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La contestazione della Mostra del Cinema di Venezia

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‘il 26 Agosto 1968, a Venezia è in corso la Mostra del Cinema. In Francia l’edizione del festival di Cannes è stata annullata. In Italia un gruppo di autori organizza una contestazione in particolare nei confronti dello Statuto della mostra, risalente al fascismo. Per l’occasione nasce il ‘Comitato di coordinamento per il boicottaggio’, formato da un gruppo di autori, registi e sceneggiatori, la maggior parte dei quali aderente all’Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici). La piattaforma dei contestatori rivendica una sua gestione culturale affidata all’assemblea degli uomini del cinema, spazio per le opere di tutti gli autori, diritto d’ informazione di critici e giornalisti. L’obiettivo è attirare l’attenzione dell’opinione pubblica facendo annullare la giornata d’inaugurazione della Mostra, programmata per il 25 agosto. La risposta del presidente della Biennale, Chiarini, è affidare la questione al questore di Venezia. Il sindaco di Venezia cerca di trattare e convoca i capigruppo del Consiglio Comunale per trovare un compromesso.

Pci e Psiup propongono che il Consiglio Comunale affidi la direzione culturale della Mostra agli autori di cinema, la DC è però contraria. A questo punto, Chiarini ordina la sospensione della mostra e fa sbarrare il palazzo: tutti gli ingressi sono presidiati dalla polizia. Gli autori e i giovani che partecipano alla contestazione si muovono allora in corteo fino alle porte della Mostra. L’Ufficio Stampa della Biennale comunica che l’apertura è prevista per il 27 agosto. Le possibilità sono due: o si dichiara il fallimento della Mostra o si apre alle rivendicazioni del Comitato. Una delegazione di autori sale a discutere. A notte Gregoretti annuncia la “prima grande vittoria”: alle 16 del giorno dopo il Palazzo del Cinema sarebbe stato riaperto agli autori, alle forze politiche democratiche e alla cultura cinematografica, nel piazzale ancora gremito di giovani che premono contro i cordoni della polizia scoppia un grande applauso. Alla sera nel Palazzo si svolge un’assemblea di giornalisti che deve decidere se partecipare alla contestazione. A mezzanotte la polizia entra nella sala che intima ai giornalisti di andarsene. Alle 2 scadeva il termine che era stato dato ai contestatori per un’altra assemblea che si svolgeva dalle 16 nella sala Volpi; la polizia ordina di lasciare la sala. Parte una prima carica e gli studenti universitari cercano di reagire.

La Mostra aprirà infine il 27 agosto, in tono minore, e con una scarsa affluenza di pubblico. La contestazione avrà forti ripercussioni sulla Mostra. Dal 1969 al 1979 la rassegna si tiene, ma non vengono assegnati premi e si torna alla non-competitività della prima edizione. Nel 1973, 1978, 1979 la mostra non si tiene.

Guarda “Zavattini: contestazione al Festival del Cinema di Venezia, 1968“:

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