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Tre giorni in Basilicata a Luglio su energia, territori e resistenze

Riceviamo e pubblichiamo un invito a partecipare a tre giorni in Basilicata a Luglio: Spinoso Piazza di Energia Civica: Petrolio, Salute, Democrazia

Nei giorni 24, 25, 26 Luglio, si terrà a Spinoso, comune lucano della Val d’Agri che si affaccia sulle acque del Lago del Pertusillo, una tre giorni di incontri, iniziative, dibattiti, approfondimenti

Nel cuore della più grande piattaforma estrattiva di idrocarburi in terraferma di Europa, tra il Cova di Viggiano e il Centro Oli Tempa Rossa, sarà possibile toccare con mano i segni viventi delle incertezze e delle resistenze ad una transizione ecologica e culturale continuamente invocata e tradita, dove il “drill baby drill” riecheggia come un salvadanaio già da prima dei fasti trumpiani.

Dopo che lo stesso direttore esecutivo dell’IEA (Agenzia Internazionale per l’Energia), Fatih Birol, preoccupato per le incertezze belliche e per i tempi lunghi per il ripristino dell’intera produzione di idrocarburi del Golfo Persico, ha detto che l’attuale calo rappresenta “la più grande minaccia alla sicurezza energetica mondiale di tutta la storia”, non abbiamo potuto esimerci dall’organizzare uno spazio/tempo di confronto e proposta in uno dei luoghi più emblematici della filiera estrattiva in Italia.

L’invitorivolto a tutte/i le/gli interessate/i, lucane/i e/o provenienti da altre Regioni, vuole valorizzare le convergenze che si sono attivate nel corso degli ultimi anni, trovando linfa vitale nelle mobilitazioni internazionali contro i rischi di Terza Guerra Mondiale, nella difesa del diritto di autodeterminazione e contro il genocidio del Popolo Palestinese; contro le continue aggressioni imperialiste del diabolico duo USA/Israele ai danni di Yemen, Siria, Iraq, Venezuela, Iran, Cuba, nonché nella necessità di contrastare il surriscaldamento climatico, la folle riproposizione del nucleare, di difendere l’acqua pubblica e sana, la sanità, l’istruzione, l’occupazione, il reddito, il welfare, facendo emergere comuni identità, sensibilità politico/culturali, capacità organizzative intergenerazionali, che hanno consentito modi e forme inedite di solidarietà, con un potenziale enorme di capacità creativa, di analisi, di scambio comunicativo orizzontale.

Abbiamo bisogno di saper mettere al centro, con generosità, relazioni, saperi, corpi, esperienze, per trovare e valorizzare un percorso metodologico in cui confrontarsi, conoscere insieme e conoscersi sul campo. Tutto ciò è parte integrante della costante ricerca di percorsi e soluzioni comuni, perseguendo come finalità principale la capacità di allargare le aree di soggettività con cui poter stringere alleanze e condividere obiettivi. 

E’ infatti la stessa complessità della crisi capitalistica in atto che fa emergere con forza ad intensità variabile la sua dimensione totalizzante, mostrando in una sorta di specchio prismatico come le resistenze sui territori siano il pane e le rose dell’elaborazione di un mondo degno di essere vissuto.

La Basilicata non è tuttavia riducibile al lascito desolante di decenni di sfruttamento degli idrocarburi; non è riducibile alle pene delle aree SIN di Tito e Valbasento e dell’amianto da bonificare, così come non è riducibile allo spopolamento ed alla profonda crisi del comparto automobilistico. Le crescenti difficoltà relazionali nei Comuni delle aree estrattive raccontano del ricatto dell’emigrazione e dell’abbandono, in un orizzonte per lo più segnato da un modello di dipendenza dalle royalties e da un forte e capillare controllo sociale con ricadute immediate sulle opportunità di occupazione e reddito, in un contesto di consapevole declino delle potenzialità estrattive

Se la Basilicata non è “soltanto” gas, petrolio, monnezza, potenziale deposito nazionale di scorie nucleari, ma è anche la terra di Stellantis e del suo indotto in crisi; se è terra di esodo dei giovani; se è terra di allevatori ed agricoltori alle prese con una lotta quotidiana sempre più faticosa per non chiudere le piccole aziende; se è terra di eolico selvaggio e deregolamentazione, sta diventando sempre più territorio aziendale in svendita, promesso dal suo presidente regionale Bardi al ministro della guerra Crosetto, perché ne faccia a suo piacimento un laboratorio integrato per ricerca e produzione bellica, dalla scuola alla fabbrica.

Essa è inoltre anche luogo di un’ambiziosa strategia di modernizzazione tecnologica, che mira a orizzonti strategici di costante incremento di connessione ed efficienza, con infrastrutture cloud regionali e Centri di elaborazione dati intesi come cuore pulsante della società digitale e della produzione “dual use”, nel bel mezzo dell’esplosione del ruolo dell’Intelligenza Artificiale, che richiede livelli sempre più stretti di integrazione con le infrastrutture energetiche ed idriche. 

Chi vorrà sistemarsi in tenda, potrà campeggiare nel Campo Sportivo del paese, attrezzato di bagni e docce e facilmente raggiungibile a piedi dal centro. 

Chi vorrà prenotare per dormire in B&B, potrà farlo direttamente on line, sapendo che a Spinoso sono disponibili circa 50 posti letto.

Coordinamento No Triv Basilicata, 

Osservatorio Popolare Val d’Agri, 

Comune di Spinoso

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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