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L’INTIFADA NON SI FERMA NEANCHE IN ESTATE

Assemblea nazionale al Festival Alta Felicità venerdì 26/07/2024 ore 18.00

da Intifada Studentesca – Torino

Prepariamoci a riaprire un autunno di lotte nelle università e nei territori! Alle spalle abbiamo mesi e mesi di cortei, occupazioni, blocchi e boicottaggio a tutte le forme di complicità istituzionale ed economica con lo Stato genocida israeliano, queste mobilitazioni ci hanno dato tanto e sono riuscite a incidere su un piano politico molto alto ma ancora non abbiamo ottenuto una vittoria completa e per farlo pensiamo ci sia bisogno di maggiore coordinamento e organizzazione a livello nazionale. Ragionare di come proseguire deve rappresentare una priorità strategica, andare in profondità facendo lo sforzo di essere pragmatici è il mandato che ci imponiamo in questa fase. Abbiamo tanti spunti su cui ragionare ma c’è bisogno di prendere delle decisioni e portarle fino in fondo, c’è bisogno di incalzare il potere politico e finanziario che sostiene e legittima il sionismo qui a casa nostra per indebolire Israele e ridurre la sua capacità offensiva contro il popolo palestinese. La centralità strategica delle università rimane quella che abbiamo definito all’inizio del nostro percorso quindi è necessario continuare a concentrarsi su questo fronte; come evolvere le pratiche del boicottaggio è sicuramente un tema. Dunque il bisogno è quello di affinare i nostri strumenti e colpire il nemico in maniera più omogenea e laddove può accusare maggiormente il colpo. Lo abbiamo dichiarato fin da subito che la nostra sarebbe stata una lunga lotta e adesso lo riconfermiamo: I giovani in rivolta scrivono la Storia Intifada fino alla Vittoria!

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La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

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