InfoAut
Immagine di copertina per il post

Perchè il 30 marzo a Niscemi ?

Sono tanti i motivi per cui andare a Niscemi a manifestare la propia opposizione alle mega-antenne della vergogna; e in realtà sono ormai – grazie alle capacità comunicative del movimento – più o meno a conoscenza di tutti: la lotta per l’ambiente e la salute ovviamente in primis. È infatti stato necessario un lavoro tenace e determinato (del movimento e dei tecnici) ma profiquo per rompere il muro di silenzio che da anni circonda la questione dell’inquinamento elettromagnetico e delle sue conseguenze sulle persone. Ma opporsi al Muos vuole anche dire opporsi alla guerra e agli interessi economici e di potere sottesi ad essa: l’impianto Muos è infatti funzionale alle operazioni a lungo raggio dell’esercito americano e quindi ai suoi interessi strategici nel Mediterraneo (e non solo). Combattere queste antenne per riaffermare, con la determinazione resistente di questi mesi, il rifiuto di guerra e nuovi colonialismi, dunque. E infine – ma non meno importante – sentirsi NoMuos vuol dire oggi combattere per il diritto all’autodeterminazione : il diritto cioè, per le popolazioni, di poter decidere sul proprio territorio cosa serve e cosa no, cosa ha utilità collettiva e cosa invece proprio no.
Riaffermare questi diritti, di enorme portata e valore, passa però attraverso la costruzione di nuovi rapporti di forza sul territorio; un potenziale di movimento capace di esercitare pressione, attacco e resistenza alle mosse della controparte. Solo un movimento popolare, può dare gambe a questo potenziale.
Parlare di resistenza popolare, movimento popolare, vuol dire immaginare composizioni ricche e trasversali, multigenerazionali, eterogenee. Vuol dire lavorare per avere fianco a fianco nelle mobilitazioni giovani, donne, anziani, bambini, uomini magari divisi su altre cose ma con un comune obiettivo: vincere contro il nemico, in questo caso impedire la costruzione del Muos! Una forma quindi inclusiva e con un progetto; che sia espressione sincera del territorio in lotta e non di dinamiche politiciste, sempra brave a riciclarsi in questi contesti ma che alla lunga incacreniscono ogni corpo che si inizia a muovere resistendo. Sono quelle espressione di segmentazione e strumentalizzazioni, figlie dei settarismi volti alla sconfitta. Un movimento popolare si costruisce attorno ad un’idea chiara (più o meno a lungo termine,vincere) e a pratiche di lotta e a forme organizzative capaci di far esprimere le istanze del territorio resistente: Niscemi in questo caso, la Val Susa in un altro; mai attorno alla formazione di “burocrazie” sindacali che si fanno portatrici di presunti interessi generali indotti. Forme organizzative nuove e di democrazia reale; ma anche pratiche condivise autodeterminate. In questo serve essere chiari: una comunità è resistente quando rifiuta a priori ogni classificazione imposta dalla controparte (Stato, giornali, tv). Un movimento popolare è tale quando non giudica le proprie pratiche attraverso i binomi buone/cattive, violente/non violente, legali/illegali. Il criterio unico deve invece essere quello dell’avanzamento, della crescita del movimento e che l’orizzonte di chiunque se ne sente parte è sempre quello della legittimità delle scelte e delle azioni, all’interno e all’esterno delle assemblee. In altre parole, le mobilitazioni popolari non sono tali se subiscono eroi individuali che agiscono da se senza rispondere a nessuno o pompieri che non sanno far altro che alimentare paure e impedire ogni passo in avanti alla massa. Il movimento Notav ci insegna che il potenziale di una resistenza popolare in quanto forza collettiva si misura nella capacità di intercettare ed assumere le istanze di un gran numero di persone, ed indirizzarle in questa o quell’altra forma o pratica. È un lungo e minuzioso lavoro che però deve mettere al centro l’idea di una “contaminazione al rialzo” tra le persone, i soggetti e le diversità interne affinchè ogni passaggio di avanzamento sia non di pochi ma di tutto il movimento.
In questo scenario pensiamo che il Presidio permanente di contrada Ulmo a Niscemi sia centrale come lo sono stati i presidi permanenti nella lotta contro la tav in Val di Susa, luoghi di socializzazione ed elaborazione collettiva, di immediata opposizione e di organizzazione dei blocchi. Un luogo da cui partire per costruire quella soggettività NoMuos che sappia affrontare i prossimi mesi che saranno sicuramente i più duri ma anche i più interessanti per chi ha come obiettivo l’opposizione vincente e non di testimonianza alla devastazione del territorio Niscemese.
Per questo andiamo a niscemi: per contribuire alla costruzione di un vero movimento popolare.
Difendiamo il nostro futuro!
Infoaut Palermo

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

nisceminomuospresidio

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Reddito del merito? Occhiuto: non idoneo. Torna al prossimo appello

Il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha presentato la sua proposta di reddito di “merito”: un contributo economico mensile destinato alle studentesse che manterranno una media dal 27 al 30. Una misura che si presenta come riparativa nei confronti dell’emigrazione giovanile, ma che in realtà non fa altro che aumentare competizione e disuguaglianze.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marrone e ATC: edilizia popolare, sgomberi e non assegnazioni

L’emergenza abitativa nella città di Torino è risaputo che sia un problema che non viene affrontato in maniera strutturale ma che ben si presta a passerelle elettorali, caso emblematico è quello di Maurizio Marrone.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Fuori e contro. Lotte del margine o campo largo.

In un contesto fortemente influenzato dalla guerra e dalle politiche governative di riarmo che sottraggono risorse al sociale, le condizioni materiali di vita di una crescente fetta della popolazione sono in peggioramento, tra rincari e carenze strutturali del welfare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Da Cosenza, dai Sud, una nuova sfida comune

A Cosenza abbiamo dato vita a due giorni di discussione e confronto importanti, dando seguito al percorso collettivo iniziato a Messina negli scorsi mesi e facendo insieme un ulteriore passo in avanti. Eravamo in tante, da ogni parte dei sud.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

25 Aprile in ogni città

Una raccolta di indizioni delle giornate di mobilitazione che in tutto il Paese vedranno iniziative e manifestazioni per il 25 aprile: il tema è la contrapposizione alla guerra, alla crisi energetica ed economica, per unirsi dal basso e organizzarsi a partire dai territori.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Referendum: dalla questione della giustizia agli incubi della guerra

Diciamocelo: quella cartina d’Italia con la distribuzione dei “No” e dei “Sì” al referendum di ieri ci ha dato una bella soddisfazione. Ma forse il problema della giustizia ha avuto un’importanza relativa sul risultato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

I Sud si organizzano

Contro la guerra globale e ai nostri territori. Per la costruzione di un orizzonte di possibilità oltre estrattivismo e sfruttamento.
Cosenza – 11 e 12 aprile 2026

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Sul referendum: oltre il voto, per la nostra autonomia.

Sul referendum: oltre il voto, per la nostra autonomia. Come gruppo e nelle nostre cerchie abbiamo votato “NO” convintamente anche se non ci siamo esposti pubblicamente, al contrario del referendum dell’estate scorsa dove – per far emergere il nesso imprescindibile tra cittadinanza e classe. Ma, da quella giornata ai risultati di oggi, vogliamo ordinare alcune riflessioni a caldo, coerentemente col nostro posizionamento ancorato ai bisogni, alle lotte e all’autonomia della nostra gente. Quindi accogliamo con entusiasmo la vittoria del “NO”.

Da Immigrital

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX VIVE IN OGNI CASA OCCUPATA Per un 25 aprile di lotta e opposizione sociale

A ventitré anni dall’assassinio di Dax, continuiamo a ricordarlo non solo come compagno ma come parte viva di un percorso di lotta che attraversa il tempo e si rinnova ogni giorno. Dax vive nelle lotte che continuiamo a portare avanti, nelle case occupate, nelle assemblee, nei quartieri popolari che resistono alla speculazione e all’abbandono. Viviamo […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

28 marzo a Niscemi: liberiamo i territori dalla guerra

Il 28 marzo alle ore 15 torniamo a scendere in piazza a Niscemi (CL), la città del MUOS, per dire con forza no alla guerra e all’uso delle basi militari statunitensi in Italia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Niscemi non cade

La parola ai niscemesi

Immagine di copertina per il post
Formazione

Inaugurazione anno accademico di Torino: finanziamenti alle università, non alle armi

Lunedì 17 marzo l’Università di Torino celebrerà in mattinata la cerimonia di inaugurazione del suo anno accademico, cerimonia a cui è stato invitato come “ospite di riguardo convocato per l’occasione” Enrico Letta.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Giù le mani dalla nostra terra! Assemblea e passeggiata verso San Giuliano

Questa sera si è svolta a Susa una partecipata assemblea No Tav, chiamata dal Movimento nelle ore centrali della giornata per iniziare a dare una prima risposta collettiva allo sgombero del presidio di San Giuliano avvenuto nella scorsa notte.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Genova: comitati No Rigassificatore in presidio al Consiglio Regionale

Questa mattina, lunedì 25 settembre, partecipato e rumoroso presidio davanti alla sede della Regione in via Fieschi a Genova dove è in programma il Consiglio Regionale monotematico sulla questione del rigassificatore.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Muos: tre giorni di lotta contro la guerra in contrada Ulmo

Anche quest’anno in movimento no muos ha attraversato i territori della sughereta di Niscemi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Campeggio NO MUOS dal 4 al 6 agosto a Niscemi

Il campeggio NoMuos si svolgerà dal 4 al 6 agosto in Contra Ulmo, al terreno NoMuos.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Firenze: presidio davanti a “Regione Toscana” in occasione del tavolo convocato sulla vertenza per MondoConvenienza

Presidio, davanti la sede della Regione Toscana a Firenze, per facchini e autisti della Rl2, società affidataria dei servizi in appalto di Mondo convenienza, che da quasi un mese sono in sciopero.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

MUOS: per il TAR è illegittimo ma il tribunale di Gela condanna il movimento

Il TAR di Palermo ha stabilito che l’impianto militare statunitense MUOS realizzato in una riserva orientata in territorio di Niscemi è stato costruito in violazione con le norme edilizie.