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Carisio: arrivato il preavviso di esproprio sui terreni di un agricoltore in vista del progetto di stazione elettrica per impianti agri-fotovoltaici

Diffondiamo la notizia di preavviso di esproprio dei terreni dell’agricoltore di Carisio Andrea Maggi, qui avevamo raccontato la sua storia. Il tema della transizione energetica a spese dei territori per le grandi rinnovabili che sfruttano terreni agricoli causando consumo di suolo e esproprio della propria fonte di reddito e del lavoro di intere generazioni di agricoltori era stata oggetto dell’Assemblea Regionale tenutasi quest’estate a Mazzé dal titolo IL DESTINO DELL’AGRICOLTURA E DEL SUOLO IN PIEMONTE: TRA AGRI-FOTOVOLTAICO E NUCLEARE.

Di seguito riportiamo un commento scritto da Daniele Gamba, del Circolo Tavo Burat – Pronatura di Biella che sta seguendo la vicenda.

Per soddisfare il fabbisogno energetico nazionale con pannelli fotovoltaici sarebbe sufficiente utilizzare le coperture esistenti (è la valutazione emersa a seguito di un’analisi condotta da ISPRA) senza necessariamente posare pannelli fotovoltaici su terreni agricoli.

Tale modalità costerebbe un po’ di più in fase di installazione e richiede maggior tempo per la sua attuazione ma offrirebbe il vantaggio, per chi la realizza, di sottrarsi dal mercato dell’energia ove la speculazione incide molto sui prezzi finali posti all’utenza.

Ovviamente le imprese energetiche sono interessate a fare business, a vendere energia, e la loro soluzione alla transizione energetica è la realizzazione di grandissimi impianti FV o AV su terreni agricoli secondo la logica “bassi costi, massimi profitti”. Gli indirizzi governativi sono volti a premiare il mercato e meno la produzione dal basso.

Nel biellese e nel vercellese sono stati depositati numerosi progetti per realizzare tali impianti e le imprese energetiche hanno acquisito i terreni o il diritto di superficie con offerte economiche elevate, anche 3/4 volte il valore fondiario dei terreni agricoli. Alcuni agricoltori si sono lasciati tirare da queste offerte, alcuni le hanno declinate perché legati al mestiere e alle tradizioni di famiglia.

Per allacciare questi impianti fotovoltaici di grande potenza è necessario connettersi alle dorsali di trasmissione dell’energia ad alta tensione tramite la realizzazione di Stazioni Elettriche (SE) dedicate. La proposta delle varie imprese tra loro associate è stata quella di collocare la SE in quel di Carisio (VC), limitrofa all’impianto che lavora alluminio della Sacal.

L’istanza per la realizzazione di questa SE è stata presentata da Juwi Development 09 Srl quale capofila, per opera di connessione alla rete di un progetto agrivoltaico da 92 MWp, previsto a Buronzo (VC). Il progetto è stato presentato nel 2022 in VIA nazionale sezione (PNIEC-PNRR); il procedimento è attualmente in corso presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri poiché sono emersi diversi pareri contrari di vari enti in procedura.

La proposta di una SE a Carisio, si badi bene, non è stata preliminarmente esaminata nell’ambito di una Valutazione Ambientale Strategica come previsto nel PEAR regionale, ovvero non vi è stata alcuna pianificazione pubblica per contenere concentrazioni impiantistiche ed elevati sfruttamenti territoriali.

La capacità di esercizio della proposta SE di Carisio è elevatissima e vi confluiranno le produzioni di tantissimi altri impianti FV-AV nel raggio di 15 km. Al momento molti di questi impianti sono in procedura autorizzativa ma in “stand by” perché non ancora conclusa la procedura di VIA della capofila per la SE, la Juwi Development 09 Srl.

Va precisato che per l’acquisizione dei terreni necessari alla realizzazione delle Stazioni Elettriche di connessione alla AT le imprese non operano nell’ambito del libero mercato come per l’acquisizione dei terreni per posare i pannelli solari. Si avvarranno della possibilità loro consentita dalla normativa vigente di esproprio per pubblica utilità (art. 12 DPR 387/2003).

E guarda caso questo esproprio, per quattro soldi, una vera BEFFA, interesserà un agricoltore, Andrea Maggi della cascina Baraggia in Carisio, che ha sempre diniegato le vantaggiosissime proposte per la cessione dei propri terreni alle imprese energetiche per proseguire nella sua attività famigliare.

Di seguito il video in cui Andrea racconta la situazione a seguito della notizia appena ricevuta

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