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No G7 Ginevra: manifestazione di massa contro i grandi del mondo, la guerra e a sostegno della Palestina

Si è concluso ieri il summit del G7 a Evian, dove tra le altre cose, la preoccupazione europea era incentrata sul riarmo e il sostegno a Kiev mentre Trump annunciava le sue intenzioni di porre fine alla guerra all’Iran. 

La manifestazione contro il summit dei 7 del mondo ha visto una partecipazione di decine di migliaia di persone con una composizione variegata e popolare che ha dimostrato anche grande determinazione. Questo corteo è andato oltre alla semplice contrapposizione al meeting internazionale, parlando dei temi centrali delle mobilitazioni degli ultimi mesi a livello europeo e non solo. 

No alla guerra, al riarmo, la solidarietà alla Palestina e uno sguardo alla difesa dei territori e di chi li abita portando in primo piano le istanze femministe sono stati dunque il cuore della mobilitazione. 

Nonostante una narrazione allarmista già in precedenza e una gestione poliziesca maldestra il corteo è stato per certi versi inedito per un territorio come la Svizzera ma, al contempo, si colloca in maniera lineare nella dinamica che vediamo a livello complessivo. Possiamo infatti registrare un’attivazione generalizzata anche in territori non scontati con un obiettivo comune che sembra tracciare le linee di un movimento nuovo contro la guerra, contro il genocidio in Palestina che sta provando a ritrovarsi e riconoscersi. 

Ne parliamo con Lorenzo compagno che abita a Ginevra

La foto in copertina è di Tristan Wadsworth

da Radio Blackout

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Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

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