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La mia vita con Lenin – Nadežda K. Krupskaja

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LA MIA VITA CON LENIN – Nadežda K. Krupskaja

Il lungo cammino della rivoluzione sovietica raccontato attraverso le lotte vissute in prima persona dai suoi protagonisti

«Il marxismo mi ha dato la felicità più grande che una persona possa sognare: sapere dove andare, la quieta fiducia nell’esito finale della causa a cui si è legata la propria vita»

Correva l’anno 1894 quando, in quel di Pietroburgo, Nadežda Konstantinovna Krupskaja, giovane maestra di idee rivoluzionarie, incontrò Vladimir Lenin, arrivato da poco in città ma già noto per gli scritti con cui riusciva a trasmettere agli operai e agli intellettuali il vero «spirito vivente del marxismo». Insieme, Vladimir Lenin e Nadežda Krupskaja ebbero il tempo di dare vita all’organizzazione “Unione di lotta per l’emancipazione della classe operaia” prima di essere intercettati dalla polizia zarista e condannati alla deportazione. Sarà proprio in Siberia, in effetti, che i due militanti sceglieranno di sposarsi, condividendo, da quel momento in poi, una vita interamente votata alla causa del socialismo.

La dura repressione zarista, la faticosa propaganda clandestina, l’inesorabile lotta per la difesa dei principi bolscevichi ma, al culmine di incredibili sforzi e fughe in tutta Europa, anche gli eventi che condurranno alla Rivoluzione d’Ottobre, sono solo alcuni dei fili conduttori del libro. Autentico classico del movimento operaio, “La mia vita con Lenin” è un documento di imprescindibile valore storico e letterario e, al tempo stesso, la testimonianza in prima persona di un’avventura umana e politica destinata a cambiare il mondo.

NADEŽDA K. KRUPSKAJAL – Nata a San Pietroburgo il 26 febbraio del 1869, cresce in una famiglia di accese simpatie democratiche. Studentessa di pedagogia, frequenta i circoli rivoluzionari, impegnandosi in prima persona nelle attività di propaganda. In questo periodo conosce Lenin, che sposerà nel 1898 nel villaggio siberiano di Šušenskoe, dove i due marxisti erano stati deportati dopo essere stati riconosciuti colpevoli di attività sovversiva. Costretta all’esilio, vive in Inghilterra, Germania, Svizzera e Polonia, continuando a svolgere un ruolo di primo piano all’interno del movimento rivoluzionario e ricoprendo, tra il 1905 e il 1907, il ruolo di segretaria del Comitato Centrale del Partito Socialdemocratico. Affascinata dal concetto marxista dell’“uomo nuovo”, dedicherà alla pedagogia i suoi studi più importanti, confluiti negli undici volumi delle Opere pedagogiche.

Muore a Mosca il 27 febbraio del 1939, dopo aver ricevuto le decorazioni dell’Ordine di Lenin e della Bandiera rossa del lavoro.

Guarda “WOMAN and TIME: Nadezhda Krupskaya, Lenin`s wife“:

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pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

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