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“La fine del genocidio è la fine del sionismo”. Appello per scendere in piazza per la Palestina il 10 ottobre

Diffondiamo l’appello dei Giovani Palestinesi d’Italia per una mobilitazione nazionale sui territori il 10 ottobre 2026.

Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua ad affrontare massacri, assedio, carestia e pulizia etnica, mentre in Cisgiordania si intensificano i raid militari e le violenze dei coloni.

Nonostante il calo dell’attenzione mediatica e le false pacificazioni, i crimini e l’oppressione non si sono fermati.

Il nostro dovere è riportare la centralità della lotta palestinese al centro del movimento politico e popolare in Italia.

La causa palestinese non può essere liquidata come mera emergenza umanitaria, è una lotta politica per la liberazione.

Il 10 ottobre scendiamo in piazza in tutte le città italiane per la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell’esercito di occupazione.

Saremo in piazza al fianco di tutti i popoli della regione che resistono all’imperialismo e alle aggressioni sioniste – in Yemen, Libano, Siria, Iraq e Iran – e contro le politiche di guerra che devastano i territori e le popolazioni.

Esprimiamo inoltre piena solidarietà a chi, anche in Italia, subisce la repressione per essersi mobilitato al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio.

LE NOSTRE ISTANZE

Stop alla guerra e all’economia di guerra:

Blocco immediato del riarmo, contro l’aumento della spesa militare e l’invio, vendita e transito di armi da e verso l’entità sionista. Rescissione di ogni accordo di cooperazione militare, economica e accademica.

Stop alla criminalizzazione del dissenso:

Ritiro immediato del “DDL Antisemitismo” (che usa la definizione IHRA per equiparare l’antisionismo all’antisemitismo e silenziare la critica politica) e contro i cosiddetti Decreti

“Sicurezza” e tutte le misure repressive contro il movimento di solidarietà.

Libertà per i prigionieri politici in Italia:

Liberazione immediata per Anan Yaeesh, Ahmed Salem, Mohammed Hannoun, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly, Riyad Albustanji e Abdelnuti Abunada.

Per il diritto del popolo palestinese alla resistenza, in tutte le sue forme, per l’ottenimento del proprio legittimo diritto all’autodeterminazione, alla liberazione e al ritorno, in tutta la Palestina, dal fiume al mare.

Contro la complicità diretta dello Stato italiano, terzo esportatore al mondo di armi verso “Israele” e corresponsabile nel genocidio del popolo palestinese: chiediamo l’immediata cessazione di ogni accordo militare, economico, diplomatico e accademico con l’entita sionista, l’imposizione di sanzioni severe e un embargo totale sulle armi.

Contro le politiche di riarmo europeo e italiano che pretendono di destinare fino al 5% del PIL alle spese militari e all’industria bellica, a scapito dei diritti sociali, sottraendo risorse fondamentali a sanita, istruzione, lavoro e welfare.

VERSO UNA MOBILITAZIONE POPOLARE E DEI LAVORATORI

Invitiamo le comunità, i sindacati, le organizzazioni politiche, i collettivi e le strutture studentesche e dei lavoratori a mobilitarsi per costruire un embargo popolare e pratiche concrete di boicottaggio economico, accademico e militare, intrecciando la lotta contro il genocidio e la guerra con quella contro lo sfruttamento e l’attacco continuo a diritti sociali.

10 OTTOBRE 2026

Da Roma a Milano, da Napoli a Torino, da Bologna a Palermo e in tutte le piazze italiane: Partecipate alle manifestazioni. Alziamo la bandiera della Palestina.

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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