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Loiri Porto San Paolo. Cala Finanza, basta con il fumo negli occhi.

Ci viene inviato e ripubblichiamo volentieri questo articolo del Gruppo d’Intervento Giuridico che fa il punto sui progetti previsti sul territorio sardo, in particolare a Cala Finanza. Si parla di speculazione immobiliare e di processo di cementificazione violentissimi, portati avanti dalla società Tavolara Bay che ha l’obiettivo di costruire mega resort di lusso per extra ricchi, il tutto chiaramente in “sintonia con la natura”, come viene da loro stessi dichiarato. Gli speculatori immobiliari vengono sostenuti da contributi pubblici, come ha scritto il GrIG in un altro articolo che si può leggere qui. La mobilitazione dal basso che si sta creando sta mettendo in crisi un sistema, il che va sostenuto e diffuso il più possibile.

Il Gruppo Tutela Territorio Sardo – Gruttes Oristano chiama una manifestazione questo mercoledì 1 luglio, di seguito l’indizione.

Nonostante i tentativi di calmare il dissenso, per il fattaccio di #CalaFinanza non si è ancora trovata una soluzione definitiva.

Non possiamo fermarci adesso, non basta chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati.

Il popolo sardo e tutti quelli che lo sostengono nella difesa della natura dell’isola, vogliono risposte chiare!

I teatrini li abbiamo visti: gli scarica barile, i tentativi di sganciarsi dalle responsabilità del Comune, ma anche il dietro front della società brasiliana per ottenere il minimo ma mettere comunque un puntello su un’area bella quanto delicata.

Cala Finanza è ancora sul tavolo degli speculatori.

La nostra voce deve farsi sentire.

Non ci lasciamo comprare.

Non ci lasciamo ammansire.

Non ci lasciamo fermare.

Contro ogni tipo di speculazione,

ci vediamo a Cala Finanza il primo luglio.

La vicenda della speculazione immobiliare sul litorale gallurese fra Cala Finanza e Punta La Greca, davanti all’Isola di Tavolara, è sempre più ricca di particolari e colpi di scena, da far invidia a una delle migliori telenovelas carioca.

La decisione di revocare la delibera consiliare n. 50 del 25 novembre 2025, annunciata dal sindaco Lai durante la riunione del Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo del 25 giugno 2026, equivale a chiudere la stalla quando i buoi sono scappati, senza che si determini alcuna conseguenza pratica.

La tecnica è sempre quella utilizzata nelle ultime settimane: gettare fumo negli occhi, per giustificare ad ogni costo i propri comportamenti.

Dire “ci siamo sbagliati”, sarebbe, invece, il modo migliore per dimostrare buona fede, e rassicurare i cittadini sulle proprie intenzioni future.

Quella delibera era in sostanza un parere in sede di conferenza di servizi dato alla Struttura di Missione ZES, che l’ha utilizzata per concedere l’autorizzazione unica ZES n. 74 del 9 febbraio 2026 in favore della Tavolara Bay s.r.l., non un provvedimento di variante.

Su quell’atto, che il sindaco ha proposto al Consiglio comunale, ha cambiato versione almeno due volte. 

In un’intervista a La Nuova Sardegna, del 7 giugno scorso, aveva esaltato il “modello Phi Beach“ per Cala Finanza. Da un po’ di tempo, sostiene che serviva a “beneficiare” i cittadini, con il 50% dell’area di Tavolara Bay da destinare a parco pubblico, come prevede il PUC per la sottozona F2, che il Consiglio comunale ha proposto, al posto della sottozona F4, originariamente richiesta dalla società.

Loiri Porto S. Paolo, Cala Finanza, taglio macchia mediterranea (fine marzo 2026)

Peccato che, nella citata delibera, la parola “parco” non comparisse neanche. Il PUC effettivamente prevede, per le sottozone classificate in questo modo, quello che ha scoperto il sindaco, subordinandolo però ad un piano attuativo.

Ma per Cala Finanza, che costituisce un’area boscata naturalisticamente integra, sarebbe un netto peggioramento anche rispetto al progetto della società, il quale interviene su una porzione dell’area inferiore al 50%, determinando una completa e disastrosa antropizzazione di tutta la parte rimanente.

La delibera esprimeva, invece, un parere “favorevole all’iniziativa” della società Tavolara Bay, e motivava la proposta di classificare l’area come Sottozona F2 – Insediamenti turistici spontanei, non con il parco, ma con la presa d’atto che non erano previsti “nuovi volumi e/o nuove aree edificabili”.

E il glamping?

La delibera non se ne era affatto dimenticata, ma assumeva la tesi della società, che l’amovibilità e la temporaneità dei bungalow consentisse di non considerali come “nuovi volumi”.

Esattamente l’opposto di quanto era scritto, nel parere tecnico della dirigente del servizio urbanistico del Comune, che la portava a rilevare l’impossibilità di esprimere un parere favorevole all’iniziativa.

E l’opposto di quanto sostenuto dalla Regione, dalla Soprintendenza e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, cioè da tutti gli enti che hanno contrastato, con i fatti e non con le parole, la sciagurata iniziativa della Tavolara Bay.   

  

comunicato stampa JSHF del 21 agosto 2024

Anche le dichiarazioni di Thiago Alonso de Oliveira, CEO di JHSF Partecipacoes UK, a La Nuova Sardegna di giovedì 25 giugno, hanno solo lo scopo di confondere le acque.

Leggendole, sembra che la società voglia rinunciare al glamping, proclamando che a Villa Joy non ci sarà neppure un metro di cubatura in più, e la struttura rimarrà com’è, con la sola conversione della destinazione d’uso, da residenziale a ricettiva.

pallottoliere, utile pure per contare i metri cubi

Chiunque affermi che il progetto immobiliare in questa sola prima fase “non preveda un metro cubo in più” racconta una favola: “la realizzazione, nella parte del terreno a est delle ville, di una struttura ricettiva definita ‘glamping’ costituita da 7 moduli abitativi amovibili a uso camere e 2 a uso ufficio, e delle relative opere di urbanizzazione (rete fognaria, idrica ed elettrica). 

I moduli abitativi, previsti ad una distanza dal mare che oscilla tra 20 e i 40 m, hanno dimensione di circa 6 x 3 x 2,40 m (h interna) ciascuno, una superficie di 18 mq e un volume di circa 54 mc (con altezza da terra di circa 3,00/3,10 m), poggiano su una pedana in legno e la copertura è piana, in legno; la parete posteriore è in alluminio piena e le tre pareti laterali sono in vetro antiriflesso. 

All’interno trovano spazio la stanza e tutti gli impianti. I moduli abitativi saranno collegati all’area delle ville da un sentiero realizzato su fondo naturale e stabilizzato con ghiaia della larghezza di circa 4 m e lunghezza di circa 325 m, di cui 150 m esistenti e 175 m di nuova realizzazione. Sopra il percorso verrà realizzata una passerella in legno, ancorata al terreno senza l’ausilio di nessuna base in cemento e sopraelevata, che fungerà da supporto per le reti di sottoservizi (rete elettrica e rete idrica).” (nota Direzione generale Pianificazione Territoriale e Vigilanza Edilizia RAS prot. n. 15995 del 26 marzo 2026). 

Ogni “modulo abitativo” significa 54 metri cubi in più, sette “moduli abitativi” significa 378 metri cubi in più.

Il resto sono favole.

Il 5 giugno scorso, Tavolara Bay aveva già depositato al TAR una dichiarazione formale, contenente l’impegno ad “astenersi dal porre in essere gli interventi” a Cala Finanza,per tutta la stagione estiva 2026 (decreto presidenziale T.A.R. Sardegna, Sez. II, 6 giugno 2026, n. 150).

Cagliari, sede del T.A.R. Sardegna (Piazza del Carmine-Via Sassari)

È in relazione a questa dichiarazione,che il TAR ha evitato di concedere la sospensiva chiesta dalla Regione.

Se quella che allora era (ed è) una sospensione, fosse davvero diventata una rinuncia al glamping, la società avrebbe davanti a sé una via molto semplice: comunicare alla Struttura di missione della ZES unica che non intende più avvalersi della variante urbanistica che le è stata concessa, se non per la villa e le sue immediate pertinenze.

Noi del GrIG la sfidiamo a farlo, se vuole essere creduta.

In caso contrario, sarà chiaro a tutti, che l’intento è semplicemente quello di tacitare le opposizioni al progetto, cosa peraltro molto difficile, in attesa dell’udienza del TAR dell’8 luglio prossimo, dove il GrIG ci sarà.

E l’1 luglio 2026 si tiene la presentazione cagliaritana del processo di revisione del vigente piano paesaggistico regionale (P.P.R.), fondamentale strumento di salvaguardia del territorio costiero, che dovrebbe esser esteso all’intera Isola.   E il GrIG sarà anche in quella sede.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

La Nuova Sardegna, 27 giugno 2026
Cormorano (Phalacrocorax carbo)

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)


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pubblicato il in Confluenzadi redazioneTag correlati:

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