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Resoconto dell’udienza di sorveglianza speciale a Stefano

Mercoledì 30 settembre si è tenuta una delle ultime udienze della fase dibattimentale riguardo alla richiesta di sorveglianza speciale a carico del nostro compagno Stefano.

Un’udienza lunga, nel corso della quale è avvenuto l’interrogatorio in cui prima l’avvocato e poi il pm hanno passato in rassegna i casi portati dalla questura a sostegno della richiesta. Già dalle scorse udienze, come in questa, è stata da subito evidente l’infondatezza di elementi a sostegno di una misura così grave. Pareva che a essere sotto processo non fossero infatti chissà quali azioni delittuose, ma le idee e la possibilità stessa di essere attivo politicamente. Nel corso dell’interrogatorio quello che è apparso è una persona che fin da giovane si è speso nelle lotte politiche, dai collettivi studenteschi, alla val di Susa fino ad arrivare ai movimenti per la Palestina. Eppure dietro le domande del pm la tesi appariva sempre la stessa, non potendo appellarsi a chissà quali fattispecie di reati, a essere criminalizzata diventa l’attività di speakeraggio. Secondo la questura infatti, fare un intervento in piazza spiegando le ragioni di un corteo, o esprimendo la propria rabbia in un momento concitato, sarebbe la prova che c’è un organizzatore che guida, che istiga e che burattinaia le persone. Una tesi secondo la quale le migliaia di persone che hanno partecipato alle piazze degli ultimi anni, non avrebbero una loro coscienza, o una loro volontà di stare ed esprimersi nelle piazze.
Un tentativo a dir poco ridicolo, che cerca di silenziare e nascondere la rabbia espressa in questi anni da tantissimi giovani, criminalizzando un singolo giovane come esempio e monito per tutti.
Niente di nuovo in una città teatro di processi come Sovrano, in cui anni di conflittualità sociale sono stati imputati a 16 compagni. Ma allora come adesso l’evidenza è una, che in quelle piazze eravamo tutti insieme, e che nessun compagno verrà lasciato solo nel combattere la criminalizzazione di un dissenso che ha ampiamente superato i limiti desiderati dalla questura. A dimostrarlo mercoledì c’era un’aula piena di persone, compagni e partecipanti alle mobilitazioni che non hanno nessuna intenzione di retrocedere di fronte a queste intimidazioni.
Mercoledì 14 ottobre saremo di nuovo in Tribunale per Sara, e fino alla fine di questi mesi di udienze daremo battaglia affinché una misura del genere non possa avere seguito.

Network Antagonista Torinese

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Appuntamento Mercoledì 30 settembre ore 12 in Aula 7 Tribunale di Torino.

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