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Campeggio No Pizzone II: due giorni di confronto e lotta a difesa dei territori

L’11 e il 12 agosto scorsi si è tenuto il primo Campeggio No Pizzone II, un’iniziativa del Coordinamento che ha radunato circa centocinquanta persone provenienti da diverse realtà sociali, politiche e territoriali presso le Sorgenti del fiume Volturno, a Rocchetta a Volturno (IS).

Due giorni di socialità e confronto su pratiche di lotta e di cura dei territori che hanno avuto al centro due tematiche: la marginalità territoriale pensata come risorsa e la lotta a difesa dei territori minacciati dalle grandi opere inutili.

Confluenza ha preso parte al secondo tavolo tematico, insieme al Movimento No Snam l’Aquila, a Ecologia Politica Network e Michela Spina, attivista molisana, in un dibattito sulle sfide ambientali e sociali legate alle politiche energetiche e speculative nei territori. 

Il primo ha visto invece gli interventi di Rossano Pazzagli, professore dell’Università del Molise, del CISAV (Centro Indipendente Studi Alta Valle del Volturno) e di  APE Salerno (Associazione Proletari Escursionisti), aprendo interrogativi sul concetto di marginalità territoriale e sui punti di forza delle aree interne e delle comunità che le abitano.

Parte dell’intervento di Confluenza: 

Tra le associazioni, movimenti, collettivi e cittadinanza provenienti da diverse regioni anche l’Ex-Opg di Napoli e l’assemblea popolare di Bagnoli e dei Campi Flegrei Iskra. Presenti poi Montagne in Movimento da Gagliano Aterno, la Casa del Popolo La Conviviale di Vasto, nonché liberə cittadinə da Milano, Taranto, Roma, Puglia, Campania e Basilicata, che hanno portato le esperienze dei loro territori, contribuendo a una riflessione comune sulla difesa dell’ambiente e dell’autodeterminazione delle comunità locali.

Nel secondo giorno del campeggio, una passeggiata escursionistica informativa ha permesso a tuttə di conoscere parte del territorio del Volturno, minacciato dal progetto di Enel Green Power.

Il comunicato stampa del Coordinamento riporta il successo dell’iniziativa, che ha saputo intrecciare momenti di analisi collettiva a pratiche di lotta e costruzione di alleanze: si può leggere qui.

Durante il campeggio abbiamo conosciuto Bianca, attivista del Coordinamento, che ci ha raccontato come il territorio viene vissuto, quale sarebbe l’impatto del progetto di Enel sulla comunità locale, e quali forme di resistenza sono emerse e continuando a emergere dal basso:

La resistenza a progetti speculativi non è solo una risposta alle minacce ambientali, ma anche un atto di riappropriazione del territorio, che intende restituire valore alla dimensione locale, contro il modello di sviluppo dominante, che favorisce la speculazione e il profitto a scapito delle comunità e della loro autodeterminazione a vivere il territorio secondo necessità.

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