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Emergenza casa: occupata l’ex asl a Livorno

Gli sfratti si avvicendano giorno dopo giorno (appena ieri ne sono stati eseguiti 3 e due nuclei di questi sono presenti all’interno dell’occupazione), il patrimonio pubblico subisce speculazioni e non viene destinato a scopi sociali (questo edificio, anche se non è da considerarsi come completamente pubblico ne è un esempio conclamato, dato che la privatizzazione dei servizi rappresenta uno snodo decisivo del ritiro dello stato sociale).

Di fronte all’incapacità istituzionale di assorbire le richieste di stato sociale, davanti in pratica ad una paralisi degli organi di governo , inutili nel risolvere le problematiche di migliaia di famiglie oggi ridotte in povertà, prive di lavoro o reddito, tanto da vedere minato un diritto fondamentale come quello all’abitare, noi rispondiamo con l’organizzazione dal basso dei soggetti bisognosi e le pratiche di riappropriazione dei beni di cui questi hanno bisogno.

La casa, dal nostro punto di vista, è un diritto universale, e consideriamo clamorosa l’esistenza di situazioni di privazione in materia di diritto all’abitare: la casa deve essere garantita a chiunque. Considerandolo poi un diritto universale, è impensabile per noi che categorie sociali come i singoli, come le famiglie unipersonali, non ricevano alcun riconoscimento e siano abbandonate a se stesse, dimenticate da ogni sistema di protezione, aggrappate a casuali legami di parentela, alle pensioni dei nonni e dei genitori.

Per questo, in un clima di esasperazione sociale, con migliaia di famiglie sbattute in mezzo di strada, noi scegliamo la via della lotta, della riappropriazione, e scegliamo questo edificio come megafono delle nostre rivendicazioni e come soluzione abitativa per 10 nuclei familiari, allargati e non. Non lasceremo l’edificio a meno che non venga offerta una soluzione alternativa alle famiglie. La nostra rivendicazione è lucida e chiara perché amplificata dal contesto che la ospita.

L’edificio che occupiamo al momento è di proprietà di un ente impegnato a smobilitare il proprio patrimonio per sostenere una speculazione edilizia legata alla riforma del sistema sanitario, riforma di certo peggiorativa per tutti noi. Si inserisce alla perfezione nel clima di ritiro dello stato sociale, che trova, come abbiamo già scritto sopra, un passaggio saliente anche nella privatizzazione dei servizi. La volontà da parte di Asl di monetizzare con la vendita dell’immobile è forte, ma forti sono anche le necessità della gente che si organizza e la volontà di chi sceglie di lottare. La battaglia non è facile ma con l’aiuto della città, di tutti voi che ora leggete, riuscirà a conquistarsi un tetto chi è in emergenza ed a fare discutere, finalmente con la dovuta attenzione, del problema casa, da sempre troppo sopravvalutato. Abbiamo bisogno di tutti voi.

EX CASERMA OCCUPATA

Fonte: Senzasoste

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