InfoAut
Immagine di copertina per il post

Ingiustizia è stata fatta, è un precedente grave

Ci spiega meglio la sentenza?
Cinque persone vanno in carcere, tre con una riduzione minima di qualche mese su una pena di oltre dieci anni. Gli altri cinque sono stati nuovamente rimandati in appello, ma solo per vedere se potranno avvalersi di un’altra riduzione di pena che fa capo alla cosiddetta «suggestione di folla in tumulto».

Quanto potrebbe valere questa attenuante?
Se riconosciuta, può comportare la riduzione di un terzo della pena, ma questo è tutto da vedere.

Potrebbero evitare il carcere?
Ripeto, per saperlo dovremo attendere il responso del nuovo processo di appello.

E nel frattempo sono liberi?
Restano in attesa di giudizio fuori dal carcere.

Com’è andata l’ultima udienza?
La requisitoria del procuratore generale Pietro Gaeta ha chiesto di confermare le sentenze di appello e di rigettare tutti i ricorsi.

Non è stata una sorpresa.
No, fa parte del suo ruolo.

Per chi non è un cassazionista, colpisce che Gaeta sia lo stesso rappresentante per l’accusa del processo contro gli uomini delle forze dell’ordine. Come si spiega?
No, non c’è nulla di strano, può accadere.

Però il risultato è molto diverso.
E’ evidente la sproporzione, in termine di privazione della libertà: chi è stato accusato di danni contro le cose va in galera, chi invece ha torturato delle persone resta libero.

E’ questo l’aspetto più preoccupante della sentenza?
Anche il fatto che per tutti dieci gli imputati sia stato confermato il reato di devastazione e saccheggio. Questo costituisce un precedente grave. Negli ultimi dieci anni questo reato è stato applicato in 11 sentenze. In processi che riguardano fatti di tifoserie allo stadio ma anche manifestazioni politiche come quella dell’11 marzo 2006 in corso Buenos Aires a Milano. Nei 52 anni precedenti della Repubblica solo in dieci sentenze si sono condannati degli imputati per lo stesso reato. E’ evidente che c’è un’accelerazione del ricorso a questa imputazione.

E voi avvocati della difesa come avete cercato di rispondere?
Noi abbiamo opposto l’argomentazione che eventualmente il reato di devastazione e saccheggio non è applicabile in questi casi perché prevederebbe dei danneggiamenti e dei furti in una zona molto più ampia di quella di cui parla l’accusa, ossia alcune specifiche strade di Genova.

Come dire che non si può fare pagare a questi dieci tutto quello che è successo a Genova in quei giorni?
Tanto più se le prove a carico sono fotografie e se si ricorre al ricorso morale. Cioè l’idea per cui basta essere ritratti nei pressi dei disordini per essere considerati complici.

Adesso c’è possibilità di altre azioni legali?
Per i cinque che non devono rifare l’appello no. Finisce così.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

francesco romeosentenza g8

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Referendum: dalla questione della giustizia agli incubi della guerra

Diciamocelo: quella cartina d’Italia con la distribuzione dei “No” e dei “Sì” al referendum di ieri ci ha dato una bella soddisfazione. Ma forse il problema della giustizia ha avuto un’importanza relativa sul risultato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

I Sud si organizzano

Contro la guerra globale e ai nostri territori. Per la costruzione di un orizzonte di possibilità oltre estrattivismo e sfruttamento.
Cosenza – 11 e 12 aprile 2026

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Sul referendum: oltre il voto, per la nostra autonomia.

Sul referendum: oltre il voto, per la nostra autonomia. Come gruppo e nelle nostre cerchie abbiamo votato “NO” convintamente anche se non ci siamo esposti pubblicamente, al contrario del referendum dell’estate scorsa dove – per far emergere il nesso imprescindibile tra cittadinanza e classe. Ma, da quella giornata ai risultati di oggi, vogliamo ordinare alcune riflessioni a caldo, coerentemente col nostro posizionamento ancorato ai bisogni, alle lotte e all’autonomia della nostra gente. Quindi accogliamo con entusiasmo la vittoria del “NO”.

Da Immigrital

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX VIVE IN OGNI CASA OCCUPATA Per un 25 aprile di lotta e opposizione sociale

A ventitré anni dall’assassinio di Dax, continuiamo a ricordarlo non solo come compagno ma come parte viva di un percorso di lotta che attraversa il tempo e si rinnova ogni giorno. Dax vive nelle lotte che continuiamo a portare avanti, nelle case occupate, nelle assemblee, nei quartieri popolari che resistono alla speculazione e all’abbandono. Viviamo […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.