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Sciopero In’s polo logistico di Tortona: la polizia tenta di sgomberare il presidio ma lo sciopero continua

Ripubblichiamo di seguito il comunicato dei Si Cobas Torino

POLIZIA CONTRO OPERAI IN SCIOPERO LA LOTTA VA AVANTI

Ancora un tentativo di sgombero del presidio dei lavoratori In’s nel polo logistico di Tortona (AL) al sesto giorno di sciopero: ma il presidio operaio va avanti.

La nostra organizzazione sindacale continua a rivendicare forti miglioramenti delle condizioni di vita e provvedimenti contro il capo responsabile della ditta Man Hand Work che provoca con insulti razzisti e minacce aggressive attaccando lavoratori e sindacalisti.

Violenza poliziesca, repressione di stato, rappresaglia padronale: ecco la risposta della prefettura e della questura di Alessandria alle giuste richieste degli operai.

Prima le denunce, le multe e i fogli di via contro i sindacalisti: ora addirittura le camionette blindate della celere e gli agenti armati in assetto antisommossa nel tentativo di sgomberare i lavoratori pacificamente seduti per terra in protesta per salario, diritti e dignità.

Il capo responsabile aziendale continua a provocare gli operai e l’altra notte (il presidio andava avanti da 17 ore) ha tentato maldestramente di aggredire gli scioperanti per di più un combutta con altri sgherri dell’azienda.

Il sindacato ribadisce di non accettare queste azioni di violenza contro i lavoratori e di respingere ogni attacco alle le lotte operaie, perciò rilancia la difesa del diritto di sciopero a partire dall’assemblea nazionale del 27 giugno a Milano, inoltre denuncia che lavoratori operanti su altri appalti sono stati trasferiti a Tortona per sostituire illegalmente gli operai in sciopero.

In una fase della crisi in cui i settori piú reazionari e non solo da destra soffiano propagandisticamente sul fuoco della “guerra tra poveri” e mediatizzano l’odio razziale al grido di “reimmigrazione”, anche le grandi aziende e i giganti multinazionali a partire dalla logistica provano ad approfittare del clima antioperaio a antimmigrati peggiorando le condizioni di vita dei lavoratori e delle avanguardie operaie: soprattutto quei lavoratori spesso immigrati capaci di unirsi e organizzarsi nel sindacato di classe portando avanti la lotta sul luogo di lavoro per rompere una schiavitù di iper-sfruttamento, precarietà e caporalato.

Nonostante questo nuovo violento tentativo di sgombero, il presidio operaio è ripreso e lo sciopero continua finché non verranno prese misure immediate e concrete da parte dell’azienda per far finire i comportamenti vessatori, antisindacali e razzisti dei loro capi e capetti.

AVANTI FINO ALLA VITTORIA

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pubblicato il in Sfruttamentodi redazioneTag correlati:

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