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Paesi Baschi, 26/27/28 Febbraio – Forum To Fight – Contro l’istruzione capitalista

Il 2015 ha rappresentato un nuovo punto di svolta nella privatizzazione dei servizi sociali e, in particolare, dell’istruzione universitaria. L’Unione Europea sta elaborando con gli Stati Uniti il trattato TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti), per permettere alle élite economiche di accumulare sempre più capitale e di appropriarsi dei beni pubblici. Per quanto riguarda l’istruzione, puntano a privatizzare l’istruzione pubblica ed accantonarla a favore degli interessi commerciali. Oltre al TTIP, dobbiamo ricordare anche il trattato TISA (Trade in Services Agreement), che persegue gli stessi obiettivi.

Gli interessi che hanno mosso questi trattati vogliono ingrossare ancora di più il guadagno nelle tasche delle élite economiche, mentre i giovani e gli studenti sono condannati sempre più ad un’esistenza di insicurezza sociale e lavorativa. Le riforme neoliberali del sistema educativo europeo sono lontane dall’essere concluse e, nonostante ogni Stato membro dell’Unione Europea abbia un suo metodo per applicarle, è evidente che ogni università stia seguendo lo stesso tracciato. Per questo motivo, prevediamo che esse debbano affrontare simili conseguenze.

Lo Stato Spagnolo, in quanto membro dell’Unione Europea, obbedisce agli interessi neoliberali ordinati dall’UE e, di conseguenza, non è esente dalla sete di potere degli ambienti del grande business e dalla loro volontà di deregolamentare il mercato. Perciò, il governo spagnolo si sta muovendo per portare a termine la “Estrategia Universitaria 2015”, con la scusa di “modernizzare le università per contribuire al progresso socio-economico spagnolo”. Nonostante ciò, gli studenti delle nazioni oppresse dallo Stato Spagnolo sono consapevoli che, ancora una volta, l’élite politica ed economica dello Stato stanno prendendo decisioni importanti per il nostro futuro. Riteniamo che la natura di ciascuna delle nostre nazioni sia volontariamente ignorata e che la struttura decisionale sia tenuta lontana dalle nostre realtà locali.

Principi base di convergenza:

Nel porre questo invito alle organizzazioni giovanili e studentesche d’Europa, gli studenti oppressi dallo Stato Spagnolo hanno identificato alcuni principi basilari, che crediamo debbano essere condivisi da ogni realtà interessata a partecipare. Stabiliamo questi principi con la convinzione che, se veramente vogliamo rivoluzionare il modello universitario europeo, sia inevitabile concordare su questi punti, che noi consideriamo fondamentali per realizzare un’università pubblica, democratica e popolare.

1) Volontà di rottura rispetto alle politiche neoliberali provenienti dall’UE

Come abbiamo già spiegato, crediamo che l’Unione Europea stia realizzando delle politiche che incoraggiano la privatizzazione dei servizi pubblici, firmando per esempio i trattati TISA e TTIP. La volontà di rottura con tali politiche non implica l’intenzione di uscire dall’Europa, ma piuttosto la volontà di un cambiamento radicale nelle politiche socioeconomiche e, in particolare, nelle politiche europee relative all’istruzione.

2) Rivendicazione del diritto di auto-determinazione

Ci riferiamo ad un’auto-determinazione totale, ossia tanto all’auto-determinazione delle persone di scegliere il proprio modello di università, quanto al tempo stesso all’auto-determinazione di scegliere se una nazione possa avere un proprio Stato, che si occupi delle sue realtà e delle sue richieste sociali. Riteniamo, dunque, imprescindibile che la struttura decisionale sia il più vicina possibile alle realtà locali.

3) Rivendicazione di uguali opportunità per le persone di ogni genere

Considerata la privatizzazione sistematica delle università pubbliche d’Europa, pensiamo che i nuovi lavoratori che entrano nel mondo professionale siano sempre meno qualificati e, di conseguenza, si rassegnino facilmente ad accettare per sempre condizioni lavorative di totale povertà. In tale situazione, ci sembra che le giovani donne siano coloro che soffrono più di tutti questa precarietà ed è per questo che pretendiamo non solo un miglioramento per tutte e tutti della qualità dell’università, ma anche, in particolare, una garanzia per le donne di ingresso nel mondo professionale.

Proposta: 

Considerata la minaccia, gli studenti delle nazioni oppresse dallo Stato Spagnolo sentono il bisogno urgente di lanciare un appello agli studenti europei ed organizzare un forum studentesco. Siamo certi che, lavorando insieme, saremo in grado di portare ad un livello successivo la nostra lotta contro le riforme neoliberali provenienti dall’UE.

Per questo motivo, vorremmo invitare le organizzazione studentesche d’Europa nei Paesi Baschi il 26, 27 e 28 febbraio 2016, nella prospettiva di creare un terreno comune per opporsi alle nuove riforme, per contestare l’attuale modello universitario e per rivendicare il modello universitario per cui lottiamo. Poste queste basi, ciascuna delle organizzazioni si prenderà la responsabilità di diffondere nei propri territori le conclusioni di questo Forum. Crediamo perciò che ogni organizzazione arricchirà il Forum con la propria partecipazione, poiché ogni realtà contribuirà ad ampliare la portata dell’iniziativa; d’altra parte, il Forum contribuirà all’attività di ciascuna organizzazione, in quanto darà alle sue lotte supporto e legittimità internazionali. Vale a dire che le lotte internazionali si radicano nelle realtà locali e, al tempo stesso, le realtà locali sono rafforzate dalle lotte internazionali.

Principali obiettivi:

Con l’arrivo di tutte queste organizzazioni nei Paesi Baschi, nostro maggiore obiettivo sarà discutere e coordinare le nostro attuali lotte contro gli attacchi della politica neoliberale. Parleremo di cosa sta avvenendo in Europa, ad esempio delle misure di austerità che, influenzando le condizioni giovanili di vita e di studio, ci stanno conducendo verso un fosco futuro di disoccupazione e precarietà. Costruiremo un comune discorso anticapitalista, che metta in discussione il modello universitario imposta dalle varie riforme.

Cercheremo inoltre di raggiungere un accordo rispetto a delle lotte costruttive, ossia ci occuperemo della necessità di proporre noi stessi dei modelli formativi, di essere in grado di costruire alternative e di trovare idee e soluzioni che ci conducano fuori da questa crisi economica, politica e sociale. Tenteremo quindi di definire al meglio le caratteristiche del modello di università che chiediamo e per cui lottiamo ogni giorno. Questo significa che, invece di costruire un semplice network di solidarietà internazionale, cercheremo di capire quali sono gli elementi di forza per agire insieme: sia contro le riforme e i trattati più prossimi, sia contro quelli futuri, in quanto prevediamo che gli attacchi all’istruzione pubblica non cesseranno.

Uno sguardo al futuro:

Fra poco sarà il 50° anniversario del Maggio ’68, data emblematica della lotta studentesca. Considerato il particolare contesto con cui ci andiamo a interfacciare nel prossimo decennio, pensiamo ci siano concrete possibilità che gli studenti europei riescano a porsi come guida delle rivendicazioni sociali e studentesche.

Il Forum studentesco europeo, che organizzeremo in data 26, 27 e 28 febbraio 2016, può fungere così da pietra angolare delle azioni che d’ora in poi condurremo insieme. Prevediamo inoltre che, oltre a stabilire un network di solidarietà internazionale, questa struttura potrà ottenere maggiore solidità con l’organizzazione di ulteriori Forum studenteschi o, addirittura, con la firma di un nuovo manifesto studentesco europeo.

Per ulteriori info:

FB: Forum To Fight

forumtofight.org

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