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Genova, oltre un migliaio contro il convegno di Forza Nuova

Una cinquantina i fascisti presenti al “maxi-convegno” nonostante le chiamate oltralpe. Tutti arrivati in auto alla spicciolata scortati dalla digos. Per loro sono state predisposte imponenti, come poche altre volte, misure di sicurezza messe in atto dalla questura: oltre 300 gli agenti tra polizia e carabinieri a chiusura totale del convegno situato in zona Sturla costruendone una vera e propria zona rossa dalle 8.00 di questa mattina fino a tarda serata. Oltre gli agenti a chiudere le vie camionette e cancellate mobili fatte arrivare appositamente per l’occasione da fuori Genova. Strade chiuse, traffico bloccato, mezzi pubblici deviati ed una città spezzata in due scatenando non certo le simpatie dei residenti.

Ma per Fiore e soci la settimana non era iniziata bene. Infatti, oltre essere stati definiti “ospiti non graditi” dal sindaco Doria, non è stata data loro ospitalità da alcun albergo, addirittura l’unico ad averla concessa ha restituito loro i soldi. Ed ecco che per correre ai ripari hanno dovuto far uso della propria sede nel quartiere Sturla, rinchiudendosi come sempre.

A partecipare all’imponente manifestazione antifascista, oltre il sindaco ed alcune istituzioni locali, ANPI, metalmeccanici, lavoratori portuali e diverse associazioni cittadine. Ad aprire il corteo un enorme striscione con scritto: Genova non dimentica – Ora e sempre resistenza

Momenti di tensione si sono registrati quando il corteo ha raggiunto l’ingresso della zona rossa dove ad attenderlo c’era l’imponente schieramento delle forze di polizia. Diversi presenti al corteo avrebbero voluto continuare, ma la risposta della polizia non si è fatta attendere con una carica che però non ha prodotto né fermi né feriti. Il corteo è poi proseguito ricompattandosi senza ulteriori incidenti.

Se l’obiettivo della giornata era ridurre un presunto “convegno europeo” ad una riunione tra amici in un sottoscala, la forte presenza degli antifascisti genovesi l’ha reso possibile, mandando un segnale forte e chiaro su quanto in città sia sgradita la presenza di fascisti e xenofobi vari.

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