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Non chiamiamola emergenza!

Le notizie e le immagini che si susseguono in queste ore, ci parlano di una valle alpina che non ha bisogno di grandi opere e nocività ma di interventi strutturali che possano salvaguardare e mettere in sicurezza un territorio.

da notav.info

Situazioni come quella attuale in cui rii, fiumi e torrenti stanno esondando ovunque e non si contano gli smottamenti, non possono più essere trattati come emergenziali perché qui di emergenza (intesa come un evento inavvertibile e inaspettato) non c’è proprio nulla: ci troviamo davanti alle conseguenze di una crisi ambientale ed ecologica che è il frutto di politiche di gestione dei territori che rispondono a leggi di sfruttamento utili solo al sistema economico che ci governa.

Modelli di amministrare che sono stati perpetrati nel tempo senza mai mettersi in ascolto rispetto alle proteste e alle istanze portate avanti dalle comunità locali e che sempre hanno risposto a norme regolate dal profitto. Tutto ciò, in un momento in cui, a livello nazionale e regionale, si discute di destinare i fondi coesione alla difesa e al riarmo quale unica priorità per il partito della guerra.

Diventa, dunque, necessario pretendere che le rivendicazioni dei singoli territori acquistino centralità in un dibattito economico e politico basato su modelli di sviluppo alternativi costruiti su un utilizzo consapevole del ambiente che ci circonda.

In gioco c’è il futuro di tuttə noi!

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