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Stretto di Hormuz: tra navi militari, missili, droni e propaganda il golfo Persico resta un pericolosissimo teatro bellico

Iran. Con il perdurare dello stallo dentro e attorno allo Stretto di Hormuz, nuovo pesante allarme Fmi sul caro energia che colpisce in particolare le classi popolari dell’Europa. “Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perde 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”.

Da Radio Onda d’Urto

L’impatto varia notevolmente da territorio a territorio; da 620 euro in Slovacchia a 134 euro in Svezia. Secondo lo scenario “grave” del Fmi di aprile 2026, in caso di perdurare del blocco di Hormuz la perdita media salirebbe a 1.750 euro”. Per quanto riguarda l’Italia, il Fondo Monetario Internazionale stima un impatto di 450 euro nello scenario base e 2.270 euro in quello grave, ossia con il perdurare della chiusura di Hormuz.

E proprio Hormuz, nei fatti, resta bloccato, nonostante l’altisonante operazione Usa Project Freedom voluta da Trump, con l’obiettivo di sfruttare il lato omanita del passaggio. Gli Usa sostengono di aver aperto qui “un corridoio per il passaggio sicuro delle navi”; Teheran smentisce, facendo sapere di aver sparato missili contro 2 unità Usa, che avrebbero però evitato gli attacchi. Alcuni di questi missili e droni sono caduti sia sull’Oman (due feriti) e sugli Emirati Arabi Uniti, segno dell’altissima tensione anche militare nell’area.

La novità del mattino di martedì 5 maggio, su questo fronte, è l’annuncio del colosso danese del trasporto merci Maersk su una nave, la Alliance Fairfax, che avrebbe attraversato Hormuz sotto scorta Usa. Teheran nega e accusa a sua volta Washington di avere ucciso 5 propri pescatori nei raid di ieri.

Impossibile comunque capire davvero cosa accada nello stretto braccio di mare, fondamentale snodo commerciale globale, tra annunci e propagande incrociate.

Siamo, ancora una volta, in un pericolosissimo stallo militare, mentre sul lato diplomatico il ministro degli esteri iraniano Arahgchi è a Pechino. Sul piatto diversi aspetti, come sanzioni, negoziati e il tema nucleare, su cui interviene a sorpresa pure l’intelligence Usa, secondo la quale oltre 2 mesi di attacchi e sanzioni – a cui aggiungere gli attacchi del giugno 2025 – non hanno intaccato la capacità di arrivare all’arma atomica da parte iraniana; una capacità giudicata “invariata” rispetto all’anno scorso

Su Radio Onda d’Urto l’intervista ad Antonello Sacchetti, giornalista, curatore dell’omonimo canale Youtube. Sacchetti si occupa da anni di Iran ed è autore di diversi libri su Teheran e dintorni.

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