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CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE

Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e compagne di Milano e Roma hanno iniziato a camminare insieme, con la stessa rabbia e con immutato amore.

Ancora oggi il ricordo di Dax si lega a quello di Renato, per dar vita a giornate di mobilitazione, incontri, lotta e iniziative che trasformano delle ricorrenze in occasioni per costruire e consolidare un fronte antifascista europeo rivoluzionario e antimilitarista.

Dal marzo milanese al ventennale di Renato a Roma, saranno giorni di convergenza e scambio. Nella memoria di Davide e Renato si declinano tutte le lotte che animiamo e attraversiamo, ognuno con le proprie attitudini e nei propri contesti. Nella memoria dei nostri compagni ci rafforziamo reciprocamente per rilanciare un’alleanza rivoluzionaria contro guerra, riarmo e capitalismo, per resistere al buio che avanza e attaccare il mostro neoliberale.

CONFLITTI: DAL GLOBALE AL LOCALE

Fronti di guerra, tensioni internazionali, corse al riarmo: la ristrutturazione degli equilibri politici mondiali vede l’imperialismo impegnato a difendere, estendere, mettere in discussione confini e aree di influenza. Dietro a ogni operazione militare si muovono interessi economici, sono una strategia di accumulazione di capitale nella sua forma più cruenta e omicida. 

Negli ultimi due anni il contrasto alle politiche guerrafondaie si è legato alla causa di liberazione palestinese, che è tornata al centro del conflitto politico in seguito all’operazione Diluvio di Al-Aqsa, contribuendo a comprendere la causa di liberazione di una resistenza anticoloniale non solo in senso difensivo, ma come attacco al progetto sionista e imperialista occidentale, rivendicando l’obiettivo della liberazione dal fiume fino al mare e rompendo il muro di silenzio e normalizzazione della colonia sionista. Questo ha dato impulso ad un movimento globale per la liberazione della Palestina. In Italia, come in altri paesi, si è concepito non solo come forma di solidarietà simbolica o umanitaria, ma come lotta attiva contro il sionismo e la guerra imperialista. 

La solidarietà tra lavoratori, lavoratrici e con i popoli oppressi diventa una minaccia concreta al mantenimento del capitalismo e dello stato di guerra. Parallelamente alla pacificazione in Palestina, con gli accordi di “pace” di Trump che prevedono un nuovo mandato coloniale su Gaza, la pacificazione interna in Europa avanza con un’ulteriore stretta repressiva. La criminalizzazione in Italia ha colpito in alcuni casi in aperta concertazione con “Israele”, mostrando la continuità tra la politica repressiva interna e i rapporti diplomatici e commerciali, come nel caso di Anan Yaeesh arrestato il 27 gennaio 2024 in seguito alla richiesta di estradizione da parte di “Israele”. Del dicembre scorso è l’inchiesta “Domino” in cui l’accusa di finanziamento al terrorismo si basa su direttive israeliane. Tali operazioni criminalizzano i palestinesi che sostengono la resistenza in Palestina e dalla diaspora e rappresentano un monito nei confronti del movimento in Italia, che ha visto numerosi arresti, fogli di via, divieti e violenza poliziesca palesatasi più volte nelle piazze per la Palestina. I nuovi DDL che prevedono l’equiparazione di antisionismo ad antisemitismo costituiscono un salto di qualità nella repressione delle idee: l’idea stessa della lotta antisionista diventa reato.

L’aggravarsi dei conflitti porta con sé l’esigenza, da parte dei diversi paesi, di garantire un fronte interno pacificato, in cui la guerra sia “normalizzata” e accettata in tutte le sue implicazioni sociali ed economiche. Senza dissidenza e conflitto sociale, la strada per politiche guerrafondaie è ben spianata. Tutti i soggetti che si adoperano per resistere a questo sistema sono scomodi, sono voci da eliminare a qualunque costo.

EUROPA: GUERRA AGLI ANTIFASCIST. FREE ALL ANTIFAS!

Negli ultimi anni in tutta Europa le forze di polizia si coordinano e collaborano per colpire compagni e compagne antifa. In Germania per la prima volta dei militanti antifascisti sono accusati di associazione a delinquere grazie al teorema accusatorio Antifa Ost, creato dalle autorità tedesche nel 2021. Nel settembre scorso il dipartimento di stato USA ha inserito Antifa Ost nell’elenco delle organizzazioni terroristiche con l’obiettivo esplicito di colpire le strutture di solidarietà, portando alla chiusura di numerosi account social a supporto della campagna e dei conti correnti di Rote Hilfe (soccorso Rosso).

Una persecuzione che raggiunge il suo apice in seguito alle manifestazioni contro la Giornata dell’onore di Budapest del febbraio 2023, in cui vengono arrestat* tre compagn* che oggi rischiano fino a 24 anni di carcere. Grazie alla collaborazione tra autorità tedesche e ungheresi le accuse arrivano a coinvolgere diciotto antifas ricercat* in tutta Europa sui quali pende una richiesta di estradizione. Sei di loro si trovano in carcere in Germania in attesa di processo e Maja, estradata illegalmente, è imprigionata a Budapest in condizioni di violazione sistematica dei suoi diritti da ormai quasi 2 anni. La sentenza a suo carico assume i caratteri di una rappresaglia delle autorità magiare contro il movimento antifascista europeo.  

Al carcere, ai mandati di cattura europei e alla persecuzione giudiziaria si somma un sempre più frequente ricorso da parte delle polizie europee a misure amministrative preventive finalizzate a limitare la libertà di movimento di militanti. Dispositivi concepiti per respingere i migranti alle frontiere vengono estesi a nuovi soggetti indesiderati.

Per contribuire allo sviluppo di analisi e azioni condivise da parte del movimento antifascista internazionale è fondamentale costruire legami tra realtà europee: la solidarietà internazionalista, il confronto continuo tra esperienze politiche provenienti da paesi diversi, il concepirsi come parte integrante di un movimento antifascista europeo sono oramai punti fermi del nostro agire politico e trovano una rappresentazione continuativa in tutti gli anniversari di Dax. Non solo, crediamo sia questa una strategia efficace e vincente per allargare i nostri orizzonti di lotta, recuperando il valore storico delle pratiche internazionaliste e fronteggiando in maniera coordinata le insidie di un’Europa sempre più schierata a destra.

MILANO: TRA VETRINA OLIMPICA E ASSEDIO ALLE PERIFERIE 

Nel contesto di conflitti globali, in un’Europa reazionaria, non si rinuncia alla logica speculativa dei grandi eventi che in questi mesi si è abbattuta sulla nostra città. Ed ecco imporsi i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 che significano aumento del costo della casa, indebitamento pubblico, nuove grandi opere nocive, devastazione e saccheggio dei territori montani, lavoro insicuro e non retribuito. 

Mentre la città si rifà trucco per ospitare il grande evento, nei quartieri popolari non si ferma il processo fagocitante del capitale immobiliare con sfratti, sgomberi, controllo sociale e speculazione edilizia. Gli interventi in massa delle forze dell’ordine susseguitesi in diverse zone della città (da San Siro a Giambellino, passando per Baggio) negli ultimi mesi, su mandato del Ministro Piantedosi, sono la punta dell’iceberg di un sistema che mira a criminalizzare chi vive in condizioni di precarietà abitativa, economica o sociale. Nel frattempo, nella città con gli affitti più cari d’Italia, migliaia di case popolari restano sfitte, non assegnate, lamierate e addirittura murate. Si dismette il patrimonio immobiliare pubblico a favore della speculazione edilizia e del latifondo del mattone, per questo ancora oggi occupare rappresenta una legittima alternativa, una forma concreta di lotta contro questo processo che rende la nostra città sempre più esclusiva e escludente. 

La stretta autoritaria che stiamo vivendo passa anche attraverso l’attacco alla cultura, allə studenti, agli spazi sociali. Il Governo vuole fermare i sogni collettivi: si colpisce laddove si crea contro-sapere, dove si custodisce uno sguardo lucido sulle responsabilità di chi ci pone in queste condizioni, dove ci si organizza per liberarsi dallo sfruttamento della vita.

NELLA NOTTE CI GUIDANO LE STELLE 

In una realtà sempre più cupa, altrettanto reale è il movimento europeo e mondiale che si sta mobilitando contro la guerra e l’imperialismo. Nelle piazze di tutto il mondo da Genova al Nepal, da Milano allo Yemen e al Kurdistan i popoli reclamano giustizia e pace, alzano un grido contro guerra e genocidio, resistono affinché il buio non prevalga. Sabotaggi, proteste, azioni attraversano ogni giorno tutti i paesi del mondo ricordando ai potenti che laddove lavoratori e lavoratrici, studenti e persone si uniscono non c’è ricchezza o riarmo che tenga. L’occasione del ricordo di Dax è da più di vent’anni parte di un percorso di resistenza e di lotta, che ci consente di costruire un fronte antifascista internazionale. Per questo i giorni del suo ricordo vorremmo che fossero momenti di convergenza e creazione di legami, consapevoli che mobilitarci per ricordare Dax deve essere parte di un percorso di resistenza che passa anche dal prossimo 25 aprile.

In questo quadro a tinte fosche vi è ancora una luce che dà speranza, e sta a noi alimentare questa luce, guidati dalla memoria dei compagni e delle compagne uccisi da fascismo e capitalismo. La resistenza, la lotta, la solidarietà sono le componenti essenziali che ci permettono di immaginare, creare e praticare un mondo diverso, di libertà e autodeterminazione per tutt* e in ogni luogo.

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