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Roma: corteo nazionale contro il ddl Bongiorno. “Senza consenso è stupro”

Prosegue la mobilitazione permanente contro il DDL Bongiorno, lanciata il 27 gennaio scorso dai centri antiviolenza, dalle reti e dai movimenti femministi e trasfemministi di tutto il Paese.

In questo quadro, oggi, sabato 28 febbraio, corteo nazionale a Roma, a cui hanno aderito moltissime realtà di movimento, sindacali e della società civile organizzata che, in linea con le istanze della mobilitazione, vedono nell’emendamento presentato dalla leghista Bongiorno a fine gennaio – che abbandona il modello del consenso sostituendolo con quello basato sul “dissenso” – l’ennesimo attacco all’autodeterminazione delle donne e un “salto indietro” pericoloso.
“Il consenso non è una formula astratta da togliere o concedere dall’alto. È una pratica viva, situata, complessa. È ciò che permette alle persone di scegliere, desiderare, dire sì e dire no” – scrive la cooperativa sociale BeFree nell’appello alla mobilitazione, aggiungendo – “Opporsi a questo DDL significa difendere il consenso come strumento di libertà, non come arma di controllo. Significa rifiutare una politica che usa la paura per restringere diritti. Significa affermare che senza consenso non c’è giustizia, e senza autodeterminazione non c’è protezione”.

Su Radio Onda d’Urto, l’intervista realizzata in mattinata a Francesca de Masi, presidente della cooperativa sociale BeFree, tra le realtà promotrici dell’iniziativa

Il concentramento era previsto alle ore 13 in piazza della Repubblica da dove il corteo, diretto in piazza San Giovanni, è partito intorno alle 14,30. In testa al corteo, i centri antiviolenza che si oppongono a questo ddl, chiedendone il ritiro al grido di “senza consenso, è stupro”. La discussione della legge è infatti calendarizzata in Senato l’8 aprile, per poi proseguire il proprio iter alla Camera.
“Con il DdL Bongiorno cade il velo della propaganda del Governo e rimane la guerra alle donne e alle persone trans. – scrive Non Una di Meno Roma – Se la legge sul dissenso dovesse essere approvata significherebbe un salto indietro inaccettabile e pericoloso”.

La corrispondenza dal corteo di Andrea Cegna, in collegamento dallo spezzone di Non Una di Meno

Dal corteo, l’intervista a Simona di Lucha Y Siesta

In questo quadro, e per rilanciare sia il corteo di oggi contro il cosiddetto ddl stupri, sia la sua stretta connessione con l’imminente mobilitazione e sciopero transfemminista globale dell’8 e 9 marzo, Non Una di Meno Milano ha chiamato questa mattina una conferenza stampa partecipata: “. “Il Bongiorno si vede dal consenso” – hanno scritto le compagnə del nodo milanese – perché non vogliamo essere uccis3 o violentat3, ma nemmeno sottopagat3, insultat3, licenziat3 per un sì o per un no”.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Chiara di Non Una di Meno Milano

da Radio Onda d’Urto

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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