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Spagna, quando le videocamere della polizia non bastano

La polizia spagnola sta studiando un nuovo sistema per posizionare telecamere nella divisa convenzionale degli agenti antisommossa che partecipano alle manifestazione ritenute “suscettibili a scontri con la polizia”. A riferirlo alle agenzie di stampa spagnole sono fonti di polizia, aggiungendo che l’opzione più plausibile sarebbe quella di incorporarle al casco dei poliziotti. Come ipotesi, la polizia sta anche valutando altre opzioni, come quella di metterla nel risvolto delle divise o nei veicoli, dove il raggio di visione sarebbe più ampio e a telecamera ferma, attraverso la quale, in una logica repressiva, si otterrebbero immagini più nitide. Una decisione questa, che giunge in un momento in cui il livello di tensione sociale si sta alzando in tutto lo Stato spagnolo e all’indomani delle numerose manifestazioni a cui migliaia di persone hanno partecipato con rabbia per le strade di Madrid e in molte altre città della penisola iberica. La volontà da parte della polizia di incrementare quelle che si vogliono inutilmente spacciare come “misure di sicurezza”, si concretizza, per il momento, con l’acquisto si 11 mini-camere, e la previsione è di dotare con questo tipo di mezzo audiovisuale, ogni unità di polizia che sarà presente in piazza. Probabilmente -ci viene da dire- le immagini che normalmente la polizia produce già con videocamere non è sufficiente, e certamente questo nuovo sistema permette ai poliziotti di agire comodamente e senza troppi intralci  non dovendo avere una telecamera in mano, giusto per rendere più agevole il loro sporco operato.

 

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pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

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