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Morte algoritmica

E’ morto domenica sera a Torino, mentre lavorava come fattorino per Deliveroo, Adnan Salah Elsayed a 32 anni. L’ennesimo omicidio sul lavoro nella guerra di classe condotta dall’alto verso il basso nel nostro paese in cui la vita dei lavoratori e delle lavoratrici è di fatto la variabile che deve essere sempre più compressa per permettere il profitto.

L’agghiacciante storia di Adnan non è molto diversa da tante altre morti sul luogo di lavoro, ma solleva questioni importanti rispetto all’organizzazione del lavoro in occidente e nel nostro paese.

Adnan è morto in sella alla sua bicicletta elettrica mentre tornava da una consegna a domicilio in una ripida e stretta strada della collina torinese. Non ancora chiara la dinamica, ma è sicuramente uscito di strada con uno schianto fatale. Secondo le ricostruzioni fornite dai giornali, sarebbe rimasto esanime al limitare della boscaglia dalle 18 alle 23, con la sua bicicletta sfasciata in bella vista a bordo strada. Non ci è dato sapere quante persone siano passate in quelle ore e abbiano superato la scena senza fermarsi a controllare, fatto sta che alla fine qualcuno si è accostato e ne ha scoperto il corpo.

Sempre le cronache giornalistiche ci raccontano di come il lavoro da fattorino fosse un ripiego e che Adnan avesse una formazione solida e la volontà di lavorare con la fotografia.

Questo è un primo dato da analizzare, nella massa di operai dell’algoritmo quanti se lo sono scelto come impiego perché flessibile e consono alle loro vite smart? Praticamente nessuno, è uno dei peggiori lavori che si possano fare, ad altissimo sfruttamento in cui il mezzo di lavoro è a carico, e la dinamica è quasi sempre a cottimo, spingendo i ritmi oltre il sopportabile dall’organismo umano. La paga è ovviamente misera e la gratificazione di girare come trottole nella metropoli in solitudine trattati come schiavi da ristoranti e pigri clienti è nulla.

Qui sta il secondo punto,Adnan è morto perché doveva consegnare della merce ad un probabile pigro cliente della collina torinese che attraverso una app anonima lo ha chiamato alla crono-scalata per un motivo al 99% assolutamente inutile. Il lavoro è sempre pericoloso e sempre usurante e questo è fra i motivi di base per cui bisognerebbe uscire dal sistema capitalista e sviluppare le libere capacità dell’individuo. Ma il modo di produzione capitalista in Occidente ha raggiunto un livello di vampirismo per l’estrazione di valore dal lavoro vivo; fuori da ogni logica di buon senso o utilità sociale minima delle mansioni svolte.

Farsi consegnare cibo spazzatura e merci al 90% superflue sulla soglia di casa è diventato un modo di vivere diffuso anche e soprattutto fra i proletari; è strutturale che per accedere ad una merce di consumo ludico o alimentare, si possa costringere un operaio, molto probabilmente nelle condizioni sociali simili a chi fa l’ordine, a rischiare la vita e a faticare su di una bici.

La morte di Adnan è solo l’ennesimo episodio che ci segnala quanto il modello capitalista occidentale e americanizzato sia marcio e ci deve interrogare profondamente sulle condizioni di omologazione e individualismo apatico che crea. Non lasciamoci trascinare a fondo.

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pubblicato il in Sfruttamentodi redazioneTag correlati:

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