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Ancora su Jarablus e sulla resistenza curda contro Turchia e ISIS

Minbij era una città fondamentale per i rapporti tra lo Stato turco e ISIS, una città di confine vitale utilizzata per fare passare i militanti ISIS in Siria e per rifornirli di attrezzature. Tutto ciò era ben noto ai governi di tutto il mondo da un lungo periodo di tempo, ma quando si è affrontata nella pratica la questione della liberazione di Minbij da parte delle YPG e delle forze democratiche siriane, la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha mosso a stento le palpebre. Questa ha invece costantemente spinto le YPG a muoversi verso Raqqa, mostrando il proprio compromesso tra il mantenere i rapporti con lo Stato turco e condurre una lotta efficace contro ISIS.

La coalizione non ha preso in considerazione il fatto che distruggere Raqqa senza affrontare le radici del suo successo (cioè il confine con la Turchia e le relazioni tra questa e l’ISIS) non risolverà il problema; essi hanno così rivelato la loro non-comprensione di questa guerra, così come della situazione in Medio Oriente, e quindi di come creare efficacemente la pace e la soddisfazione per le persone come individui e per la società nel suo complesso. Non ha preso in considerazione che uccidendo i terroristi non si ferma il terrorismo; la mancanza di un sistema di sostituzione dell’ideologia di ISIS sarà dannosa. Il terrorismo potrà solo crescere.

Il sistema del confederalismo democratico in Rojava è capace di risolvere questi problemi. Istruzione per tutti sui concetti di democrazia e libertà, con le percezioni e la storia delle donne in prima linea. La pratica di questa democrazia con assenza di gerarchia all’interno della politica, eliminando quindi i rapporti di potere e promuovendo la libertà in un senso non liberista, tenendo in mente il miglioramento della società nel suo complesso.

Un sistema in cui culture e religioni diverse possono coincidere con le altre e essere rispettate come concetti separati dalla politica. Un sistema in cui non vi è più la necessità di ribellarsi contro le restrizioni delle ideologie stataliste, contro la schiavitù del debito capitalistico, contro il dispotismo sotto forma di regimi, o contro il pensiero imperialista dei governi forgiato attraverso falsa democrazia, la propaganda e le relazioni “comprate”.

Sostenere la rivoluzione in Rojava è il modo in cui fermare il terrorismo e il fascismo che tutto il mondo si trova ad affrontare, una volta per tutte. Sostenere le YPG e le SDF è il modo per proteggere questa rivoluzione, per permettere di diffonderla e per fare imparare dal suo esempio le persone di tutto il mondo.

Eppure, il mondo ha chiuso gli occhi di fronte alle azioni dello Stato turco, che è deciso a distruggere il movimento curdo e, soprattutto, la rivoluzione sociale e politica in Rojava. La coalizione guidata dagli Stati Uniti ha recentemente affermato che “le forze curde devono muoversi indietro attraverso il fiume Eufrate … non potranno in nessun caso ottenere il sostegno americano, se non tengono conto di questo impegno”.

Per le SDF continuare a marciare verso ovest e con successo completare il collegamento di Afrin al resto del Rojava significherebbe chiudere in modo efficace tutti gli accessi al confine turco per l’ISIS. L’affermazione della coalizione dimostra che le loro relazioni politiche con lo Stato turco sono più importanti delle vite dei civili. Da una parte i governi di tutto il mondo mostrano le loro facce a lutto quando ISIS attacca i propri civili, e un attimo dopo si rifiutano di affrontare il problema dello Stato turco, che non sta solo alimentando il problema con le sue forti relazioni commerciali con ISIS, ma sta anche bloccando la soluzione che il Rojava ha per il terrorismo attraverso l’utilizzo di una forza militare esponenziale.

Pochi giorni fa, l’esercito turco ha attraversato il confine raggiungendo Jarablus, una città di confine sulla strada per Minbij, uccidendo molti civili lungo la strada, e ha ucciso oggi un intero villaggio di civili. Ieri, l’esercito turco ha attraversato il confine con il Cantone di Kobanê con 20 carri armati. Tutto questo è occupazione illegale.

Non sappiamo fino a che punto questo andrà avanti, ma siamo in grado di assumere che le azioni dei militari turchi saranno ignorate dal mondo, ancora una volta, e la gente del Rojava sarà lasciata sola a difendere non solo la vita dei civili qui dal secondo contingente militare più grande della NATO, ma anche a combattere simultaneamente il più grande e il più estremo gruppo terroristico al mondo, nonchè a confrontarsi con ostacoli enormi costruiti intorno al progredire della rivoluzione sociale e politica e alla possibilità di influenzare tutte le persone del mondo a poter realizzare una vera democrazia e una vera libertà in tutto il mondo.

Vi imploro di stare in piedi contro le azioni dello Stato turco e alle relazioni pericolose che con questo hanno i governi di tutto il mondo. Mettete in campo azioni radicali per mostrare la vostra posizione contro il terrorismo, il fascismo, e la pratica capitalista/statalista di giocare alla politica di potenza ignorando al contempo le vite di innocenti e limitando la progressione della vera libertà; tutto questo un giorno raggiungerà la vostra porta di casa e non avrete più il privilegio della beata ignoranza. E ‘giunto il momento di decidere dove schierarsi.

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