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Presidio permanente di San Giuliano: dove abbattono case, noi costruiamo resistenza!

Martedì 2 dicembre, durante l’assemblea popolare, i/le giovani No Tav, hanno fatto un importante annuncio: casa Zuccotti, dopo essere stata espropriata da Telt, torna a nuova vita.

da notav.info

Il 20 novembre l’immagine della signora Ines in lacrime mentre la ditta Effe2 iniziava la devastazione della sua casa, ha lasciato un segno in tutti e tutte noi. Sanitari spaccati, tetto sventrato, griglie metalliche alle finestre: in un attimo 50 anni di vita spezzati.

Il presidio non è solo una risposta all’emergenza: è un modo per riprenderci spazio e dignità. È dire con chiarezza che qui nessuno sarà lasciato solo, che non accetteremo l’ennesima violenza su un territorio che da decenni porta sulle spalle il peso di decisioni imposte. È il gesto concreto di una comunità che si rialza e si difende insieme.

Invitiamo tutti e tutte a passare, portare presenza, idee, cibo caldo, legna da ardere, musica e parole. A far vivere questo luogo ogni giorno, perché un territorio che resiste insieme è più forte di qualsiasi grande opera imposta.

Dove abbattono case, noi costruiamo resistenza!

L’8 dicembre 2005 può avvenire tutti i giorni, per questo continueremo a marciare nella nostra Valle contro quest’opera devastatrice.

A San Giuliano nasce il nuovo presidio permanente

A San Giuliano sta succedendo qualcosa che riguarda ognuno di noi: un intero pezzo di territorio viene messo sotto pressione, tra espropri, prese di possesso di case, futuri cantieri e decisioni calate dall’alto che ignorano la vita delle persone che qui abitano e abitavano.

Le case non sono “interferenze” su una mappa: sono storie, relazioni, comunità. E proprio per questo non possono essere trattate come un ostacolo da aggirare in nome di un’opera che continua a chiedere sacrifici senza restituire nulla.

Negli ultimi giorni abbiamo visto la rabbia e la disperazione di chi ha perso la propria abitazione, ma abbiamo visto anche la forza collettiva di chi non è disposto a farsi spazzare via. Da qui nasce la scelta di costruire insieme un presidio permanente alle case di San Giuliano: un luogo vivo, aperto, attraversabile, in cui difendere le case e vegliare sulla nostra terra, ma anche rafforzare legami, informare e organizzare resistenza.

Il presidio non è solo una risposta all’emergenza: è un modo per riprenderci spazio e dignità. È dire con chiarezza che qui nessuno sarà lasciato solo, che non accetteremo l’ennesima violenza su un territorio che da decenni porta sulle spalle il peso di decisioni imposte. È il gesto concreto di una comunità che si rialza e si difende insieme.

Invitiamo tutti e tutte a passare, portare presenza, idee, cibo caldo, musica, parole. A far vivere questo luogo ogni giorno, perché un territorio che resiste insieme è più forte di qualsiasi grande opera imposta.

Dove abbattono case, noi costruiamo resistenza!

A San Giuliano non è finita, la comunità resta, sorveglia e lotta!

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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