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Nucleare: il governo accelera

Seconda parte de L’inganno nucleare torna in auge: ma quale sovranità energetica?

Sembra che si faccia sul serio. Prima il ministro Pichetto Fratin, alla XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, ad Assolombarda, poi la Presidente del consiglio Meloni durante un question time al Senato: entro l’estate, hanno dichiarato, sarà pronto il quadro normativo che consentirà all’Italia di tornare a investire sulla produzione nucleare in Italia. E il 19 maggio alle dichiarazioni sono seguiti i primi fatti, con l’approvazione da parte delle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera del testo del Ddl preposto, che prevede la valorizzazione delle filiere nazionali ed europee e per i Comuni la possibilità di autocandidarsi a ospitare le centrali.

Il momento, d’altra parte, è particolarmente favorevole a chi si fa promotore di questa promessa: alla crisi climatica ridotta alla sola necessità della transizione energetica senza se e senza ma, si è aggiunta una guerra mondiale a pezzi che sta ridisegnando i rapporti di forza globali, facendo saltare rotte di approvvigionamento dell’energia stabilizzate e dando la possibilità a governi in crisi, come quello italiano, di usare il tema della sovranità e dell’autonomia energetica come argomento forte delle loro politiche e di rilancio elettorale. Un tema che però viene declinato senza che lo stesso governo sia in grado di mettere in campo un piano operativo che vada davvero in questa direzione. Piuttosto, tutto fa pensare che la strada intrapresa vada verso speculazione e processi di finanziarizzazione, a favore di profitti per ben note compagnie energetiche e monopoli.

E così, dalle bollette che arrivano a case e imprese agli scenari internazionali, è l’emergenza la grande categoria giustificativa del nuovo programma nucleare italiano. Per Pichetto Fratin, per esempio, la questione è che senza “nucleare subito” il Paese perderà il treno della competitività, tutto a spese delle nuove generazioni. Ma forse non è solo la coesione sociale la motivazione che anima questo ritorno di fiamma, infatti viene bocciato senza troppe spiegazioni l’emendamento in cui si chiedeva di limitare l’uso nucleare a soli scopi civili. Un’osservazione dell’opposizione che di fatto andrebbe semplicemente ad edulcorare la pillola dato che è urgente decostruire l’argomento del dual use in fase di venti di guerra in quanto evidentemente irrealistico e ipocrita. 

Ci siamo soffermati più volte sul dibattito italiano che pare non voler mai affrontare il reale stato di avanzamento e di implementazione delle tecnologie sbandierate con roboanti slogan (i microreattori, la fusione, nuove tipologie di centrali), o i piani di stoccaggio delle scorie e di decommissioning. Di seguito, proponiamo la trascrizione delle ultime quattro puntate informative su L’inganno nucleare curate da Marco Pezzoni, Umberto Lorini e altri esperti, come il professor Angelo Tartaglia che riprendono alcuni di questi temi. 
Qui ci limitiamo a ribadire che, per quanto ancora poco chiara su tali aspetti, l’accelerazione del governo apre la strada a quegli attori che possono comunque monetizzare tali promesse, per esempio intercettando finanziamenti in ambito energetico a scapito di progetti e modelli come le comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo, che paiono ormai uscire dal discorso mainstream tanto quanto quest’ultimo viene occupato dagli scenari nucleari.

Inganno nucleare: le alternative

Quinta puntata dell’inganno nucleare: il pericolo che torna in Italia malgrado sia stato bocciato da due referendum popolari. In questa puntata si affronta il tema del fabbisogno energetico nazionale e l’apporto che viene dalle energie rinnovabili alternative sia al nucleare che alle fonti fossili.

Inganno nucleare: sicurezza e salute

Sesta puntata dell’Inganno nucleare dedicata ai problemi della sicurezza e della salute, in particolare delle popolazioni residenti vicino ad una centrale nucleare, popolazioni che devono condividere Piani di emergenza e di evacuazione. In questa puntata interviene anche il dott. Andrea Morniroli direttore dell’istituto Ramazzini, il più grande centro di ricerca medico- scientifica indipendente d’Europa, con l’importante Centro ” Cesare Maltoni” di studi sul cancro.

Inganno nucleare: civile e militare

Settima puntata dell’inganno nucleare dedicata all’intreccio nucleare civile e nucleare militare a cominciare dal riprocessamento delle barre di uranio esaurite e portate dall’Italia a Sellafield e a La Hague. Con Elio Pagani si affrontano le questioni delle basi militari di Ghedi ed Aviano usate come deposito di ordigni nucleari di ultima generazione pronti ad essere utilizzati, la presunta rivalità nucleare che diventa conflitto tra Israele e Iran, la decisione della Marina militare italiana di dotarsi di sottomarini a propulsione nucleare.

Inganno nucleare: fissione e fusione

Che differenza c’è tra fissione e fusione? Cosa significa nucleare di quarta generazione? Quali sono i costi delle varie fonti di energia?

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