InfoAut
Immagine di copertina per il post

Padova – Dalla stampa di regime “La guerriglia in trenta pagine”

||||

Un manuale sulla guerriglia è stato trovato nei locali della Casa dello Studente “Fusinato”, in via Marzolo. L’aspetto esteriore è quello di una dispensa: 29 pagine dattiloscritte in corsivo, corredate da disegni che illustrano i vari tipi di bottiglie incendiarie, le parti di una pistola, le posizioni da assumere quando si spara. Il contenuto dell’opuscolo spazia in lungo e in largo sui comportamenti del “militante” in lotta e sulle “tecniche di attacco alle cose e alle persone” diamo alcuni passi “significativi” del manuale.

L’introduzione è dedicata ai compiti del “proletario in lotta”: “dobbiamo sempre scegliere obiettivi propri del movimento di massa, tendenti a dar fiato e prospettiva strategica al movimento e non sostituirsi ad esso”. E gli obiettivi sono “le cose e le persone”. Per quanto riguarda questi due punti il manuale così recita “bisogna tenere presente che la potenza di fuoco che vogliamo sviluppare deve essere sempre rapportata al livello di coscienza del proletariato in lotta. Altrimenti otterremo lo scopo opposto: invece di terrorizzare le forze del nemico, terrorizzeremo le masse “.

E più avanti:” soprattutto per quanto riguarda l’attacco alle persone bisogna fare attenzione a non cadere nel truculento: più che essere cruente le azioni devono essere ironiche (l’ironia è infatti la prima dote di un rivoluzionario) “. A questo riguardo viene fatta anche una precisazione:” sono da preferirei azioni di gruppo ad azioni individuali. Il dato principale delle azioni non è l’aspetto militare, bensì quello politico. Il loro obiettivo principale è sviluppare contraddizioni, sono cioè azioni di propaganda non miranti alla distruzione del nemico”.

Seguono tre pagine di consigli ai “militanti” in caso di pedinamenti

(considerarsi come pedinati in permanenza), sulla corrispondenza

(scrivere il meno possibile, non scrivere è meglio), sull’uso dei telefoni

(diffidare) e in caso di arresto (mantenere assolutamente il sangue freddo, non lasciarsi né intimidire né provocare. Non presentarsi ad alcun interrogatorio senza essere assistito da un difensore e prima di essersi intrattenuto con quest’ ultimo. Comunque il principio è non dire niente).

E si arriva alle spiegazioni di carattere “tecnico” sulle miscele incendiarie (miscela colorato zucchero, segatura e paraffina, napalm “improvvisato”, termite, mattonelle incendiarie). Particolare attenzione viene riservata ai tre tipi di “bottiglie molotov” (lo strumento di difesa o di attacco più in uso e “legalizzato a livello di movimento”: la molotov comune o popolare, la bottiglia incendiari autoinnescante o chimica e la “Lilly”. Più avanti si parla della scelta degli obiettivi che non “devono mai essere al di sotto della necessità della situazione”.

Fra l’altro “in generale il primo obiettivo è sempre sotto forma patrimoniale (la casa, l’auto, la fabbrica, le scorte di magazzino). Non mancano naturalmente le indicazioni per fare l’attacco vero e proprio:

“per spostarsi si usano motorini o biciclette: se per ragioni contingenti si usano auto proprie è obbligatorio lasciarle a molte centinaia di metri dal luogo dell’operazione. Non si gira mascherati e, se proprio costretti tanto più di giorno, la cosa migliore è camuffarsi: cambiare pettinatura, mettersi gli occhiali, berretti i, ecc., e chi più ne inventa meglio è, usare sempre i guanti”.

Lungo il capitolo dedicato alle armi leggere, in particolare la Beretta calibro 9 di cui sono riportate tutte le caratteristiche e il funzionamento”: è la pistola che hanno in dotazione le forze dell’ordine. Quindi tutti i compagni che desiderano vederla più da vicino (e non solo in fotografia) non hanno che da andare a prendersela.

Verso la fine, un capitolo è dedicato al” tiro con la pistola in combattimento”, tra l’altro, vi si legge “la posizione del tiratore deve essere bassa, a ginocchia piegate, col peso uguale sulle due gambe. La posizione bassa, nel tiro di combattimento, corrisponde alla posizione di guardia nei diversi sport marziali. La stabilità fisica non solo è indispensabile ad un tiro più preciso, ma impone anche una “stabilità mentale”, cioè la calma e permette spostamenti più rapidi”.

Nel fascicolo viene anche consigliata ai “militanti” la lettura “in parallelo” di alcuni testi di Mao, Lenin, Che Guevara, Jackson, Von Dach, Special Forces, Secchia e Soccorso Rosso.

Ascolta “I Collettivi Politici Veneti per il Potere Operaio – Parte seconda di Archivio Autonomia“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Accadeva Oggi

  1. 1871

    Immagine di copertina per il post

    La Comune di Parigi

    Karl Marx definì la Comune il primo governo operaio della storia. La mattina del 18 marzo 1871, una brigata comandata dal generale Claude Lecomte s’impadronisce di cannoni di Montmartre uccidendo una delle sentinelle. Ma non tutto fila liscio. Le guardie nazionali e la popolazione allarmata accorre. Molte sono le donne; Louise Michelet si rivolge ai […]

  2. 1937

    Immagine di copertina per il post

    La battaglia di Guadalajara

    La battaglia di Guadalajara (8 – 23 marzo 1937) fu una delle più conosciute e famose battaglie della guerra civile spagnola. Si affrontavano le forze della seconda repubblica spagnola e delle brigate internazionali da una parte, e i nazionalisti di Francisco Franco della Divisìon Soria, affiancati al Corpo truppe volontarie italiane (CTV), che sostenne il […]

  3. 1978

    Immagine di copertina per il post

    Fausto e Iaio

    Sabato 18 marzo 1978, ore 21:10, Milano, via Mancinelli, tre killer sparano e uccidono Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, entrambi di 19 anni e attivi all’interno del centro sociale Leoncavallo. I due giovani si stanno recando a casa Tinelli, come ogni sabato sera: all’altezza dell’Anderson School di via Mancinelli ci sono tre persone infagottate in […]

  4. 1989

    Immagine di copertina per il post

    Settembre 1989 – Nasce il Csa Murazzi

    2 settembre 1989 – 1995 A Torino negli anni 87/88 erano avvenute ben cinque occupazioni, da parte del Collettivo Spazi Metropolitani, sempre represse con sgomberi e centinaia di denunce con l’occupazione del 9 settembre 1989 di un ex asilo in Corso Regina 47. Questo spazio era già stato sgomberato nel dicembre 87 ma da lì […]