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Il TAR boccia il ricorso sui terreni DOP dell’agricoltore di Carisio (Vercelli) per costruire la stazione elettrica

Abbiamo raccontato in diverse puntate la storia di Andrea, agricoltore di Carisio che vede i suoi terreni oggetto di un progetto di stazione elettrica, il che prevede l’esproprio dei suoi terreni.

Questo si rende sempre più concreto perché nella sentenza del Tar arrivata pochi giorni fa il giudice ha negato la presenza di coltivazione di riso DOP, elemento forte del ricorso di Andrea. La stazione elettrica prevede l’allaccio di 3 mila ettari di parchi fotovoltaici, sempre su terreni agricoli.

Occorre sostenere Andrea nei prossimi passaggi e essere pronti a mobilitarsi al suo fianco!

Qui il video dove racconta gli aggiornamenti della vicenda:

Nelle puntate precedenti avevamo raccontato la sua storia. Il tema della transizione energetica a spese dei territori per le grandi rinnovabili che sfruttano terreni agricoli causando consumo di suolo e esproprio della propria fonte di reddito e del lavoro di intere generazioni di agricoltori era stata oggetto dell’Assemblea Regionale tenutasi l’estate scorsa a Mazzé dal titolo IL DESTINO DELL’AGRICOLTURA E DEL SUOLO IN PIEMONTE: TRA AGRI-FOTOVOLTAICO E NUCLEARE.

Inoltre, il progetto di stazione elettrica è previsto dalla società israeliana Econergy Renewable Energy Ltd che intende investire 29 milioni di euro per realizzare dei campi agrivoltaici tra Cavaglià e Santhià. 

Il progetto, che interessa ben 117 ha di terreni agricoli, avrà una potenza nominale di 47 Mwp e l’energia prodotta sarà immessa nella rete ad Alta Tensione in quel di Carisio, con un cavidotto interrato. 

Abbiamo approfondito gli investimenti israeliani nel territorio italiano tramite progetti da grandi rinnovabili in questa inchiesta: Dossier sugli investimenti israeliani nei progetti di energia rinnovabile in Italia

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