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Roma: alcune riflessioni sul corteo di ieri contro carovita ed economia di guerra

Ripubblichiamo il comunicato di controsapienza e coordinamento studentesco autonomo romano

Ieri mattina il clima a Roma era surreale per giorni non avevano fatto altro che militarizzare sempre di pro la città e cercare di dissuadere le persone dallo scendere in piazza.

Non ci sono riusciti e per tutta la giornata migliaia di giovani hanno attraversato le piazze e le vie chiedendo un futuro migliore. Ieri in piazza non si é scesi per una chiamata di un partito, sindacato o associazione, nella piazza di ieri non vi erano striscioni né bandiere. Ma semplicemente giovani e lavoratrici che si sono rotte il cazzo del carovita e dell’economia di guerra. Si sono rotte il cazzo di vedere le scuole cadere a pezzi di vedere il loro studio all’università per gli sporchi fini delle aziende belliche che hanno le mani sporche di sangue del popolo palestinese, del prezzo della benzina. di salari da fame, affitti alle stelle e di sentire sempre la solita retorica che indica come problema l’immigrato.

Il corteo di ieri é stato vivo, fluido e agile in modo da evitare tutti i vari blocchi che lo stato di polizia ha messo nelle nostre città, evitando più volte la celere centinaia di giovani sono entrate nel Colosseo e poi dopo aver costretto la polizia ad indietreggiare e bloccare la stazione hanno chiesto a gran voce di arrivare a Montecitorio e verso i palazzi del potere. Il corteo dopo numerose ore e deviazioni e stato fermata a largo santa Susanna dalle forze dell’ordine con massiccio utilizzo di manganelli e idrante.

Noi siamo il futuro del paese e non ci fermeremo, siamo giovani e non vogliamo pagare sulla nostra pelle le scelte di politici che non ci rappresentano. Vogliamo essere ascoltate per davvero, ma ogni volta che proviamo a farci sentire la risposta é sempre la repressione.

Ieri é stato solo l’inizio ora sta noi lottare per cambiare questo presente infame in in un futuro migliore.

NOI VOGLIAMO TUTTO. A NOI CI SPETTA TUTTO, NOI CI PRENDEREMO TUTTO.

CI VEDIAMO NELLE SCUOLE, NELLE UNIVERSITA E VENERDI E SABATO

DI NUOVO IN PIAZZA

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