InfoAut
Immagine di copertina per il post

Casale Monferrato, La cattura della Banda Tom

||||
||||

All’alba del 15 gennaio ’45 Casale Monferrato fu svegliata da un barbaro spettacolo: 13 uomini, venivano spinti, incatenati e con i piedi nudi esposti al rigido inverno, tra le vessazioni, le botte e gli insulti dei loro aguzzini, verso la cittadella militare, ove avrebbero subito un sommario processo e l’immediata fucilazione. Al collo di uno di loro un cartello recava una scritta: ‘ecco i leoni di Tom’.

LA banda Tom fu una formazione partigiana attiva nel monferrato dal ’43 fino al ’45. Il nucleo si dotò di moschetti e pistole sottratti a carabinieri. Pochi mezzi, ma tanta determinazione. Agivano con interventi improvvisi, ripetuti in più luoghi, fra i comuni di Rosignano Monferrato, Casorzo, Grazzano, Vignale, Altavilla, Sala, Ottiglio, Cellamonte, sulle strade provinciali per Alessandria e Valenza, interropendo importanti linee di rifornimento nemiche.

La formazione non ricevette lanci dagli Alleati, non fu raggiunta e sostenuta da missioni inglesi. Dovette autorganizzarsi ed autogestirsi. Con gli attacchi alle pattuglie tedesche e fasciste si acquisivano armi e munizioni, si destabilizzava il crescente raccordo fra SS, i soldati della Brigata Nera, la G.N.R. Era guidata da Giuseppe Olearo, detto Tom, nato a Ozzano Monferrato appena ventiquattro anni prima. Gli avvenimenti che portarono alla loro cattura ci insegnano una volta di più il coraggio, la gioia e il sacrificio di tanti giovani ragazzi che hanno combattuto come partigiani e dall’altra parte la codardia, la violenza e la brutalità di chi prestò la propria opera alla perpetuazione del regime fascista.

La cattura della banda Tom divenne presto una questione prioritaria per i nazifascisti: per raggiungere questo scopo arrestarono la madre di Tom. I combattenti organizzarono due diverse azioni per la liberare la donna che purtroppo fallirono entrambe. Durante una di queste Antonio Olearo rimase ferito scoprendosi per salvare un compagno. LA notte del 14 gennaio, un gruppo scelto della banda, attaccò le stalle dove erano tenuti i cavalli personali del comandante della G.n.r.: sottrassero gli animali e si rifugiarono in una cascina nei pressi di Casorzo. Oltre ad Olearo, ne facevano parte Giuseppe Augino, 22 anni, di Enna, Alessio Boccalatte, 20 anni, partigiano della Brigata Garibaldi Piacibello, Aldo Cantarello, 19 anni, di San Michele Alessandria, Luigi Cassina detto Ginetto o Tarzan, 25 anni, di Casale Monferrato, Giovanni Cavoli detto Dinamite, 34 anni, di Solero, Albert Harbyohire Harry (ufficiale della RAF), 31 anni, Giuseppe Maugeri, 23 anni, di Siracusa, Remo Peracchio, 21 anni, di Montemagno, Boris Portieri, 17 anni, di Genova, Giuseppe Raschio, 21 anni, di San Michele Alessandria, Luigi Santambrogio detto Gigi, 17 anni, di Casale Monferrato e Carlo Serretta detto Scugnizzo, 17 anni, partigiano della Brigata Garibaldi Piacibello. Vennero svegliati nel sonno, incatenati l’uno all’altro e privati delle scarpe gli fecero percorrere dieci chilometri a piedi nudi sulla neve per arrivare a Casale. Possiamo solo immagginare il freddo di quel mattino, unito alla ferocia dei militari fascisti, ma chi vide passare quei ragazzi, mentre venivano costretti a sfilare sempre scalzi per il centro di Casale, testimonia di sguardi ancora fieri, non piegati dalla violenza di quel nemico che da lì a poco li avrebbe passati per le armi. Incarcerato per poche ore, Antonio Olearo chiese di poter vedere per l’ultima volta la madre, detenuta a poche celle di distanza. Nemmeno questo gli fu concesso.

Sul selciato del poligono di tiro, all’interno della Cittadella di Casale, i cadaveri dei tredici partigiani rimasero due giorni insepolti nella neve sorvegliati dai soldati per impedire ai familiari di celebrarne i funerali.

Guarda “La storia dei Partigiani della banda Tom“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Accadeva Oggi

  1. 1900

    Immagine di copertina per il post

    L’ultima rapina di Butch Cassidy e Sundance Kid

    19 settembre 1900 Robert LeRoy Parker, noto anche con lo pseudonimo di Butch Cassidy, il carismatico capo del “Mucchio Selvaggio”, è nato a Beaver il 13 aprile 1866 ed è stato uno dei più famosi banditi del West. Quando Robert aveva otto anni, la sua famiglia possedeva un grande ranch fuori da Circleville, nello Utah. Qui, divenne un […]

  2. 1943

    Immagine di copertina per il post

    L’eccidio di Boves

    Negli anni Quaranta Boves è una cittadina pre montana, in provincia di Cuneo, di circa diecimila abitanti, dediti per lo più ad un allevamento e all’agricoltura di sostentamento, che spesso sono costretti ad emigrare, anche solo stagionalmente. Le guerre, lunghe e faticose, che si sono susseguite, hanno mietuto numerose vittime: trecento sono i morti tra […]

  3. 1952

    Immagine di copertina per il post

    Charlie Chaplin il comunista

    Charles Chaplin nasce il 16 aprile del 1889 in un sobborgo di Londra. La madre, Hannah, è una modesta attrice di teatro costretta, anche perchè abbandonata dal marito a portare con sé il piccolo Charlie durante le sue esibizioni artistiche. Viste le difficoltà economiche in cui si arrabatta la madre, Charlie e suo fratello Sidney, […]