
“Silenzio stampa”: una video-inchiesta di Restiamo Umani media
E’ appena uscita la video-inchiesta realizzata da Restiamo Umani che ha l’obiettivo di squarciare il velo sulla complicità delle istituzioni in relazione a certe frange del sionismo militante. A partire dalle testimonianza di chi ha subito le aggressioni di matrice sionista negli scorsi mesi a Roma nasce un’inchiesta.
Di seguito ripubblichiamo il video e il testo che lo accompagna invitando alla massima diffusione.
Inchiesta sulle aggressioni squadriste di matrice sionista a Roma. Quando il silenzio comincia a fare troppo rumore, nessuno può più permettersi di ignorarlo. Dopo i gravissimi fatti del 25 Aprile 2026, abbiamo deciso di documentare un clima di violenza sistematica che mira a colpire e intimidire chi si mobilita nelle strade della nostra città. Questa inchiesta nasce per squarciare il velo sulla complicità delle istituzioni e sull’impunità di cui godono certe frange del sionismo militante, troppo spesso protette da una narrazione mediatica parziale e omertosa che ha finito per legittimarne l’azione. Lo faremo attraverso la voce di chi ha subito queste violenze sulla propria pelle: testimonianze preziose di chi ha scelto di non piegarsi alla paura. In un contesto di silenzio stampa pressoché totale, questo lavoro frutto di una mobilitazione indipendente si pone un obiettivo chiaro: trasformare quel silenzio in un grido di verità che sia, finalmente, impossibile da ignorare.
Dal sito del collettivo si legge:
“Siamo un collettivo indipendente. Operiamo in totale autonomia da gruppi di potere, logiche di partito o interessi commerciali, con un obiettivo chiaro: indagare i conflitti del nostro tempo, ribaltare le narrazioni tossiche del discorso dominante e far emergere la verità a partire dall’evidenza dei fatti. Questo spazio nasce per essere un archivio aperto di verità e un punto di riferimento per chi crede che un’informazione libera, rigorosa e conflittuale sia il primo, fondamentale atto di resistenza.
Non servono grandi mezzi, budget elevati o team di esperti/e, bastano solo la necessità e la volontà di farlo. La volontà di non rassegnarsi all’immobilismo e all’omertà, di non restare indifferenti, di non delegare la possibilità di raccontare la verità. Perché alzare la voce è il nostro modo per dire che noi RESTIAMO UMANI.”
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