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Per Guccio

Guccio è stato per noi uno sprone a ripensare continuamente, criticamente, la lotta No Tav. La sua dedizione disinteressata, appassionata e totale è entrata con irruenza e a pieno titolo nella costruzione di un percorso che lui voleva di rottura, forte, indomabile. La sua tenacia, la sua ricerca entusiasta di una pratica e di un pensiero liberi e autonomi, saranno sempre un esempio di determinazione e coerenza per tutti noi.

Entusiasmo: questa è la parola che ci viene in mente nel ricordarlo, increduli, nelle mille avventure di resistenza contro l’occupazione militare della valle, dove era arrivato dalle occupazioni di case a Milano, dagli spazi autogestiti all’Università, da tutte le forme di lotta che hanno permesso ai compagni di quella metropoli, in questi anni, di conquistare spazi di conflitto sociale, seppellendo vecchi percorsi di passività e compatibilità. Tutti sappiamo che è anche grazie ai suoi sforzi che molto di ciò è stato possibile.

La sua presenza ha portato con sé, in valle, la passione di un ragazzo che non ha risparmiato un istante della sua breve esistenza per riportare al centro dell’attenzione – anche a costo di continui confronti e discussioni aspre – la necessità di non separare mai i bisogni della strategia da quelli della libertà; e lo ricordiamo assetato dei momenti in cui talvolta vediamo cessare la separazione tra gioia e rabbia, tra tempi di lotta e tempi di vita; quei momenti dove la sua vita, le nostre vite, hanno trovato e trovano nello scontro frammenti di immediata liberazione.

Guccio, tutti i rivoluzionari ereditano la purezza della tua esperienza vissuta velocemente, senza tregua e senza ripensamenti – fino all’ultimo respiro. Ti salutiamo con dolore e stupore, permettendoci di dirti che persone come te non dovrebbero mai andarsene. Hai deciso di andartene. La valle porterà per sempre in sé il tuo sguardo denso e il tuo sorriso; ma già ti rimpiange. E noi, con lei, ti rimpiangeremo.

Centro Sociale Askatasuna

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