
Crisi agroalimentare: i risicoltori lottano contro la speculazione energetica e gli aumenti dei costi di produzione
Abbiamo raccontato in più di un’occasione le vicende di Andrea (qui e qui) che da ormai quattro anni difende i suoi terreni dal progetto di una stazione elettrica di connessione al servizio di una serie di parchi di agro-fotovoltaico previsti nel territorio di Carisio (Vercelli).
Una vicenda d’interesse anche perché ben esemplificativa di come funzioni la transizione energetica oggi e con l’attuale modello di sviluppo. Recentemente la Valutazione di Impatto Ambientale ha bocciato uno dei progetti di agrivoltaico che giustificherebbe la presenza della stazione, un progetto proposto da Ecoenergy, che ricordiamo essere azienda israeliana con documentati legami nei territori occupati.
Abbiamo quindi chiamato brevemente Andrea per capire quanto si possa parlare di vittoria, quanto possa considerarsi chiusa questa storia e/o cosa aspettarsi prossimamente. Riportiamo di seguito le sue considerazioni, anche di carattere strategico sul tipo di lotte che si danno nelle attuali condizioni.
Aggiungiamo in conclusione un video di Andrea che riporta le rivendicazioni dei risicoltori che hanno partecipato alla mobilitazione di questo 17 ottobre a Vercelli e che inserisce in un quadro più ampio di mobilitazione sul tema della crisi agricola.

Confluenza: allora, Andrea, possiamo considerare questa storia felicemente conclusa, almeno per te?
Andrea: siamo ben lontani dal metterci una pietra sopra. Sicuramente abbiamo raggiunto un risultato importante, un risultato di tutti. Dico tutti per non saltare nessuno, perché in tanti ci hanno messo veramente il loro, tra cui diversi enti. Un risultato che non è giunto nei modi in cui tutti speravano, ma su questo saranno fatte le debite considerazioni da altri che si sono occupati nello specifico di questi aspetti (ndr. Andrea fa riferimento alla mancata menzione, da parte degli enti preposti alla valutazione, dei legami del proponente con l’occupazione della Palestina). A che punto siamo: abbiamo tolto uno dei 20 potenziali impianti (ma saranno di più, saranno oltre 30) che vogliono collegarsi a casa mia. Ma uno dei più pericolosi, perché uno dei pochi pronto a farsi carico di un esproprio per conto terzi per installare la stazione elettrica (ndr. conto terzi perché la realizzazione è in capo ad altri soggetti). Da alcuni documenti che ho letto e da quanto mi hanno raccontato della Conferenza dei servizi, sembra che dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che è stata fatta emerga come l’area scelta per la stazione elettrica sia la meno idonea, e avrebbero pure sbagliato i conti. Ma avendo ormai alle spalle ben quattro anni di procedure, non la vorrebbero più cambiare: questa non mi sembra una motivazione ambientale corretta. Senza contare che bisognerebbe rivalutare tutto il sistema e il concetto di grandi parchi da fonti rinnovabili, perché, e questo è il mio punto di vista, si stanno facendo queste grandi opere finanziate tutte da multinazionali estere, che trasporteranno i finanziamenti del PNRR e i soldi con cui pagheremo la corrente all’estero. Forse c’è qualcosa di sbagliato in tutto questo, e forse stanno impoverendo l’Italia a scapito anche dell’ambiente.
Confluenza: Quali saranno i prossimi passi per te? Aspettare che succeda qualcosa o hai in mente di muoverti in modo propositivo per anticipare eventuali e ulteriori problematiche?
Andrea: Primo, con alcuni colleghi abbiamo inviato al Comune di Formigliana (ma verranno inviate anche ad altri comuni) istanze sui terreni in cui sostanzialmente si fa notare come il piano paesaggistico aveva già prescritto un aggiornamento del piano regolatore per la protezione dei terreni di pregio che ci cono qui. Noi siamo in area DOP e avrebbe dovuto essere scritto nel piano regolatore già dal 2019. Questa istanza io l’ho già inviata, quindi i miei terreni da oggi è come se fossero iscritti anche al piano regolatore DOP. Anche se, come detto prima, lo erano già perché il piano paesaggistico regionale già lo prescriveva. Ora, al primo cambio di piano regolatore il Comune è obbligato a inserirli a sue spese perché oramai l’istanza è stata accettata. Questo è già un passo. Secondo, dobbiamo attendere la sentenza del Consiglio di Stato: noi siamo in udienza a dicembre per l’impianto Enfinity Global, che è una delle società proponenti.
Confluenza: hai un commento sul fatto che intorno al tuo caso, ma non solo al tuo, si è attivata tutta una rete di associazioni, comitati, anche persone singole? Quanto è dirimente questo aspetto per questo genere di battaglie?
Andrea: È importantissimo quello che sta capitando con le associazioni e con le persone, ma ci metto un “ma” che non deve togliere, ma aggiungere: è il classico uno più uno che non fa due, ma deve fare cinque. Se noi ci crogioliamo sul fatto che ci sono realtà che ci aiutano, rischiamo di non fare quello sforzo che ci è richiesto. Sapere che qualcuno mi aiuta non deve essere una scusa per non attivarmi. Per me questa è una cosa importantissima da dire, perché abbiamo questo brutto vizio del delegare ad altri, ed è un vizio che dobbiamo perdere.
Intervistatore: Ritieni che il tuo caso possa rappresentare un metodo o una strategia replicabile?
Andrea: Non penso. Se dovessi fare dieci volte la stessa cosa la farei dieci volte in modo diverso. Non sono capace di replicare sempre la stessa mossa, perché cambiano i parametri e l’esperienza, ed esprimo lì la mia creatività, ma soprattutto davanti a un sistema in cui ci si trova a fronteggiare delle multinazionali non si può pensare di creare un metodo standard o un protocollo che valga per tutti. Bisogna produrre una sorta di mossa caotica ma ordinata, in cui ci sono tante cose che funzionano, e tutte assieme, così da non poter essere impugnate tutte o bloccate. Ogni persona dovrebbe protegge il proprio territorio fin nel piccolo: io proteggo casa mia, ma così facendo proteggo anche il mio comune, perché al contempo ci si aiuta scambiandosi informazioni utili, si fanno in parte alcune mosse uguali, che poi ognuno è in grado di adattare alla propria esperienza e a se stesso. Su questo posso dirvi che dobbiamo imparare dalla biologia, dalle piante, dal mondo vegetale. Ma anche in quello animale vi è uno scambio di informazioni, scambio di aiuto e soprattutto utilizzo di molteplici sistemi, sostanze e metodi per risolvere lo stesso problema. Nel mondo vegetale la “medicina”, per usare un termine nostro, non consiste nell’uso di una singola sostanza pura, ma in un’azione sinergica di più sostanze e metodi (per esempio la vitamina C, che nella rosa canina, una delle sue fonti naturali, lavora potenziata da tanti altri elementi che sono invece scartati dalla sua sintesi in laboratorio che sta alla base del prodotto industriale di cui la maggior parte di noi si serve). Per questo che dico che bisogna utilizzare tutti i metodi che si hanno a disposizione, possibilmente nel modo più armonico possibile.
Di seguito ripubblichiamo la piattaforma apparsa su Risoitaliano
LA PIATTAFORMA
- ADOZIONE DI MANOVRE POLITICHE-ECONOMICHE VOLTE AL CONTENIMENTO DEGLI AUMENTI INGIUSTIFICATI DEI COSTI DEI FATTORI PRODUTTIVI
Da tempo, ma in special modo nel corso dell’ultima annata agraria, abbiamo registrato un aumento vertiginoso dei prezzi di input fondamentali: carburanti, energia, fertilizzanti… Un “caos intelligente” regna sovrano nelle dinamiche internazionali aprendo la strada a speculazioni di ogni genere. Tutta la filiera è preda di questa tempesta economica e reclama a gran voce interventi efficaci e tempestivi dell’istituzioni. Pena la perdita progressiva di competitività foriera di insicurezza e crisi sociali. - IL CALO DELLE QUOTAZIONE DEI RISONI DELL’ULTIMA CAMPAGNA DI COMMERCIALIZZAZIONE SEMBRA DOVER PERDURARE! I LIVELLI MINIMI DEI LISTININ NON TROVANO RISCONTRO NRI PREZZI ALLO SCAFFALE…
E ‘noto che, non solo in risicultura, all’agricoltore venga riconosciuta una quota marginale del valore aggiunto del proprio prodotto! Fare filiera è partecipare, insieme all’industria filiera, di una crescente quota di valore aggiunto che, diversamente, è gestito in modo egemonico dalla GDO. Le quotazioni si dimezzano ma i prezzi allo scaffale dei derivati di consumo rimangono invariati o addirittura aumentano. I consumatori devono conoscere per decidere! - ABOLIZIONE DEL VINCOLO DI UTILIZZO DI SEMENTI CERTIFICATE PER AVER ACCESSO ALL’AIUTO ACCOPPIATO-RISO
Da tre anni l’azienda agricola ha l’obbligo di documentare l’acquisto di sementi certificate, entro i limiti minimi di legge, per poter ottenere l’erogazione dell’”aiuto accoppiato”. Questa iniqua regola ha causato l’incremento ingiustificato delle quotazioni dei risi da seme, sempre meno correlate con i listini dei risoni. - RIMODULAZIONE DELL’IMPOSTA SUL REDDITO DELLE IMPRESE AGRICOLE. Negli ultimi due anni il ritorno dell’imposizione dell’IRPEF-AGRICOLA ha coinciso con uno dei periodi più difficoltosi per la risicultura nazionale. Da parte del governo, ci attendiamo un impegno in merito, l’esazione dell’imposta fu interrotta nel 2016 a seguito di un periodo di crisi del settore, alleggerendo in modo significativo la funzione di costo aziendale e riavvicinando il mondo agricolo a quello istituzionale.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.
andrea maggicarocarburantecrisi agricoladossier aziende israelianefotovoltaicoprotesta agricoltoririsicoltorispeculazione energeticavercelli








