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Diretta Gaza. Oltre 600 vittime in due settimane. E la diplomazia stenta

Almeno 50 palestinesi morti ieri. Bombardamenti e colpi di artiglieria israeliani incessanti. l’OCHA denuncia: “a Gaza non c’è nessun luogo sicuro in cui nascondersi”. Ma la tregua appare ancora una chimera.

AGGIORNAMENTI:

Ore 21.40 – PUTIN OFFRE LA SUA MEDIAZIONE. HAMAS: SÌ A TREGUA UMANITARIA. RAFFICA DI ARRESTI A GAZA

Il presidente russo Vladimir Putin si va avanti e si offre come mediatore del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, nel corso di una telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha riferito il Cremlino.

In una precedente dichiarazione, il leader di Hamas, Khaled Meshal, ha detto di essere disposto a discutere di una tregua umanitaria. Il bilancio delle vittime dell’offensiva israeliana Barriera Protettiva continua a salire: 693 morti, di cui 166 bambini, e 4.519 feriti, tra cui 1.213 bambini. 33 i soldati morti nei combattimenti, mentre un lavoratore straniero è rimasto ferito da un razzo lanciato dalla Striscia nell’area di Yavneh, nella zona centrale di Israele.

Continuano a risuonare le sirene in Israele e a Gaza l’esercito israeliano  ha arrestato 150 palestinesi sospettati di avere partecipato ad azioni terroristiche.

ORE 20 – NETANYAHU SULL’INCHIESTA ONU: “E’ UNA FARSA”. SHIN BET: “UCCISI ALCUNI MILITANTI-CHIAVE DELLA JIHAD ISLAMICA”

“E’ una farsa e dovrebbe essere respinta dalle persone oneste di tutto il mondo”. Questa la reazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu alla notizia del voto a favore di una commissione d’inchiesta indipendente sui crimini di guerra commessi a Gaza dall’esercito di Tel Aviv da parte del Consiglio per i diritti umani dell’Onu. Secondo Netanyahu  Israele ha usato “accortezze senza precedenti per mantenere i civili palestinesi fuori pericolo, persino lanciare volantini, fare telefonate e inviare messaggi di testo”, mentre si dovrebbe indagare “Hamas, che commette doppi crimini di guerra, sparando razzi sui civili israeliani e usando i palestinesi di Gaza come scudi umani”. Netanyahu ha poi criticato duramente l’Onu, colpevole di aver inviato “un messaggio a Hamas e alle organizzazioni terroristiche in tutto il mondo che l’uso di civili come scudi umani è una strategia efficace”.

Lo Shin Bet ha dichiarato che, in coordinazione con l’esercito, è riuscito a colpire alcuni importanti militanti della Jihad islamica nella Striscia di Gaza. Nei giorni scorsi, stando alla dichiarazione dello Shin Bet, sono stati uccisi Akram Shakhar, militante operativo nella zona di Khan Yunis, che era incaricato del lanci di razzi; Sha’aban Dahduh, sospettato di essere il comandante di un battaglione a Gaza City; Mahmoud Ziada, un residente di Jabaliya che si sospettava fosse il comandante di un reggimento nel nord della Striscia; e Said Abu Ma’amar, che si credeva comandasse un reggimento della divisione Rafah della Jihad islamica. Secondo molti profili Facebook e Twitter sarebbe stato ucciso anche Mohammad al-Sinwar, uno dei capi della Jihad islamica che si sospettava fosse il comandante della divisione di Khan Younis.

Secondo l’intelligence israeliana, Sinwar ha svolto un ruolo di primo piano nel rapimento di Gilad Shalit ed è stato anche carceriere di Shalit durante parte della sua prigionia. Suo fratello Yahya è considerato uno dei leader politici di Hamas e ha scontato un lungo periodo in carcere in Israele.

Ore 18.40 –KERRY E NETANYAHU PARLANO DI TREGUA. ISRAELE CHIEDE SOLDI A USA PER IRON DOME

E’ in corso l’incontro tra il Segretario di Stato Usa, John Kerry, e il premier Benjamin Netanyahu. Secondo Azzam al Ahmad, dirigente Fatah, i negoziati fanno progressi e stasera potrebbe essere annunciata bozza di accordo sulla tregua.

Intanto, riporta Haaretz, Tel Aviv ha chiesto a Washington 225 milioni di dollari per sopperire alla mancanza di parti del sistema di difesa Iron Dome. Sempre secondo Hareetz, il segretario della Difesa Usa, Chuck Hagel, ha detto che Israele “ha un grave problema di parti”, senza specificare di quali parti del sistema si tratti, e che “non può aspettare i rifornimenti dei produttori statunitensi, pianificati tra due anni a partire da oggi”.

La Fedaral Aviation Amministration Usa ha prolungato la sospensione dei voli da e per Israele per altre 24 ore.

ORE 18. 45 –  IL CONSIGLIO PER I DIRITTI UMANI DELL’ONU HA VOTATO A FAVORE DELLA FORMAZIONE DI UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA SUI CRIMINI DI GUERRA COMMESSI A GAZA. 29 I FAVOREVOLI, 17 ASTENUTI E UN CONTRARIO, GLI STATI UNITI.

Ore 18.30 – OGNI ORA MUORE UN BAMBINO A GAZA

Negli ultimi due giorni è stato ucciso un bambino ogni ora. La denuncia arriva da Kyung-wha Kang, vicesegretario generale dell’Onu per gli Affari umanitari.

Ore 18.20 – ISRAELE: ALTRI TRE SOLDATI MORTI OGGI, 32 IN TOTALE

Ore 17.40 – YASSER ABED RABBO: OLP CONDIVIDE CONDIZIONI HAMAS PER CESSATE IL FUOCO. PILLAY: SERIE POSSIBILITA’ CHE ISRAELE ABBIA COMMESSO CRIMINI DI GUERRA

L’Olp sostiene le richieste di Hamas per il cessate il fuoco. Lo ha detto il funzionario Yasser Abed Rabbo, spiegando che le richieste di “fermare l’aggressione contro Gaza e di togliere l’embargo in tutte le sue forme coincidono con le richieste dell’intero popolo palestinese e con gli obiettivi della leadership palestinese”.

Oggi l’emiro del Qatar si è recato in Arabia Saudita per discutere con re Abdullah della crisi nella Striscia di Gaza e del cessate il fuoco. Una mossa a sorpresa e pure il primo incontro tra i leader delle due petromonarchie dalla rottura diplomatica intercorsa tra Doha e Riad.

Intanto, Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha detto che c’è la “seria possibilità” che Israele abbia commesso crimini di guerra e ha chiesto che sia aperta un’indagine su almeno tre incidenti: il bombardamento dell’ospedale al Aqsa, a Deir al Balah; la morte di due donne in sedia a rotelle e il ferimento di quattro pazienti disabili a Beit Lahia; la distruzione delle abitazioni di alcune famiglie nell’attaco a Sshuja’iya. “Il mio staff sta documentando molti altri casi di case distrutte, con la perdita di vite umane tra i civili, in cui erano presenti membri di gruppi armati”

Ore 17.15 – La Croce Rossa Internazionale (CRI) ha riferito all’Afp che oggi una breve sospensione dei combattimenti in alcune zone della Striscia di Gaza ha consentito alle ambulanze di soccorrere le vittime dei raid su Shuja’iya. Centinaia di persone hanno usato la pausa e la copertura della CRI per entrare nel sobborgo martoriato dal fuoco israeliano, a est di Gaza City, alla ricerca di parenti e amici. Il corrispondente dell’ABC ha raccontato di avere udito spari anche durante l’operazione di soccorso. Il convoglio della Croce Rossa ha informato del suo ingresso a Shuja’iya, ma l’esercito israeliano non ha fornito assicurazioni sulla sospensione dei combattimenti. Un secondo convoglio della CRI è andato a Khuzaa e un terzo a Beit Hanun.

Ore 17.00 – 678 PALESTINESI MORTI, 4.250 FERITI. ISRAELE: 29 SOLDATI UCCISI

Sono 56 i palestinesi morti oggi a Gaza e decine i feriti. Secondo il ministero della Sanità, il totale delle vittime è di 678 morti e 4.250 feriti. L’esercito israeliano ha fatto sapere che nelle ultime 24 ore sono stati uccisi 2 soldati e 12 sono rimasti feriti, altri 8 in maniera lieve, nei combattimenti nella Striscia. Il totale delle perdite tra le truppe israeliane è di 29 morti dall’inizio dell’offensiva via terra.

Ore 16.25 – BETLEMME: SOLDATI ISRAELIANI HANNO UCCISO UN PALESTINESE DURANTE LE PROTESTE

Ha 32 anni il palestinese ucciso  vicino a Betlemme nelle prime ore di stamattina durante una manifestazione contro l’attacco israeliano a Gaza, che dura da 16 giorni. Mahmud Hamamra è stato colpito al petto nel villaggio di Husan durante gli scontri con i soldati israeliani che usano anche proiettili veri per disperdere la folla.

Le proteste  nelle città e nei villaggi della Cisgiordania si ripetono ogni sera. La portavoce dell’esercito israeliano ha detto all’agenzia Afp che la vittima faceva parte di un gruppo di una cinquantina di persone che lanciavano pietre e molotov contro i soldati e che è “pare che sia stato colpito da un proiettile di gomma”.

Mahmud Hamamra è la seconda vittima in Cisgiordania negli ultimi due giorni. La notte scorsa due giovani sono rimasti feriti a Silwad, vicino a Ramallah. Marce di protesta si sono tenute anche a nord di Betlemme

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Ore 16.00 –L’ARTIGLIERIA ISRAELIANA FA STRAGE A HAZAA

Hazaa, nel sud della Striscia di Gaza, vicino a Khan Yunis, è un villaggio sotto assedio, secondo i residenti.  “Tutto brucia”, ha riferito ai media palestinesi un abitante, raccontando dell’intenso fuoco dell’artiglieria israeliana che oggi si è abbattuto sul centro abitato, facendo  un numero imprecisato di morti e Sono decine di feriti.

Ore 14:55 – COLPITO L’OSPEDALE AL-WAFA DI GAZA

In una nota pubblicata stamattina, il portavoce dell’esercito ha detto che i soldati israeliani hanno attaccato l’ospedale al-Wafa a Gaza dopo essere stati ripetutamente sparati dai miliziani di Hamas dall’interno dell’edificio. Secondo quanto ha riferito il direttore dell’ospedale al quotidiano israeliano Ha’Aretz la struttura sanitaria è vuota dal 17 luglio.

ore 14:40 – MUORE UN LAVORATORE TAILANDESE. E’ IL TERZO CIVILE UCCISO IN ISRAELE

Un lavoratore tailandese è morto stamattina quando un razzo sparato da Gaza è esploso in una serra di una cittadina israeliana vicina al confine settentrionale con la Striscia. Salgono così a 3 le vittime civili israeliane. 29, invece, sono i soldati di Tel Aviv uccisi dall’inizio dell’offensiva “Bordo Protettivo”.

ore 14:25 – Il Ministro di Giustizia israeliano, Tzipi Livni: “la riunione che sta avendo luogo al Consiglio dei diritti umani [a Ginevra, ndr] non ci impedirà di continuare la nostra operazione militare a Gaza. Qualunque cooperazione con il Consiglio diminuirà le possibilità di raggiungere un cessate il fuoco a Gaza”.

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ore 13:15 INVIATO ISRAELE PRESSO L’UNHRC:“LO STATO EBRAICO AGISCE SECONDO LA LEGGE INTERNAZIONALE”

Nella riunione di emergenza di Ginevra, l’invitato israeliano presso l’UNHRC [Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ndr], Eviatar Manor, ha criticato il Consiglio dei diritti umani dell’Onu perché “non protegge i diritti umani degli israeliani”. Ha poi aggiunto che gli abitanti di Gaza non sono nemici d’Israele e che lo stato ebraico ha agito secondo la legge internazionale. Secondo Manor il Consiglio “sta gettando benzina sul fuoco”.

ore 13:00 – MINISTRO ESTERI ISRAELIANO INCONTRA BAN KI-MOON

Il Ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, ha incontrato stamane il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, a Gerusalemme. Lieberman ha espresso preoccupazione per la scoperta dei missili nascosti in una scuola di Gaza gestita dall’Unrwa e ha criticato l’incontro dell’Onu a Ginevra dicendo che “è parte del gioco ipocrita della Comunità Internazionale”.

ore 11:55  654 PALESTINESI UCCISI. 4250 FERITI

ore 11:45  GUARDA IL VIDEO. QUARTIERE SHUJAIYA DI GAZA SOTTO I BOMBARDAMENTI ISRAELIANI

Immagini riprese da Media Town https://www.facebook.com/photo.php?v=741066039290541&fref=nf

ore 11:30 TV AL-MAYADEEN: “SONO 651 I PALESTINESI MORTI DALL’INIZIO OFFENSIVA”. GIA’ 18 LE VITTIME OGGI

Secondo il corrispondente della rete panaraba al-Mayadeen dall’inizio dell’offensiva israeliana sono stati uccisi 651 palestinesi. Strage a Khaza’a dove sono morti stamane 12 palestinesi. Un numero che, però, sembrerebbe destinato a salire. Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, 18 palestinesi sono stati assassinati oggi. 120 i feriti. Dato quanto mai provvisorio.

Sono 150 i soldati israeliani feriti. 7 di loro sarebbero in condizioni critiche. A riferirlo sono i media israeliani.

L’ex capo dello Shabbak [Servizi segreti interni israeliani, ndr], Avi Dichter, ha dichiarato: “la potenza missilistica dei palestinesi ci preoccupa molto”.

ore 10:40 Il Ministero della salute a Gaza ha detto che un colpo di cannone ha ucciso a Khan Yuinis cinque palestinesi, di cui 2 bambini. Intanto si continua a combattere a Shujayea, il quartiere di Gaza balzato alle cronache domenica per il massacro di civili palestinesi. Gli israeliani sostengono di averne preso quasi il pieno controllo.

Le autorità israeliane comunicano che il valico di Erez è chiuso per i giornalisti. Al momento, quindi, non si entra e non si esce dalla Striscia di Gaza.

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della redazione

Roma, 23 luglio 2014, Nena NewsAlmeno cinquanta vittime palestinesi. Due giovani soldati israeliani uccisi. E’ il tragico bilancio della solo giornata di ieri nella Striscia di Gaza. Più di 630 morti dall’inizio dell’Operazione “Bordo protettivo” che oggi entra nel suo sedicesimo giorno. Ancora una volta “target” dell’aviazione israeliana sono state le strutture sanitarie e ambulanze.

Ma non sono luoghi sicuri nemmeno le scuole dell’Unrwa [Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione, ndr] e gli edifici della tv panaraba al-Jazeera che sono stati ieri bersaglio degli aerei di Tel Aviv. A lanciare un grido d’allarme è stato il portavoce dell’ufficio Onu per gli affari umanitari (OCHA) che ha detto che “nella Striscia non c’è letteralmente alcun luogo sicuro in cui nascondersi”.

L’OCHA ha diffuso dati terribili: 1,2 milioni di gazawi (su 1,8 milioni) sarebbero senza acqua o ne dispongono in modo molto limitato, sono senza corrente per il danneggiamento delle strutture elettrice e senza carburante per azionare i generatori. Ma il dramma umanitario non si ferma qui perché parallelamente continua la fuga di cittadini dalle loro case. Ieri è stato il turno dei quartieri di Sheykh Zayad e Tel Za’atar a nord di Gaza che si sono rapidamente svuotati sotto la furia dei bombardamenti israeliani.

La popolazione stremata e impaurita fugge dirigendosi disperatamente nelle scuole dell’Unrwa. Al momento si contano 135 mila sfollati, 90 mila dei quali sono ospitati nelle strutture dell’Agenzia dell’Onu. La Striscia è sull’orlo del collasso e l’Unrwa ha comunicato di non essere più in grado di sfamare le decine di migliaia di palestinesi che in questi giorni ha accolto. Sarebbero necessari aiuti immediati stimati in 60 milioni di dollari.

Se Gaza è un inferno, le città israeliane non sono ancora al sicuro perché i razzi palestinesi continuano ad essere lanciati dalla Striscia. Pochi danni e nessun ferito, ma che tuttavia bastano a preoccupare le compagnie aeree internazionali che hanno deciso ieri di sospendere i loro voli per e da Israele. Alle 4 compagnie statunitensi (American Airlines, Delta Airlines, U.S. Air e United Airlines, si è aggiunta l’Air France. Fermi ieri anche gli aerei della Turkish Airlines e dell’olandese KLM.

Sul piano diplomatico i progressi per raggiungere il cessate il fuoco sono inesistenti. Il Segretario di stato americano, John Kerry, ha detto ieri al Cairo che gli Usa sostengono la tregua proposta dagli egiziani. Iniziativa, quest’ultima, già rigettata dai palestinesi (eccetto l’Autorità Palestinese). Non lasciano ben sperare, inoltre, le parole del ministro di giustizia israeliano, Tzipi Livni, secondo cui lo stato ebraico non accetterà nessun cessate il fuoco finché non saranno distrutti tutti i tunnel. Livni ha poi aggiunto che le condizioni poste da Hamas per una tregua sono inaccettabili.

Da Ramallah, intanto, il Presidente Abu Mazen ha alzato timidamente la voce: “perseguiremo chiunque abbia commesso crimini contro il popolo palestinese”. Ma resta ancora sospesa l’adesione alla Corte Penale Internazionale. Né è servita la presenza in Israele e in Cisgiordania del Segretario Onu, Ban Ki-Moon, a calmare gli animi.

Oggi il Consiglio Onu per i Diritti Umani, su richiesta palestinese e di altri paesi arabi, condannerà quasi sicuramente l’operazione israeliana e indicherà le misure da prendere. La Palestina e gli stati arabi hanno presentato al Consiglio una bozza di condanna (nella quale non si menziona Hamas) in cui si chiede la formazione di una commissione di inchiesta che indaghi possibili crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale.

 

da Nena News

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