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Libero Giancarlo Castiglia “Joca”

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Nasce a San Lucido, in provincia di Cosenza, il 4 luglio 1944.

Nel 1955 si trasferisce, con la famiglia, in Brasile Nel 1962 entra in contatto con il segretario generale del Partito Comunista del Brasile, Mauricio Grabois, nella sede del giornale del partito (CLASSE OPERAIA).

L’attività politica inizia con la diffusione del giornale. Entra, dopo poco tempo, ufficialmente nel partito e partecipa attivamente alla vita politica.

Allora lavorava in una officina meccanica

A seguito del colpo di stato del 1964, Libero, assieme ad altri compagni, entra nella clandestinità e combatte contro il regime.

Un gruppo di compagni (maoisti), tra cui Libero, si reca in Cina per effettuare un corso di cultura politica, teorica e militare (guerriglia).

Ritornati in Brasile, vengono inviati nella regione del fiume Araguaia (Parà) con lo scopo di integrarsi con la popolazione locale, organizzare la guerriglia e fare opera di proselitismo alla causa (1970). L’opera di proselitismo ottiene qualche risultato grazie anche al beneplacito (nascosto) della chiesa locale.

Tengono contatti con guerriglieri di altri paesi dell’America Latina (Perù – Bolivia, ecc.)

Scoperti, vengono ricercati dai federali. Combattono per tre anni contro le truppe federale (circa 20.000 uomini).

Tra il 1973 ed il 1975, alcuni vengono fatti prigionieri ma la maggior parte vengono ammazzati.

Joca viene ucciso il 25 dicembre 1973, durante un attacco dell’esercito a un accampamento della guerriglia, però solo nel 1996 si ha la notizia della sua morte.

Guarda “Joca, il ‘Che’ di Calabria che combatté il regime in Brasile“:

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