InfoAut
Immagine di copertina per il post

L’occupazione della stazione Centrale

||||

6 Febbraio 1976: sciopero nazionale di 4 ore (convocato da Cgil-Cisl-Uil) per l’occupazione ed i contratti, con manifestazioni concentrate a Milano per il nord, Firenze per il centro e Bari per il sud.

A Milano, però, la piazza mostra da subito l’esigenza di rompere gli schemi del corteo organizzato dai sindacati e di esprimere un conflitto reale all’interno della giornata di sciopero: si inizia con la contestazione del cislino Sorti, costretto ad interrompere fra i fischi degli operai il comizio che avrebbe dovuto tenere.
Successivamente il corteo, non più autorizzato, torna a riempire le vie della città da piazza del Duomo fino a piazza della Repubblica e a mezzogiorno in punto entra nella Stazione Centrale, cogliendo di sorpresa i pochi poliziotti presenti all’interno che, dopo un attimo di esitazione, rinunciano ad intervenire.

La stazione è invasa da duemila manifestanti: in breve i primi cordoni raggiungono la testa dei binari e li bloccano con i carrelli della posta e con un mucchio di traversine.
Dall’altoparlante delle partenze e degli arrivi giunge inaspettata la voce di un compagno: “Spazzare piazza del Duomo, unificare operai, proletari, studenti in un corteo duro, togliere la piazza ai riformisti sono stati obiettivi a cui noi oggi abbiamo saputo dare una valenza nuova, un contenuto più ampio ed unificante”.
La carica espressa dall’occupazione è tangibile ma non ci sono tensioni; qualcuno, incuriosito, si avvicina ai manifestanti per discutere, altri si sporgono a salutare dai finestrini dei treni bloccati.
Verso l’una viene annunciato che l’occupazione sta per terminare: in breve il corteo torna a ricomporsi ed esce dalla stazione.
“Dopo l’assalto alla stazione di Lambrate ci siamo presi la Centrale”: questo il titolo del comunicato diffuso poco dopo, in cui si rivendica con soddisfazione il fatto di aver ripreso e ampliato la pratica dell’occupazione dei binari, già messa in campo dagli operai pochi giorni prima (il 28 Gennaio) a Lambrate.

Una giornata significativa, dunque, in cui si palesa l’esigenza di conflitto reale e in cui la piazza dimostra di non volersi e di non potersi accontentare di una mera “sfilata” per le vie della città con tanto di comizio conclusivo fatto di vuota retorica lontana anni luce dalle esigenze di studenti ed operai.

Il giorno successivo i giornali rincorrono la notizia dell’occupazione della stazione Centrale riconducendo tutto alla nuova ossessione dell’Autonomia Operaia ma, su Rosso (giornale di movimento) del Febbraio successivo si ribadisce come AO non sia un nuovo gruppuscolo o partitino che mira a contare i propri numeri nella piazze, bensì un vero e proprio modello di organizzazione composto di tante realtà sociali che stanno nelle piazze per dare espressione concreta e rivoluzionaria a ciò che quotidianamente agita le fabbriche, le scuole, i quartieri.

“Il gruppo Autonomia Operaia non c’è. Ci sono singoli gruppi: ognuno di questi si chiama come vuole e come crede, e partecipa dell’autonomia – di quella importante, con la a minuscola – in quanto è realmente dentro le masse, in quanto è capace – dentro le masse – di sviluppare agitazione, di determinare organizzazione e contropotere”.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

storia di classe

Accadeva Oggi

  1. 1869

    Immagine di copertina per il post

    La mia vita con Lenin – Nadežda K. Krupskaja

    LA MIA VITA CON LENIN – Nadežda K. Krupskaja Il lungo cammino della rivoluzione sovietica raccontato attraverso le lotte vissute in prima persona dai suoi protagonisti «Il marxismo mi ha dato la felicità più grande che una persona possa sognare: sapere dove andare, la quieta fiducia nell’esito finale della causa a cui si è legata […]

  2. 1944

    Immagine di copertina per il post

    Sergio Sabatini : “io vi insegno a morire”.

    SERGIO SABATINI di anni 19 Martire della Resistenza “Mio padre mi ha insegnato a vivere, io vi insegno a morire”. Nato ad Oneglia (Imperia) nel 1925, caduto a Garessio (Cuneo) il 26 febbraio 1944, studente, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Allievo del Liceo scientifico di Casale Monferrato, fu arrestato mentre si recava a […]

  3. 1977

    Immagine di copertina per il post

    Assemblea nazionale del movimento universitario

    L’aula di economia e commercio è stracolma di studenti universitari, lavoratori, precari, disoccupati. Si respira l’aria di rivolta ed insurrezione che invade le piazze e le strade di quest’incredibile anno: il 1977. Nonostante ci sia una grande dimensione di mobilitazione in tutta Italia, l’epicentro è Roma e d è proprio qui che il movimento ’77 […]

  4. 1985

    Immagine di copertina per il post

    Corso Casale 1985 – 1990 Collettivo comunista torinese/autonomo

    Corso Casale 1985 – 1990 Collettivo comunista torinese/autonomo Novembre 1985-1990 Intervento di apertura – Corso Casale – 5 marzo 1985 Quello che sto per dire non è l’elaborazione politica collettiva dei compagni che si sono presi la briga di aprire questo posto. Limiti oggettivi ci hanno impedito di avviare un proficuo dibattito. L’impegno stressante con […]