolazione dei titoli di viaggio per la popolazione studentesca pendolare. Chiediamo di concordare con le aziende di trasporto il potenziamento delle corse di autobus e treni regionali nelle fasce orarie di maggiore affluenza.

6. Rigenerazione urbana e sostenibilità edilizia. L’Ateneo deve dare assoluta priorità alla ristrutturazione, manutenzione e rifunzionalizzazione degli edifici già presenti nel centro storico di Pisa. Chiediamo l’interruzione delle politiche di cementificazione e della creazione di nuovi poli periferici isolati dal tessuto sociale cittadino, privi di servizi adeguati e difficilmente raggiungibili.

7. Difesa del patrimonio pubblico universitario. Chiediamo che l’Università si impegni attivamente a tutelare la funzione sociale e studentesca dei propri immobili. Di fronte alle previsioni del Piano Operativo Comunale, che prospetta la conversione in parcheggi di presidi fondamentali come la mensa Martiri e l’aula studio Pacinotti, l’Ateneo deve prendere una posizione netta a garanzia della continuità d’uso di tali spazi per la comunità universitaria.

8. Disarmo accademico e responsabilità etica della ricerca. Chiediamo l’interruzione di ogni accordo, convenzione e collaborazione di ricerca con le aziende della filiera bellica e con realtà coinvolte in contesti di occupazione e violazione dei diritti, inclusa la revisione della partecipazione dell’Ateneo a progetti di ricerca europei come il programma Horizon con fini o risvolti militari.

Al DSU – Diritti in accessibili: le condizioni del diritto allo studio universitario della Toscana

È una tendenza ormai conclamata il progressivo smantellamento dei servizi dell’azienda regionale del diritto allo studio (ARDSU), tramite privatizzazione o riduzione dei benefici erogati. Questo succede tramite diverse strategie, tra i quali l’innalzamento spropositato dei costi della mensa o l’esternalizzazione dei servizi, e quindi dellə lavoratorə. Noi non staremo a guardare mentre ci levano il terreno sotto i piedi. Per questo chiediamo:

1. Che tuttə lə idoneə siano beneficiariə, e che le graduatorie definitive vadano in base all’ISEE, e non al numero dei CFU conseguiti. Al momento, infatti, nelle graduatorie l’ISEE conta al20%, mentre il numero di CFU- quindi la quantità di esami che sei riuscite a dare – conta per il restante 80%.

2. Che lə studentə beneficiariə del posto alloggio ricevano subito una soluzione abitativa. Basta attese di mesi per avere il diritto che ci spetta.

3. Di ridefinire il tempo massimo del conseguimento dei CFU necessari al mantenimento della borsa di studio, considerando anche l’appello di settembre come sessione utile per questo fine. Di conseguenza, dilatare i tempi per la richiesta di borsa.

4. Che il contributo affitto sia una possibilità realmente percorribile per tuttə: la possibilità di richiesta deve essere aperta tutto l’anno e deve essere garantito a tuttə lə studentə beneficiariə di posto alloggio che non hanno ottenuto il posto in residenza.

5. Che la mensa ritorni ad avere prezzi calmierati e accessibili per tuttə, non soltanto per le fasce di reddito più basso.

6. Che le strutture delle residenze siano realmente adeguate per lə studentə che le abitano.

Vogliamo: manutenzioni e interventi strutturali immediati dove servono, wi-fi e lavatrici gratuite in tutte le residenze, cucine funzionanti.

7. Che vengano aumentate le linee di trasporto pubblico nei pressi dei complessi universitari, fuori e dentro il centro storico della città. Che ci siano agevolazioni concrete anche per i treni e le linee extraurbane usate dallə studentə pendolari.

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