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Presidio a Biella: giù le mani dal Brianco. No al progetto agrivoltaico della società israeliana Ecoenergy

Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro.

A proporlo, in quel del Brianco nei Comuni di Santhià e Cavaglià, è un’impresa controllata dalla società israeliana Econergy Renewable Energy Ltd.

Su questo progetto sono state presentate osservazioni critiche sia per gli aspetti tecnici-ambientali (area riso DOP, impatti paesaggistici, connessione alla rete, ecc.) ancorché sulla origine dei capitali e caratteristiche degli investitori, ossia una società co-partecipata da altre società che hanno attività economiche nei territori occupati, interessi nel settore della difesa e produzione di armi, o sostengono direttamente o indirettamente i crimini imputati ad Israele dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG).

In occasione della decisoria CdS il Circolo Tavo Burat ha organizzato, in collaborazione con “Biellesi per la Palestina Libera”, un presidio di fronte al Palazzo della Provincia di Biella per chiedere il rigetto della istanza e sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità che anche il Governo Italiano disponga, come hanno fatto recentemente UK e altri paesi UE per i territori occupati, sanzioni economiche nei confronti di Israele.

Noi abbiamo affrontato il tema nel Dossier sugli investimenti israeliani nei progetti di fonti rinnovabili e abbiamo intervistato Andrea Maggi, agricoltore coinvolto, a rischio esproprio del suo terreno in funzione di questo progetto. Per riavvolgere il nastro delle puntate precedenti basta andare: qui, qui e qui. In questo contributo si analizza il progetto previsto al Brianco.

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa del Circolo Tavo Burat e di Biellesi per la Palestina.

“La banalità del male”: il caso Econergy e il progetto SolarPark31 nel biellese”

Eichmann, funzionario nazista, ha sempre e solo sostenuto di aver eseguito degli ordini, di essere stato semplicemente uno zelante burocrate. Hannah Arendt ha sottolineato come la “banalità del male” si manifesta nell’incapacità o nel rifiuto di riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni all’interno di un sistema organizzato.

La Provincia di Biella deve decidere nella conclusiva Conferenza dei Servizi della procedura di V.I.A. in programma a settembre se il proprio ruolo: è solo quello dello zelante burocrate, la mera verifica se l’istanza di una controllata di Econergy Renewable Energy Ltd – impresa israeliana del green-business, è tecnicamente e normativamente valida o se: autorizzando il progetto di Econergy, contribuirà al sostegno dell’economia di uno Stato sotto accusa da parte della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) per presunta violazione della Convenzione sul Genocidio del 1948, convenzione ratificata dall’Italia le leggi 11 marzo 1952, n. 153. e 9 ottobre 1967, n. 962.

Gli Stati firmatari del trattato hanno l’obbligo giuridico vincolante di prevenire il genocidio e di non esserne complici, il che richiede una revisione e la potenziale sospensione del sostegno economico, politico e soprattutto militare che possa agevolare tali atti.

La Provincia di Biella deve dunque scegliere se, nell’ingranaggio del genocidio e dei crimini di guerra imputati ad Israele, vuole contribuire con del “lubrificante” o con un “granello sabbia”, se vuole esserne in qualche misura complice o se intende rispettare le indicazioni di un trattato internazionale che il nostro Governo e la UE continuano ad ignorare.

Nel parere del 19/07/2024 la CIG, oltre a dichiarare illegale l’occupazione israeliana nei territori palestinesi, dispone anche «agli Stati terzi di non consentire investimenti di capitali frutto delle operazioni illecite nell’ambito dell’occupazione». Una condizione minima per procedere all’autorizzazione dell’impianto proposto da Econergy sarebbe dunque la verifica della provenienza dei capitali investiti, ben 32,5 milioni di euro.

Si tenga presente che Econergy Renewable Energy Ltd è partecipata da Phoenix Financial: questa società è attenzionata presso l’ONU per la partecipazione azionaria in Elbit Systems (società israeliana settore armi e difesa) e gli investimenti in diverse società che operano negli insediamenti illegali in Cisgiordania, Gerusalemme Est e sulle Alture del Golan. Il socio di maggioranza di Phoenix Financial è Affinity Partners, un fondo sovrano del Golfo, soggetto coinvolto nel “Board of Peace”, il programma di ricostruzione della striscia possibile solo con la cacciata dei Palestinesi da Gaza.

Essendo una multinazionale tale verifica potrebbe non essere semplice e, in caso di mancanza di prove che i capitali di Econergy non siano frutto di operazioni illecite, la Provincia di Biella potrebbe, in via cautelativa orientata all’osservanza del parere della CIG, sospendere il giudizio di compatibilità ambientale e il rilascio di titoli autorizzativi rimettendo la questione in sede governativa. Ovvero disporre, per ragioni etiche e morali, il diniego dell’autorizzazione rimettendo così al Governo le responsabilità in caso di annullamento della determina dirigenziale.

Il “Circolo Tavo Burat – Pro Natura” e il coord. “Biellesi per la Palestina Libera” chiedono dunque alla Provincia di Biella scelte coraggiose, di riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni all’interno di un sistema organizzato non autorizzando investimenti israeliani nel territorio provinciale.

In occasione della Conferenza dei Servizi conclusiva il procedimento di VIA programmata per il 25 settembre alle ore 9,15 è organizzato, di fronte al palazzo della Provincia di Biella, un presidio per informare e sensibilizzare la cittadinanza sul tema.

Biella 15 settembre 2026

Circolo Tavo Burat – Pro Natura Biellesi per la Palestina Libera

  1. Un progetto di parco agrivoltaico di 46,49 MWp, su un’area di 117 ha, in regione Brianco tra Santhià e Cavaglià; valore dell’investimento 32,5 milioni di euro. ↩︎
Immagine diffusa nell’articolo molto dettagliato in merito del quotidiano La Voce

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