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No alla sorveglianza speciale per Stefano e Sara: 30 settembre udienza al tribunale di Torino

Condividiamo l’appello del Network Antagonista e del coordinamento Torino per Gaza per portare solidarietà in aula alla prossima udienza per la sorveglianza speciale nei confronti di Stefano.

Appuntamento Mercoledì 30 settembre ore 12 in Aula 7 Tribunale di Torino

Mercoledì 30 settembre si terrà l’ultima udienza prima della sentenza definitiva per la sorveglianza speciale di Stefano, nostro compagno di lotte che da sempre si spende con coraggio e determinazione per un mondo più giusto e dignitoso.
Allo stesso modo il 14 ottobre ci sarà la seconda udienza per Sara, sempre presente nelle piazze per la Palestina.

La sorveglianza speciale è una misura repressiva introdotta dal codice Antimafia, nata per combattere soggetti appartenenti alla criminalità e al terrorismo, molto distanti da chi lotta con etusiasmo per una Palestina libera, contro il razzismo e per la tutela dei territori contro grandi opere inutili. Impone limitazioni molto pesanti sulla vita di chi ne è soggetto, come il ritiro della patente e del passaporto, obblighi di dimora, restrizioni sugli spostamenti, coprifuoco, divieti sulle frequentazioni personali e controlli continui che vengono annotati su un quaderno da portare sempre con sé. Ciò che è più grave è che si tratta di una misura preventiva, che non punisce un fatto specifico compiuto dall’imputato, ma, definendolo “socialmente pericoloso”, mira a prevenire il compimento di potenziali reati.

La richiesta di sorveglianza speciale per Stefano e Sara non è soltanto una punizione per il loro impegno, ma una monito che questura e procura vogliono lanciare a tutte le persone che quotidianamente lottano contro lo status quo e per un futuro migliore. È un attacco alla libertà di dissentire, di alzare la testa e scendere in piazza per cambiare le cose e per questo ci riguarda tuttə. Il governo Meloni vuole zittirci a suon di decreti, multe e arresti, perseguitando chi lotta a fianco dei popoli oppressi o contro una crisi sociale dilagante, mentre continua a investire nel settore bellico, distraendo l’Italia con insensate misure razziste da applicare nelle scuole. Intanto il carovita imperversa e rende le nostre vite sempre più instostenibili, com l’aumento della benzina e dei generi alimentari, giustificato dalle guerre tra Stati Uniti e Iran. Questo è il futuro a cui vogliono condannarci: non glielo permetteremo!

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