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Ancora in marcia in Valverde per fermare il Terzo Valico

Cravasco 6 febbraio. Chiudere i cantieri fermare il Terzo Valico: perché i costi, non solo economici, dell’amianto li pagheremo tutti…e perché serve solo a chi lo costruisce.

Centocinquanta persone sabato mattina sono nuovamente scese in strada a Isoverde per chiedere la chiusura dei Cantieri Terzo Valico, con una passeggiata fino al Cantiere di Cravasco, dove è stato organizzato un pranzo di fronte ai cancelli, bloccando l’accesso a tecnici e operai.
Diversi interventi da parte degli attivisti per evidenziare il malaffare e la devastazione che porta l’opera, con la consapevolezza che l’unico mezzo per fermarla è la partecipazione di ognuno.
Dopo il lavoro di vigilanza e costante presidio del territorio, effettuato dai Comitati No Terzo Valico quest’ estate che ha portato alla luce le modalità criminali con cui veniva gestito l’amianto, la determinazione è ancora più forte.

CO.CIV ha sospeso due gare d’ appalto, in ragione del vertiginoso aumento dei costi, per lo smaltimento delle amianto.
Abbiamo ragione di ipotizzare che questa sospensione sia propedeutica ad altre mosse da parte di Co.civ e degli altri “portatori di interesse”, finalizzate comunque a concludere l’Opera ad ogni costo, in attesa che vengano destinate ulteriori risorse economiche pubbliche. Che la questione economica che ruota attorno all’amianto sia cruciale in questo momento è confermato dalla preoccupazione dei 20 Governatori delle Regioni, allarmati per il Decreto del Presidente della Repubblica in via di approvazione che disciplina la gestione delle terre da scavo, e che prevede norme piu’ restrittive in presenza di amianto. L’ Assessore regionale ligure Giampedrone, si preoccupa dell’impatto che tale decreto avrebbe sui costi delle Grandi Opere, Terzo Valico in testa, subordinando la salute dei cittadini alla “priorità” di veder completata l’Opera, con un approccio alla questione che riteniamo totalmente inaccettabile.
Non esistono mediazione possibili per chi ha a cuore il futuro dei nostri territori, l’opera deve essere fermata: i costi sociali ed economici sono troppo elevati, i benefici nulli.

Valverde NoTav

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