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Zerocalcare No Tav in Clarea

Durante la sua prima visita in Valle di Susa, Zerocalcare ha lasciato “il segno” al presidio No Tav della Val Clarea.

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Imperialismo digitale: dibattito con l’autore al Blackout Fest / Sabato 13 giugno ore 17.30

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Diritto non crimine: difendere il dissenso. SCARICA IL LIBRO

Negli ultimi anni la crisi climatica, le guerre, la devastazione dei territori e la repressione del dissenso hanno smesso di apparire come fenomeni separati. Sempre più spesso si presentano come parti di uno stesso modello politico ed economico, fondato sulla difesa degli interessi fossili, estrattivi e militari e sull’erosione progressiva degli spazi democratici.

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Festival Alta Felicità 2026

Ritorna anche quest’anno il Festival Alta Felicità.

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Carmillafest 2026: Valerio Evangelisti e l’arte delle insurrezioni immaginarie

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Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

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Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.

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La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

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No Tav: estate di mobilitazione in Val Susa, dal campeggio di lotta all’Alta Felicità

Sarà un’estate di mobilitazione del movimento No Tav in Val di Susa con una serie di appuntamenti che accompagneranno le prossime settimane. Si parte dal 17 al 19 luglio con il tradizionale Campeggio di lotta a Venaus, tre giorni di iniziative, dibattiti e momenti di presidio nei luoghi simbolo.

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La “giusta misura” della propaganda di la Repubblica per Telt

Confessiamo una certa invidia. Non capita tutti i giorni di vedere un reportage trasformarsi, senza quasi che il lettore se ne accorga, in un opuscolo promozionale.

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Zero certezze, 2045 dubbi

La Torino-Lione viene ancora raccontata come un’opera inevitabile, già finanziata e strategica per l’Europa. Ma a guardare ciò che sta emergendo nei tavoli istituzionali, nei documenti tecnici e nelle prese di posizione degli enti locali, il quadro è l’opposto: aumentano le incertezze, si moltiplicano i rinvii e soprattutto non esiste ancora una risposta chiara alla domanda fondamentale su chi dovrebbe pagare l’intero progetto.

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Collina morenica: teatro di conquista via terra, sottoterra e dal cielo

I fronti di attacco aperti negli ultimi tempi nei confronti della Collina morenica, area posta tra la periferia ovest di Torino e le Alpi Cozie, testimoniano l’accanimento in atto nei confronti di territori ancora naturali o caratterizzati da un certo equilibrio tra natura e sfruttamento umano, ma proprio per questo selezionati come aree da sfruttare.

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Crisi Climatica

Una storia di acciaerie, diossine, lavoro schiavo e campi di grano

Campi di granoturco coperti di polvere gialla; gialla la terra del cortile, la caligine che sporcava l’azzurro del cielo; gialla la patina che, nonostante le spolverature, tornava invariabilmente a ricoprire i mobili di casa, i libri accumulati sul tavolo; giallo il respiro che ti restava in gola e ritrovavi nel fazzoletto…..giallo di un giallo rossastro e bruciato il fumo che, giorno e notte si alzava dal tetto e tracimava dalle pareti della acciaieria Cravetto, al confine tra Bruzolo e San Didero, per allargarsi lungo la Valle, la mattina portata in alto dalla brezza di valle e, la sera, schiacciata in basso dalla brezza di monte, senza uscirne mai. Si lavorava ventiquattr’ore su ventiquattro. Di notte il cielo intorno all’edificio riverberava dell’inquietante bagliore della colata continua.

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No Tav al 1 maggio di Taranto, il filo che ci unisce: intervento (VIDEO)

Mentre in tutta Italia si celebrava, spesso in modo rituale, la festa dei lavoratori, a Taranto il 1 maggio si è fatto quello che questa giornata dovrebbe essere davvero: conflitto, denuncia, parola libera.

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Per tutte le donne che non sanno stare al loro posto – Ermelinda libera subito!

Ieri pomeriggio, un’altra compagna è stata posta agli arresti domiciliari per via di una condanna definitiva. Si tratta di Ermelinda, compagna No Tav della prima ora, femminista e rivoluzionaria.