
Lotte operaie. Sgombero poliziesco all’alba di oggi, venerdì 3 luglio 2026, del picchetto alla Acca di Seano, Prato, azienda di consegna pronto moda in tutta Europa che ha annunciato la chiusura, lasciando a casa 100 lavoratori. Dal 20 giugno è in corso un presidio-picchetto no stop, con Sudd Cobas, per impedire che l’attività continui come nulla fosse, mentre 100 lavoratori –migranti – sono sull’orlo del licenziamento. Una lotta dura, passata anche dal pestaggio di massa di qualche giorno fa, con un nugolo di padroncini arrivati ad hoc a Seano per caricare il picchetto, facendo alcuni feriti persino tra i poliziotti.

Gravissimo episodio di violenza padronale questa mattina a Prato, in via Galcianese, dove il sindacalista del Sudd Cobas Arturo Gambassi è stato brutalmente aggredito durante un picchetto di protesta.

Dal 17 aprile sono in corso gli strike days, una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare e combattere lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici a Prato.

Come racconta l’aggressione dei giorni passati – che segue a numerose altre aggressioni ai danni di lavoratori e lavoratrici in sciopero negli ultimi anni – un sistema predatorio fatto di aggressioni e intimidazioni è estremamente consolidato nel settore.

In quattro giorni, scioperi e picchetti in ventotto fabbriche dello sfruttamento e ventiquattro accordi 8×5 già firmati.

E’ passato più di un mese dall’inizio della Primavera 8×5, la campagna di scioperi che sta riaffermando il diritto a lavorare 40 ore alla settimana e all’applicazione dei CCNL nel distretto tessile e moda pratese, con blitz anche in altri settori fuori regione. In due delle aziende dove i lavoratori hanno conquistato i loro diritti, i padroni stanno volutamente ritardando il pagamento degli stipendi ai lavoratori sindacalizzati dopo il primo mese 8×5.