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Giorgio Rossetto di nuovo in carcere. Intervista all’avvocato La Macchia / Messaggi di solidarietà

Giorgio Rossetto è di nuovo in carcere. Nella serata del 21 agosto i Carabinieri di Susa lo hanno prelevato dalla sua dimora sopra la Credenza di Bussoleno e trasferito nella casa circondariale Lorusso e Cutugno, le Vallette di Torino. 

A determinare il ritorno in carcere sarebbe stata la revoca della misura alternativa concessa dal Tribunale di Sorveglianza, a seguito di violazioni delle prescrizioni che, al momento, non risultano meglio specificate. Giorgio avrebbe dovuto terminare in autunno la pena che stava scontando ai domiciliari. Il suo percorso detentivo era cominciato nel gennaio 2025 per alcune condanne definitive relative a episodi della lunga lotta contro la Torino-Lione: lo sgombero della Maddalena del 2011, la costruzione della baita in Clarea nel 2010 e una marcia No Tav del 2019.

Già lo scorso febbraio le condizioni della detenzione erano state aggravate dopo un’intervista concessa a Radio Onda d’Urto nella quale Rossetto aveva parlato dello sgombero di Askatasuna. Per avere espresso pubblicamente le proprie opinioni gli erano stati imposti il divieto di comunicazione e la riduzione a una sola ora del tempo consentito fuori dall’abitazione. Poi, a marzo, proprio quando avrebbe dovuto terminare quel periodo di detenzione, era arrivato un nuovo provvedimento. La dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione aveva determinato l’esecuzione di un’ulteriore pena di otto mesi. Giorgio era rimasto così ai domiciliari e avrebbe dovuto concludere la detenzione nell’autunno di quest’anno.

Ora arriva invece il ritorno alle Vallette dove si trovano tuttora anche i due ventenni tedeschi arrestati in flagranza differita dopo la giornata di lotta ai cantieri, per i quali il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere.

«Continueremo a fare sentire a Giorgio e all* compagn* tedesch* a cui è stato confermato il carcere la nostra vicinanza e solidarietà, in Valsusa come in città, nelle piazze come nei sentieri», scrive il Movimento No Tav. “Perché la storia di Giorgio Rossetto non appartiene soltanto a Giorgio. Appartiene alle migliaia di persone che in questi decenni hanno attraversato i sentieri della Clarea, costruito barricate, partecipato alle marce, difeso i presidi e continuato a contestare la Torino-Lione. Le porte delle Vallette possono rinchiudere ancora una volta un uomo. Non possono rinchiudere una lotta che da più di trent’anni continua a tornare sui sentieri della valle.Giorgio libero subito. Liber tutt.**

La scarcerazione dovrebbe avvenire il 27 settembre. Ne parliamo con Roberto La Macchia Co-Presidente dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici, avvocato a Torino si occupa anche delle vicende giudiziarie di Giorgio Rossetto

da Radio Onda d’Urto

Riceviamo e pubblichiamo volentieri:

GIORGIO: UN COMPAGNO A CUI TENIAMO MOLTO

Conosciamo Giorgio da oltre quarant’anni, da quegli anni ’80 in cui i movimenti organizzati di Torino erano stati azzerati dalla sconfitta operaia alla Fiat, dalla repressione e dall’eroina.

Con pazienza, a Torino Giorgio aveva saputo ricostruire assieme ad altri compagni e compagne i primi collettivi autonomi. Da quegli anni ’80 siamo stati diretti testimoni della sua caparbietà nell’organizzare forme di opposizione sociali, nell’alimentare conflitti, §-Contro apertamente e radicalmente, sempre in dimensioni di massa.

E in tutti questi anni, prima a Torino e poi in Val di Susa, decine di migliaia di persone hanno marciato al fianco di Giorgio per sfidare la devastazione dei territori e le ingiustizie. Ma l’idea che la società possa muoversi, organizzarsi e lottare con dinamiche collettive è incomprensibile e inaccettabile per magistratura, forze dell'”ordine” e media. La loro narrazione ha bisogno di un colpevole, un volto, un qualche “capo” di chissà quale fantomatica gerarchia, da marchiare come responsabile e da colpire in maniera esemplare.

Processi, reclusioni, divieti, arresti domiciliari e sorveglianza speciale: l’accanimento giudiziario che da anni si è scatenato contro Giorgio non è solo un’ingiustizia contro un singolo, ma vuole essere un monito per tutte le persone che lottano per un mondo diverso, più equo e umano.
Magistratura e forze dell’ordine hanno deciso che Giorgio, per via delle sue idee e del suo impegno, deve essere separato dalla società e privato di ogni possibilità di partecipare ai conflitti sociali.

Questo è inaccettabile.
CONTRO L’ENNESIMO ASSURDO ARRESTO DI GIORGIO, VOGLIAMO CHE SIA IMMEDIATAMENTE LIBERATO!
SOLIDARIETÀ A GIORGIO! GIORGIO LIBERO SUBITO!
TORINO ANNI ’80 FATTI NOSTRI / CICL. IN PROPR. / AGOSTO 2026

da Cub – Cuneo

La cub di Cuneo vuole esprimere la sua massima solidarietà a Giorgio condanna la repressione costante e continua nei suoi confronti, nei confronti del Movimento No Tav e in generale del movimento antagonista, chiede la sua immediata scarcerazione e il ripristino di tutte le sua libertà individuali. Cub cuneo.

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