InfoAut
Immagine di copertina per il post

CASSA DI RESISTENZA – BLOCCHIAMO TUTTO TORINO

IL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA LANCIA LA CASSA DI RESISTENZA 

Chi lotta non è mai sol3!

IL MOVIMENTO “BLOCCHIAMO TUTTO”

Quest’autunno un enorme movimento popolare ha bloccato l’Italia al fianco della resistenza del popolo palestinese, contro il progetto genocida e coloniale del regime israeliano.

Questo movimento ha denunciato con forza la responsabilità del governo Meloni e di tutti i governi occidentali nel sostenere politicamente, militarmente ed economicamente il progetto sionista e ha lottato contro ciò che la guerra globale significa anche nei nostri territori: spese per il riarmo, tagli al welfare e ai servizi, inflazione e impoverimento, repressione e militarizzazione in tutta la società.

IL PROGETTO REPRESSIVO DEL GOVERNO

Consapevoli che il genocidio in Palestina è possibile perché c’è in Occidente un sistema politico ed economico che lo sostiene, in milioni di persone abbiamo scioperato e siamo scesɜ in piazza bloccando porti, autostrade, stazioni ferroviarie, snodi della logistica, andando a colpire proprio i centri nevralgici di quell’economia del genocidio e mettendo per la prima volta in crisi il governo.

Ora, in un contesto di escalation globale, mentre gli occhi del mondo sono spostati altrove e il regime israeliano prosegue il genocidio, nonostante la tanto sbandierata tregua di Trump, polizia e governo vogliono mettere a tacere l’enorme movimento “Blocchiamo Tutto”, reprimendo con modalità differenti le tante anime che hanno partecipato alle mobilitazioni popolari in solidarietà alla Palestina.

LE DIVERSE FORME DELLA REPRESSIONE

Le persone più esposte e ricattabili, perché prive della cittadinanza italiana, arrivano a rischiare l’espulsione dall’Italia e la deportazione.

Il diritto allo sciopero, già fortemente sotto attacco, viene messo in pericolo da sanzioni antisindacali.

La repressione e militarizzazione nelle scuole si fa ancora più pesante, arrivando all’arresto di studenti minorenni.

I blocchi stradali e ferroviari, che hanno rappresentato la pratica fondativa di questo movimento, vengono repressi con denunce per blocco stradale, reato inasprito dal decreto sicurezza fortemente voluto da Salvini, e decine di sanzioni amministrative da migliaia di euro.

LA LOTTA CONTINUA

Questo accanimento, che vorrebbe spaventarci e scoraggiare ulteriori riprese della mobilitazione, non fa altro che confermarci la validità e l’efficacia della pratica dei blocchi, che sono stati la forza di questo movimento.

Una forza capace di colpire direttamente le catene del valore che stanno alla base del genocidio in Palestina e della guerra globale e di far vacillare il governo.

Ora servono risorse per fronteggiare le spese legali, sostenere le persone colpite da questi attacchi ma anche e soprattutto per continuare a lottare a fianco del popolo palestinese e resistere contro la guerra, l’imperialismo e il fascismo.

LA CASSA DI RESISTENZA

È proprio durante questa fase di continui attacchi che emerge più che mai la necessità di concretizzare la nostra solidarietà con chi lotta al nostro fianco, facendo fronte comune.

Ogni contributo può fare la differenza per non lasciare indietro nessunɜ.

A bloccare le stazioni, le autostrade, i luoghi di lavoro c’eravamo tuttɜ, ora abbiamo ancora bisogno di tutta la forza che un movimento popolare può dimostrare.

Sostieni la cassa di resistenza, insieme siamo più forti!

Il denaro raccolto verrà utilizzato per fare fronte alle spese legali e sostenere l3 partecipanti alle mobilitazioni in solidarietà alla Palestina a Torino. Il Coordinamento Torino per Gaza, che ha promosso le mobilitazioni del movimento Blocchiamo tutto a Torino e che organizza questa raccolta fondi, è un’organizzazione informale e quindi non dispone di un proprio conto corrente; l’associazione di promozione sociale La Poderosa, che partecipa al coordinamento, ha messo a disposizione il suo conto bancario per la raccolta.

https://www.produzionidalbasso.com/project/cassa-di-resistenza-blocchiamo-tutto-torino-2

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

blocchiamo tuttocassa di resistenzapalestina

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La guerra tra poveri non è una soluzione. E’ una scelta politica

Mentre procede lo sgombero di Scordovillo, c’è chi prova ancora una volta a costruire il racconto più semplice: mettere gli ultimi contro gli ultimi.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Minorenni in carcere da 6 mesi per i cortei per la Palestina. Una giustizia educativa

Ripubblichiamo le riflessioni del coordinamento cittadino Torino per Gaza in vista del nuovo presidio che si terrà oggi a Torino in solidarietà ai giovani reclusi per aver manifestato in solidarietà alla Palestina.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche

Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Israele spara a Marwan Barghouti in carcere: ferito il “Mandela palestinese”

Una guardia carceraria ha colpito il leader palestinese a una gamba con un proiettile di gomma. La famiglia denuncia l’assenza di cure mediche e una lunga serie di aggressioni. La Lega Araba chiede un’inchiesta internazionale.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: presidio al Tribunale per due minori in carcere da 6 mesi

È iniziato la mattina di lunedì 13 luglio, al Tribunale di Torino, il processo ai danni di cinque attivisti minorenni, di età comprese tra i 16 e i 18 anni, sul banco degli imputati per aver partecipato alle mobilitazioni di massa dello scorso autunno per la Palestina e contro il genocidio per mano israeliana.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: via Garibaldi contro la demolizione del Newroz per costruire un parcheggio

Al telefono con noi un compagno del Comitato di Via Garibaldi di Pisa ci racconta la mobilitazione contro il progetto di demolizione dello spazio sociale antagonista Newroz per la realizzazione di un parcheggio.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Un contributo da Milano per una risposta alla repressione all’altezza delle mobilitazioni dell’autunno scorso e per il rilancio delle lotte sociali

Il tema della repressione e, più in particolare, il rapporto con la controparte, hanno spesso generato difficoltà e incomprensioni all’interno del movimento italiano. Nel tempo, le strategie e le pratiche adottate dalle forze dell’ordine, così come gli strumenti legislativi introdotti dai governi, si sono progressivamente trasformati.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La cronaca della protesta all’arrivo del volo da Tel Aviv a Elmas, dentro e fuori il terminal

Domenica mattina all’aeroporto di Cagliari Elmas è atterrato un volo diretto da Tel Aviv. Il collegamento è una delle novità della stagione estiva dello scalo sardo: una rotta che connette Sardegna e Israele (operata da El Al in partnership con Sun d’Or) e che in tempo di genocidio non passa inosservata. All’esterno del terminal, una manifestazione di protesta a supporto del popolo palestinese – organizzata da Unica per la Palestina, Giovani Palestinesi Sardegna, Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, Associazione Sardegna Palestina e la delegazione sarda della Global Sumud Flotilla – accoglie chiunque esca dall’aeroporto. Il reportage dal terminal di Elmas.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Porti di Resistenza: Bloccare la Macchina da Guerra e l’Economia del Genocidio

La storia ricorderà coloro che hanno bloccato le navi, non coloro che le hanno caricate. Da Genova a Newark-Elizabeth, dalla Calabria al Pireo e oltre, il messaggio risuona forte e chiaro: basta armi, basta carichi di armi.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Dissidenza, repressione politica ed una esagerata idea di libertà. In ricordo ad Ambro, un contributo di amic3 e compagn3

Ambrogio era un ragazzo di 27 anni, arrivato a Torino per gli studi in Filosofia e Storia delle Religioni. Ambro è sempre stato un idealista, attento all3 ultim3, con un grande senso di empatia e gentilezza. Era un anarchico, un testone, un polemico.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

LA COPPA DEL MONDO IN GUERRA

Riprendiamo dal sito Nodo Solidale la traduzione italiana dell’articolo La Coppa del Mondo in guerra, scritto da David Barrios Rodríguez e pubblicato originariamente su Fuera de Lugar/Desinformémonos. Il testo legge il Mondiale 2026 sullo sfondo delle guerre, dei conflitti armati e dei processi di militarizzazione che attraversano molti dei paesi partecipanti, a partire dal Messico, […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio

Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’Albania non è in vendita!

Come gruppo multietnico di giovani e proletari in Italia, e fortemente interconnesso alle prime generazioni, abbiamo sempre sostenuto le lotte nei nostri paesi di origine, quali che siano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’amor mio non muore

È difficile trovare parole quando nemmeno l’animo riesce a raccontare un sentimento come questo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Appello alla mobilitazione: il 2 giugno Pontedera dice no!

Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione.