
Assemblea pubblica “Giustizia per Lince” verso la mobilitazione del 2 ottobre a Bologna
Quello che è “successo” a Ramy, a Fakir, a Lince e mol3 altr3 non sono episodi isolati.
Sono parte di un problema più grande che riguarda il modo in cui vengono gestiti e controllati determinati corpi, determinate comunità, determinati territori. Riguarda la brutalità e gli abusi delle forze dell’ordine, la criminalizzazione delle persone migranti e non bianche, la repressione del dissenso e un modello securitario che presenta il controllo come unica risposta possibile.
È dentro questo quadro che la campagna Lince ci chiede di attraversare il 2 ottobre insieme. Non come una semplice giornata di memoria, ma come un momento per mettere in relazione esperienze diverse, costruire una rete e provare a dare continuità a un percorso di mobilitazione che non si esaurisca nella risposta a un singolo episodio.
Non chiediamo verità. La verità è già molto chiara e sotto gli occhi di tutt3. È tempo di chiedere giustizia. E chiedere giustizia significa anche interrogare le condizioni che rendono possibile la violenza, la sua normalizzazione e l’impunità. Significa non accettare che ogni episodio venga isolato dagli altri, come se non esistesse un filo che li attraversa.
Da mesi, a Bologna e in altre città, diverse realtà stanno provando a reagire a questa situazione. Lo abbiamo visto nelle mobilitazioni, nelle assemblee, nei percorsi nati attorno a Fakir e ad altri episodi di violenza e repressione. Ma troppo spesso queste esperienze rimangono separate, mentre proprio la frammentazione rischia di indebolire la possibilità di costruire una risposta comune.
A partire da quanto emerso dall’assemblea di piazza Lucio Dalla di luglio, vogliamo quindi provare a costruire uno spazio cittadino e, allo stesso tempo, a metterlo in relazione con le esperienze che attraversano altri territori.
Uno spazio orizzontale e trasversale che parta dalle comunità direttamente coinvolte, a partire dal Pilastro e dalle comunità migranti e che sappia tenere insieme le diverse forme di resistenza alla violenza istituzionale, alla repressione e alla deriva securitaria.
Il 21 settembre alle 18.30, in piazza Lucio Dalla, ci incontriamo per discutere insieme come costruire la piazza del 2 ottobre e, soprattutto, come dare continuità a questo percorso.
Perché oggi più che mai, mentre i fascismi avanzano e la repressione si fa sempre più pervasiva, abbiamo bisogno di costruire connessioni, non ulteriori divisioni. Di riconoscere le differenze tra le nostre esperienze senza trasformarle in frammentazione. Di stare insieme, organizzarci e costruire una forza collettiva capace di non lasciare sole le persone e le comunità che subiscono violenza.
Ramy, Fakir, Lince e tutte le esperienze che in questi mesi hanno attraversato le nostre città ci parlano della stessa necessità: trasformare la rabbia e la resistenza in organizzazione, relazione e mobilitazione. Insomma in comunità.
Questa è una proposta. Il resto si costruisce insieme.
21 settembre, ore 18.30
piazza Lucio Dalla
assemblea cittadina
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