InfoAut
Immagine di copertina per il post

L’uccisione di Amilcar Cabral

20 gennaio 1973

Il 20 Gennaio del 1973 viene assassinato Amilcar Cabral, politico guineense e leader del movimento per l’indipendenza della Guinea-Bissau e di Capo Verde dal Portogallo.

Nato a Bafatà nel 1924 da madre originaria della Guinea e da padre di Capo Verde, Amilcar Cabral si trasferisce per alcuni anni a Lisbona per studiare agronomia; qui entra in contatto con diverse organizzazioni favorevoli all’indipendenza del suo paese dal Portogallo e comincia ad avvicinarsi alla filosofia marxista.
Rientra nel proprio paese nel 1952 e quattro anni dopo fonda il PAIGC (Partido Africano da Independência da Guiné e Cabo Verde) assieme al fratellastro Luiz Cabral e ad Aristides Pereira (futuri presidenti rispettivamente delle Repubbliche della Guinea-Bissau e di Capo Verde).
L’organizzazione, inizialmente clandestina, riesce ben presto a radicarsi nel territorio sotto l’attenta guida di Amilcar Cabral, il quale intuisce da subito l’importanza di estendere la propria influenza anche ai paesi confinanti e di portare il proprio messaggio politico alla popolazione.
A tal scopo, già dalla fine degli anni ’50 allarga l’opposizione all’esercito portoghese alla Guinea-Conakry e all’area senegalese del Casamance; in Ghana, invece, vengono allestiti degli accampamenti in cui formare militarmente i nuovi militanti.
Grazie alle conoscenze acquisite a Lisbona in materia di agronomia, inoltre, Amilcar Cabral insegna alle popolazioni locali nuove tecniche di coltivazione, in modo da avviare il processo di emancipazione dai colonialisti portoghesi e far sì che i militanti del PAIGC che avrebbero successivamente attraversato il paese durante la guerra di liberazione trovassero sempre di che sfamarsi presso i vari villaggi.
Il PAIGC da anche vita a mercati itineranti sul territorio in cui era possibile trovare beni di prima necessità a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli che offrivano i negozi gestiti dai portoghesi e ad ospedali improvvisati in cui distribuire i medicinali che venivano inviati dall’URSS e dalla Svezia per sostenere la lotta guineense.
In questi anni Amilcar Cabral approfondisce la riflessione sui metodi rivoluzionari e consolida la propria formazione marxista-leninista; in uno dei suoi scritti afferma: “Se è vero che una rivoluzione può fallire anche se basata su teorie perfette, tuttavia nessuno ha ancora fatto una rivoluzione vincente senza una teoria rivoluzionaria”.
A partire dai primi anni ’60 inizia una continua e capillare azione di guerriglia che porta il PAIGC a liberare e controllare diverse zone della Guinea-Bissau e di Capo Verde.
Nel 1972, quando l’occupazione portoghese aveva ormai perso qualsiasi forza e legittimità sul territorio, Amilcar Cabral forma un’assemblea popolare in cui cominciare a discutere le modalità di costruzione del nuovo ed indipendente stato di Guinea-Bissau; viene però ucciso prima di vedere definitivamente realizzato il sogno per cui aveva lottato per più di vent’anni.
Le circostanze della sua morte non sono mai state chiarite definitivamente: Amilcar Cabral viene aggredito a Conakry nella notte del 20 Gennaio mentre sta rientrando a casa assieme alla moglie; secondo la ricostruzione ufficiale, a sparare è Inocencio Kani, membro del PAIGC, ma assieme a lui ci sono altri uomini appartenenti al partito della Repubblica di Guinea-Conakry.
È dunque verosimile che Kani sia stato manipolato e sostenuto da questi ultimi e dalle più alte cariche portoghesi; nella stessa notte molti altri leader del PAIGC vengono arrestati ma vengono liberati quasi immediatamente su intercessione di Sékou Turé, Presidente della Repubblica di Guinea-Conakry, il quale era però sicuramente al corrente del progetto di aggressione.
Con l’assassinio di Amilcar Cabral la guerriglia si intensifica e, a soli pochi mesi dalla scomparsa del leader, la Guinea-Bissau e Capo Verde ottengono l’indipendenza (10 Settembre 1973); ma, già nel 1970, durante un seminario tenutosi in Kazakistan, con queste parole Amilcar Cabral si diceva certo della vittoria del suo paese nella lotta anti-imperialista: “Com’è che noi, un popolo privato di tutto, vivendo una crisi profonda, siamo riusciti ad arrischiarci in questa battaglia e a raggiungere il successo? La nostra risposta è: perché Lenin è esistito, perché ha fatto il suo dovere di uomo, di rivoluzionario e di patriota. Lenin è stato e continua ad essere il più grande esempio di liberazione nazionale dei popoli”.

Guarda “Amílcar Cabral: The African Revolutionary, Killed by Portugal?”:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

storia di classe

Accadeva Oggi

  1. 1896

    Immagine di copertina per il post

    Nasce Buenaventura Durruti

    Buenaventura Durruti nasce nella città di Léon in Spagna il 14 luglio 1896. Il padre di Buenaventura è un ferroviere iscritto al sindacato dell’UGT, arrestato nel 1903 per aver partecipato ad uno sciopero sindacale. All’età di 21 anni Durruti partecipa allo sciopero generale proclamato dall’UGT (Union general de trabajadores), in cui, a seguito degli scontri […]

  2. 1912

    Immagine di copertina per il post

    Woody Guthrie

    Woodrow Wilson Guthrie, detto “Woody”, nasce il 14 luglio 1912 ad Okemah in Oklahoma, una piccola città cresciuta nel periodo del boom petrolifero. Molti hanno fatto fortuna con il petrolio e il padre di Woody è fra questi, ma ben presto i giacimenti esauriscono gettando sul lastrico intere famiglie, Guthrie compresi. L’infanzia di Woody è […]

  3. 1921

    Immagine di copertina per il post

    Il Comunista

    Il Comunista”, 14 luglio 1921 A Torino le bande fasciste hanno voluto dar prova della loro capacità combattiva. Avendo organizzato in un bordello il loro comando, han manovrato come meglio loro pareva per le strade di Torino. Hanno tentato l’assalto ad alcuni Circoli comunisti, han dato la caccia agli operai, ne hanno assassinati due. Torino, […]